RISULTATI RICERCA

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Gruppo di discussione di casi clinici de Il Ruolo Terapeutico, a cura di

Ci credi o non ci credi?

RUOLO TERAPEUTICO (il)

Fascicolo: 84 / 2000

Giuseppe Remuzzi, Antonio Maturo

Ci curano o ci curiamo?

Il malato tra crisi economica e responsabilità individuale

Epistemologi, bioetici, genetisti, farmacologi, clinici, massmediologi ed epidemiologi cercano di descrivere e analizzare lo stato di salute della medicina oggi. Tra i temi: il rapporto medico-malato; la bioetica; gli infermieri; la medicina rigenerativa; l’organizzazione sanitaria; la prevenzione e promozione della salute; i farmaci e la ricerca; la comunicazione della salute; la genetica e il futuro.

cod. 1341.2.62

Alessandro Balducci, Paola Ielasi

Ci sarà una casa

La progettazione partecipata di un hospice nella Ussl di Melegnano

cod. 1139.13

Anna Genni Miliotti

Ci vuole un paese.

Adozione e ricerca delle origini. Testimonianze e strumenti per un viaggio possibile

Testimonianze, contributi originali e storie vere di persone adottate che hanno compiuto il “loro” viaggio alla ricerca delle proprie origini. Il volume vuole essere uno strumento utile per genitori, operatori, e per gli stessi adottati, per affrontare meglio questo difficile percorso.

cod. 239.219

Anna Zunino, Maurizio Panza, Samuele Dagliano, Costanza Franceschi, Alessia Teneggi, Alessia Vanara

Ci vuole un villaggio: costruire reti per il benessere dei giovani

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 3 / 2025

Il contributo intende presentare le riflessioni che hanno accompagnato il percorso di attivazione del Centro “Generazioni in Gioco”, un servizio di ASL2 Savonese rivolto ai giovani dai 14 ai 25 anni. L’idea del Centro nasce dalla consapevolezza che i bisogni di salute della popolazione adolescente raramente vengono intercettati dai servizi sanitari territoriali, ormai configurati per affrontare in modo pressoché esclusivo il malessere profondo espresso dagli adulti: da qui la scelta di dare vita a uno spazio “altro”, in cui le domande di senso portate dagli adolescenti possano trovare accoglienza. Proponendosi come un filtro tra i bisogni dell’utenza e i servizi di secondo livello, il servizio ha progressivamente riconosciuto l’esigenza di ampliare il proprio sguardo per rispondere ai bisogni emergenti dal lavoro quotidiano con le fragilità esistenziali. La complessità e multiformità delle domande psicologiche portate dagli utenti ha evidenziato la necessità di un ripensamento delle metodologie e delle strategie di intervento inizialmente limitate alla presa in carico e alla cura, comportando un riorientamento delle azioni verso traiettorie di promozione della salute. Il Centro si è così impegnato nella costruzione e rafforzamento delle connessioni tra le realtà territoriali che, con diversa titolarità, si occupano di adolescenti (scuola, servizi sanitari, servizi sociali, terzo settore, realtà associative del territorio), convocandole sul comune obiettivo di tutelarne gli itinerari di sviluppo e di promuoverne le abilità personali e sociali, nella consapevolezza che ci vuole un villaggio per far crescere un bambino.

Anna Vanzan

Ciador Art: neo Orientalismo e repressione

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2014

Gli artisti iraniani contemporanei sono da tempo assai apprezzati in Occidente, dove sono stati inizialmente introdotti dalle performance di Shirin Neshat, loro compatriota da decenni auto-esiliata negli Stati Uniti e resa famosa grazie alle sue foto di donne velate e ricoperte di scritte a caratteri arabo-persiani. Tale aspetto ‘esotico’, peraltro aspramente criticato in Iran, dove questa corrente neo orientalista viene bollata come ciador art, in quanto il velo ne è assoluto protagonista, continua ad essere ricercato da critici, galleristi e organizzatori di mostre in Europa, Stati Uniti e Paesi del Golfo (questi ultimi veri e propri motori di promozione dell’arte iraniana all’estero), offrendo spazio solo agli artisti che si esprimono secondo coordinate etnicamente riconoscibili; e di fatto penalizzando in questo modo quelli che intendono usare linguaggi più universali senza necessariamente ricorrere a donne velate, calligrafia arabo-persiana, o a immagini che confermino gli stereotipi radicati in Occidente rispetto alla società d’Iran, soprattutto per quanto riguarda il suo segmento femminile. L’articolo esplora i limiti etnici e di genere entro cui i mercati occidentali costringono l’arte contemporanea persiana, operando, di fatto, una vera e propria colonizzazione culturale

Giulia Albanese

Ciao Cesco

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 4 / 2007

Francesco Indovina

Ciao Eddy

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2019