RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105488 titoli

Alessia Belli

Che genere di diversity?

Parole e sguardi femminili migranti su cittadinanza organizzativa e sociale

Questa ricerca-azione femminista vuole contribuire a promuovere il riconoscimento, la valorizzazione e l’inclusione delle differenze che abitano il panorama sociale e organizzativo. A partire dai due casi studio della città di Arezzo e della società cooperativa Cooplat, i metodi del Diversity Management e di un multiculturalismo progressista hanno l’ambizione di porsi come importanti strumenti di cittadinanza attiva.

cod. 1144.1.37

Martina Salvante

Che genere di fascismo? Una rassegna storiografica oltre il centenario della Marcia su Roma

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 308 / 2025

Quale spazio occupa il genere nello studio di un fenomeno complesso come il fascismo e quale spazio è riconosciuto nella vasta storiografia sul fascismo storico a chi adotta il genere come “utile categoria di analisi storica”? Questa rassegna critica mira a vagliare una selezione di temi e a commentare alcune ricerche recenti e recentissime che mostrano la vitalità e la varietà di questioni e approcci nello studio del fascismo da un’ottica di genere. L’articolo riflette così sulle nuove tendenze della storia del fascismo italiano da un’ottica di genere, propone alcune riflessioni su possibili filoni di ricerca futuri e abbozza anche alcune considerazioni finali sullo stato della storia di genere del fascismo in Italia.

Giovanna Truda

Che genere di guerra. Il diritto umano alla pace e le donne

SICUREZZA E SCIENZE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2023

L’autrice sostiene che il ruolo e la funzione delle donne nella guerra e nei processi di pace pur essendo riconosciuti in molti documenti ufficiali rispondono a logiche di tipo patriarcali e societarie che le relegano, in virtù del proprio sesso, in ambiti specifici dell’organizzazione militare. Sebbene vittime privilegiate nei con-flitti, è dimostrato che le donne hanno capacità particolari e riconosciute nelle trattative e nei processi di pace.

Giulia Maria Cavaletto

Che genere di medicina? Fenomeni di segregazione occupazionale dentro la professione

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 148 / 2017

Il fenomeno della segregazione occupazionale verticale e gerarchica, pur in attenuazione all’interno di tutte le organizzazioni, mostra ancora di resistere nell’ambito sanitario. All’interno di esso è in modo specifico la professione medica a mostrare ancora significative disuguaglianze nelle opportunità di carriera tra uomini e donne: ciò si evidenzia in fenomeni di segregazione tra specialità, e nelle carriere verticali verso il primariato, ancora prevalentemente maschile, pur a fronte di un incremento costante negli ultimi dieci anni delle laureate. Attraverso dati secondari di fonte istituzionale e interviste discorsive con mediche appartenenti a due coorti (le Pioniere e le Maratonete) sono stati indagati i vincoli e le opportunità di carriera dentro le organizzazioni sanitarie, con particolare attenzione ai criteri per reclutamento e promozioni e l’effetto dell’interferenza tra vita familiare e professionale.

Francesco Miele, Puppa Francesco Della

Che genere di padri? maschilità e lavoro di cura tra equità e disuguaglianze

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 3 / 2014

This study draws on the results of qualitative research conducted in a city of north-eastern Italy, collecting data from in-depth interviews and examines the ways in which different masculinities emerge in the sphere of child care. The presented research takes as its theoretical frame of reference the plural conception of masculinity developed by Connell during the last 20 years, analyzing the dynamics of hegemony and subordination among different masculinities present in some families. Contrary to the findings of other studies carried out in Italy, in the same context the male breadwinner model seems to have lost strength and legitimacy. The research shows that a multiplicity of social actors are constructing and legitimating a "male helper" model of masculinity which seems more appropriate to the context of reference than other models of masculinity and which is emerging as the hegemonic masculinity in the considered social and geographical context.

Gianpasquale Santomassimo

Che Guevara, il mito da un secolo all’altro

PASSATO E PRESENTE

Fascicolo: 74 / 2008

Che Guevara, il mito da un secolo all’altro ABSTRACT: The Editorial is dedicated to the myth of Ernesto Che Guevara. Through an analysis not only of works that propose a historical reconstruction, but also of films, songs and merchandising utilizing the Che image, Gianpasquale Santomassimo poses the question of the persistence of a myth that seems to be unique (at least in twentieth century left-wing circles). Its passage from one century to the next (to cite the title) has consolidated its success, especially among the young, albeit changing in shape, content and political implications. In the Discussion section

Paolo Costa

Che ne è della critica sociale se un ‘altro’ mondo non è più possibile?

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 49 / 2014

Today, many have the impression of being faced with a sea change in the way ordinary people understand the world in which they happen to live, i.e. that we are witnessing the end of the critical passion, that animated modern minds for centuries and encouraged them to imagine and pursue a radical change of world and society. In the essay, this putative historical transition is analyzed in light of the master narrative about religion’s role in human evolution, developed by Robert Bellah in his recent book with the same title (Religion in Human Evolution, 2011), in order to raise some questions about the fate of social criticism in a radically secular age.

