L'Istituto Sclavo a Siena nei cento anni della sua storia (1904-2004)
cod. 1501.90
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L'Istituto Sclavo a Siena nei cento anni della sua storia (1904-2004)
cod. 1501.90
Muovendo da una premessa generale sulle politiche di integrazione basate, rispettivamente, sul modello assimilazionista, multiculturale e interculturale (§ 1), il saggio si concentra sulla nozione di cittadinanza europea, dal lato sia dei suoi ambiti di rilevanza normativa nei trattati sull’Unione, sia del suo significato in relazione a due questioni principali concernenti la sua qualificazione e la sua portata soggettiva, con riguardo al problema della sua autonomia concettuale (§§ 2-3). Su questo sfondo, nel quale si può osservare un fondamento autonomo a carattere potenzialmente aperto e inclusivo della cittadinanza europea, viene analizzata la relazione tra immigrazione e integrazione nello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, avuto riguardo alle normative dell’Unione e ai programmi pluriennali del Consiglio europeo (§ 4): allo scopo di argomentare (§ 5) la possibilità di una nozione ampia di cittadinanza europea, nella forma della cosiddetta "cittadinanza civile", proposta dalla Commissione europea in due comunicazioni, rispettivamente del 2000 e del 2003; all’epoca sostenuta e quindi rilanciata in tempi più recenti dal Comitato economico e sociale europeo in due pareri, rispettivamente del 2003 e 2014. Questa nozione ampia di cittadinanza europea potrebbe applicarsi, in virtù del principio di uguaglianza, ai cittadini dei paesi terzi (migranti e rifugiati) che siano residenti stabili di lungo periodo in uno Stato membro. Nell’ultimo paragrafo (§ 6), alcune considera-zioni finali sono tratte, riguardanti l’esigenza di un cambio di paradigma, consistente nel ri-pensare al livello europeo la nozione di cittadinanza non più solo in termini di nazionalità (in rapporto alla cittadinanza dello Stato), ma su base residenziale, in termini di funzione di con-vivenza civica fondata sulla condivisione di valori, nell’ambito dello spazio transnazionale comune dell’Unione.
Buone pratiche interculturali per una politica inclusiva
Il testo si prefigge lo scopo di raccogliere esperienze particolarmente significative messe in atto a livello comunitario da parte di istituzioni europee, autorità locali, organizzazioni non governative e centri di formazione professionale e volte a favorire un’educazione alla responsabilità in grado di includere in una cittadinanza attiva.
cod. 487.10
Lo scopo di questo articolo è quello di analizzare le tendenze concettualizzate intorno al tema della cittadinanza in Italia e nel Regno Unito. L’intento è di mettere in luce i significati associati alla pratica di cittadinanza attiva in entrambi i paesi: nel caso italiano vengono confrontati diversi stili (top-down e bottom-up) di sviluppo della cittadinanza attiva che sono stati promossi sia a livello istituzionale sia a livello di società civile. Nel caso britannico viene fatta invece una panoramica della riforma della cittadinanza promossa sotto i governi della Nuova Destra di Margareth Thatcher e successivamente del New Labour di Blair dopo le elezioni nel 1997. Nella seconda parte del lavoro vengono presentati i risultati emersi da una serie di interviste condotte con attivisti delle ONG, con lo scopo di fornire spunti riflessivi sui concetti di partecipazione politica e di europeizzazione.
The essay puts forward a re-interpretation of the issue of citizenship and migration in the light of the consequentialist cosmopolitism paradigm. This requires that we adopt a multilevel conception of political subjectivity and consequently that we recommend policies both of fair distribution of visas at the state level and of allocation of state responsibilities at the international level. Such normative appreciation of the migratory phenomenon requires, in the end, the adoption of specific global governance mechanisms to deal with it.
Giovani, partecipazione, innovazione, educazione
Il volume presenta diverse prospettive della cittadinanza attiva dei giovani, frutto di riflessioni teoriche, letture comparative del contesto nazionale ed europeo, indagini empiriche e studi di caso analizzati da studiosi ed esperti di politiche pubbliche, con l’obiettivo di mostrare dimensioni programmatiche, analitiche e proprietà che concorrono alla complessità della partecipazione giovanile.
cod. 11391.1
Perseguendo l’obiettivo teorico di contribuire ai dibattiti su cittadinanza e solidarie-tà in senso più inclusivo, l’articolo analizza congiuntamente i concetti di cittadinanza dal basso e solidarietà dal basso applicandoli all’analisi empirica di una particolare pratica di solidarietà promossa dal basso dagli stessi migranti in alleanza con i cittadini durante la pandemia da Covid-19 nella città di Napoli. Il materiale empirico utilizzato è frutto di una ricerca etnografica di lungo periodo sulla partecipazione sociale e politica dei migranti nella città di Napoli. Costruendo reti di relazioni e alleanze trasversali, migranti e cittadini hanno dato vita ad una for-ma di solidarietà inclusiva, capace di sfidare e aggirare le strutture di solidarietà esclusiva, trasgredire i confini della comunità sociale e politica e ridefinire le appartenenze. In particolare, mostrerò come tale pratica di solidarietà sia stata capace di mettere in discussione e trasformare la cittadinanza, sfidando, modificando e rinnovando i modi in cui i soggetti coinvolti hanno definito se stessi e agito come cittadini, valorizzando le loro relazioni sociali. L’analisi degli atti di solidarietà prodotti dall’alleanza di migranti e cittadini può fornire una estensione della teoria degli atti di cittadinanza e rappresentare il punto di partenza per riflettere in maniera innovativa e più inclusiva su solidarietà, alleanze, appartenenze, confini e cittadinanza.