Roberto Serpieri, Emiliano Grimaldi

Che razza di scuola.

Praticare l'educazione interculturale

Obiettivo del volume è di osservare e documentare le pratiche di educazione interculturale che le scuole sperimentano, adottano e modificano attraverso piani di lavoro irti di difficoltà e scontrandosi con contraddizioni spesso insormontabili. La ricerca si è concentrata, inoltre, sul rischio razzismo, sempre in agguato nonostante il lavoro di insegnanti e dirigenti per combattere i più ampi effetti dello svantaggio sociale.

cod. 1520.736

Giovanna Leone, Francesca D'Errico

Che ruolo ha la condizione lavorativa materna nella tendenza ad aiutare troppo un figlio malato cronico?

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2009

What is the role of mother’s employment referring to overhelping tendency towards a chronically ill child? - The article presents an empirical research aimed to explore if employed (vs. not employed) mothers of chronically ill children (vs. healthy ones) overhelp more their ill children and express more negative emotions (shame, anxiety or sadness) when helping them. Twenty mother-child dyads, balanced for the child gender, were videotaped during a 10 min. gaming simulation, evoking the child’s need of being helped in relation to a simple problemsolving (puzzle). Results show that unemployed mothers tend to overhelp more their children when they are healthy (vs. chronically ill), while employed mothers tend to overhelp more their children when they are chronically ill (vs. healthy). During the helping game, unemployed mothers show significantly higher NVC’s signals of anxiety, sadness and shame, and mothers of chronically ill children show higher NVC’s signals of sadness and shame. Nevertheless, anxiety seem to be influenced by an interaction effect of mother’s employment and health status of child, similar to the one shown by overhelp behaviour. Moreover, checking for the three observed negative emotions, a significant correlation was found only between overhelping behaviour and anxiety. The role of mother’s employment as a risk or as a protection referring to the overhelping behaviour is discussed.

Key words: overhelp, mother-child dyad, mothers’ employment, negative emotions, anxiety, simulation game

Parole chiave: sovraiuto, diade madre-bambino, occupazione materna, emozioni negative, ansia, gioco di simulazione

Vera Fusco, Pompeo Martelli, Marco Salustri

Che ruolo ha la storia in Italia nelle pratiche di lotta allo stigma per le malattie mentali e nel welfare culturale? Il caso del network Mente in Rete

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2023

in Mente in Rete l’uso pubblico della storia è terreno di confronto e di conflitto intorno a temi essenziali della salute mentale e del welfare culturale con un approccio fondato sulla priorità di mediare con il pubblico la conoscenza storica accettando una negoziazione costante con le memorie e gli sguardi altri sul passato. Questo processo porta ad un coinvolgimento attivo della cittadinanza, che vive l’esperienza prodotta in modo profondo, sentendola più vicina alle sue esigenze e capendone il valore non tanto e solo come commemorazione di un fatto storico, ma ricollocandolo nel presente, facendolo proprio.

Giovanni Tuzet

Che successo ha la verità?

PARADIGMI

Fascicolo: 3 / 2009

What is Truth’s Success? - The pragmatist theories of truth developed by James and Dewey in some of their writings were not aimed at providing a theory of truth as such, but, rather, a theory of the relationship between belief, action and truth. The same holds for some of Ramsey’s texts: rather than identifying truth with practical success, he pointed to the articulation between the success of our actions and the truth of the beliefs on which they are based.

Key words: Action, Belief, Dewey, James, Ramsey, Truth.

Parole chiave: Azione, Credenza, Dewey, James, Ramsey, Verità.

Paul Roazen

Che tipo di persona era Freud?

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 3 / 2000

Che tipo di persona era Freud? ABSTRACT: In his reevaluation of Freud, seen as a figure filled with contradictions and idiosyncracies but anyway still worthy of being discussed and studied, the author wonders about what is the meaning one should give to the rethinking from a contemporary perspective to the «historical» thinkers; his conclusion is that such a rethinking can be meaningful only if it's based as precisely as possible upon a scrupolous reconstruction of the context which the thinker in question was living in.

Paolo Rossi

Che tipo di scienza è la scienza nuova di Vico?

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 2 / 2004

L’articolo si pone il problema del perché Vico avesse pensato alla sua impresa come ad una scienza e si fosse occupato di confrontarla con la scienza della natura. Si passano in rassegna l’uso di concetti come degnità, assiomi, postulati, tenendo fermo che Vico non fu né un cartesiano, né un galileiano, e come non si lasci racchiudere nelle gabbie dell’apriorismo e del platonismo: egli ha solo fatto sue alcune idee o tesi presenti entro quelle tradizioni. Vico si guarda bene dall’effettuare una scelta precisa e definitiva tra quelle realtà alle quali attribuiamo oggi il nome di razionalismo e empirismo. Si richiama contemporaneamente e negli stessi testi sia alla tradizione del geometrismo cartesiano sia a quella di Bacone e delpensiero dei baconiani del tardo Seicento, facendone un uso alquanto libero. L’articolo contiene inoltre osservazioni su Vico lettore (o presunto tale) di Cogitata et visa e di De dignitate et augmentis scientarum di Bacone