RISULTATI RICERCA

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A cura di Sergio Erba

Clinica, teoria, metodo nella terapia e nella formazione

RUOLO TERAPEUTICO (il)

Fascicolo: 111 / 2009

Practice, theory, method in therapy and in training - The director of the journal uses clinical scenarios and situations taken from his own practice as therapist and trainer to illustrate aspects of the clinical theory of Ruolo Terapeutico.

key words: structural conditions, therapeutic role

A cura di Sergio Erba

Clinica, teoria, metodo nella terapia e nella formazione

RUOLO TERAPEUTICO (il)

Fascicolo: 110 / 2009

Practice, theory, method in therapy and in training - The director of the journal uses clinical scenarios and situations taken from his own practice as therapist and trainer to illustrate aspects of the clinical theory of Ruolo Terapeutico. [KEY WORDS: supervision, group work, rationalization]

Corrado Cuccurullo, Antonio D'Amore, Gaetano D'Onofrio, Santolo Cozzolino, Edoardo Ottaiano

Clinical Governance: l’esperienza dell’A.O.R.N. Cardarelli di Napoli

MECOSAN

Fascicolo: 124 / 2022

Il presente articolo offre un’esaustiva analisi dell’implementazione della clinical governance presso l’Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale (AORN) Antonio Cardarelli di Napoli. Quale ospedale con la maggiore capacità di posti letto della Campania, l’AORN Cardarelli si confronta con la straordinaria sfida di garantire elevati standard di qualità e sicurezza in un contesto sanitario complesso e dinamico. Al fine di raggiungere tali obiettivi, l’ospedale promuove la collaborazione tra i professionisti sanitari, tra cui medici e infermieri, al fine di realizzare gli obiettivi della clinical governance. Ciò comporta il coinvolgimento degli operatori sanitari in processi decisionali cruciali, che spaziano dalla pianificazione degli investimenti alla definizione dell’assetto organizzativo, nonché ai cambiamenti organizzativi e alle iniziative di sviluppo professionale. L’ospedale ha istituito vari dipartimenti interni che si occupano di diverse dimensioni della clinical governance, tra cui i Percorsi Diagnostico-Terapeutici Assistenziali (PDTA), i sistemi di monitoraggio degli esiti clinici, i team di gestione del rischio, i programmi di formazione, la valutazione delle tecnologie sanitarie (HTA), i meccanismi di valutazione delle prestazioni e le attività di ricerca. Nonostante gli ostacoli tipici dei contesti aziendali pubblici, l’AORN Cardarelli ha introdotto in modo proattivo proposte innovative per superare tali ostacoli, come programmi di formazione per gli operatori, un’unità dedicata alla comunicazione e all’innovazione e percorsi di cura personalizzati specificamente per la salute delle donne. L’articolo delinea l’esperienza acquisita e traccia le direzioni future per la clinical governance presso l’AORN Cardarelli, sottolineando l’impegno nel migliorare l’erogazione dei servizi sanitari e migliorare gli esiti dei pazienti.

Antonio Giulio de Belvis, Nicola Pinelli, Pietro Ramaglia, Walter Ricciardi, Antonio D'Urso

Clinical Governance: Stato dell’arte ed esperienze delle Aziende del Sistema Sanitario Nazionale italiano

MECOSAN

Fascicolo: 124 / 2022

L’articolo studia l’esperienza di analisi a livello di Aziende del Sistema Sanitario Nazionale (SSN) italiano sul grado di diffusione e di maturità degli strumenti della clinical governance. Gli autori hanno analizzato i risultati di una survey online che ha coinvolto tra il 2022 e il 2023 le Aziende associate alla Federazione Italiana Aziende Sanitarie e Ospedaliere (FIASO). La ricerca suggerisce sia la presenza di omogeneità nell’adattamento al cambiamento organizzativo assistenziale sia la necessità di una maggiore attenzione a tematiche legate agli strumenti a supporto. In particolare: a) la promozione di strumenti di personalizzazione delle cure e il coinvolgimento di team multidisciplinari; b) la necessità di sviluppo di logiche di value-based care e di integrazione territorio-ospedale e c) forme di telemedicina e di altri strumenti digitali capaci di tracciare e monitorare il paziente nelle varie fasi del suo percorso all’interno della struttura.

Alessandro Casellato

Clio, can you hear us? Oral sources and archives for historical research: the Italian case

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 309 Suppl. / 2025

The historiographical legitimacy of oral history has yet to be recognised in Italian academia. Scholars of contemporary history rarely use this methodology, and existing oral archives are overlooked by the very researchers who should be consulting them. Recent histories of the Italian Republic written by Italian authors neither draw on oral sources nor cite the historiography that has employed them. There are also no Italian books that systematically use oral sources to analyse the country’s long-term social history, and even when ego-documents are used in Italian historiography, ‘autobiographical writings’ (e.g. letters, diaries, memoirs) are considered much more legitimate than oral sources. There are at least three possible explanations for this situation. Firstly, sound studies have barely developed in Italian historiography, and many contemporary historians tend to prioritise institutional political history over social history and the history of collective subjects (women, workers, suburbs). Secondly, there is a problem relating to the preservation of oral history archives, which are difficult to access and do not have the tools to facilitate their use, such as catalogues, indexes, files and transcripts. Thirdly, there is a lack of proven and shared experience in the historiographical reuse of archival oral sources, that is, interviews conducted in the past with individuals and social groups who are no longer available.

Alessandro Casellato

Clio, ci senti? Fonti e archivi orali per la ricerca storica: il “caso” italiano

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 307 / 2025

Esiste ancora oggi un problema di legittimazione storiografica della metodologia della storia orale nell’università italiana. Non solo la storia orale è poco praticata da chi studia la storia contemporanea, ma anche gli archivi orali già esistenti non sono consultati da ricercatori e ricercatrici che pure sarebbero tenuti a farlo per il tipo di ricerche che conducono. Le sintesi storiografiche recenti di storia dell’Italia repubblicana scritte da autori italiani non fanno uso di fonti orali né fanno riferimento alla storiografia che le ha utilizzate. In Italia non esistono libri che affrontano la storia sociale del Paese nel lungo periodo utilizzando in maniera sistematica le fonti orali. Anche nell’ambito degli ego-documenti usati in storiografia, in Italia le “scritture autobiografiche” (lettere, diari, memorie di gente comune) hanno ottenuto uno spazio di legittimazione molto maggiore rispetto alle fonti orali. Tutto ciò ha almeno tre spiegazioni. In primo luogo, lo scarso sviluppo dei sound studies nella storiografia italiana, le pratiche di ricerca e l’approccio di molti storici italiani dell’età contemporanea, i quali privilegiano la storia politica istituzionale e hanno poco interesse per la storia sociale e per la storia dei soggetti collettivi (le donne, i lavoratori, le periferie). Ma c’è anche un problema legato anche alle condizioni in cui si trovano gli archivi di fonti orali: essi sono poco accessibili e non hanno gli strumenti che ne facilitano l’utilizzo: cataloghi, indici, schede, trascrizioni. Manca, infine, una esperienza collaudata e condivisa di riuso storiografico delle “fonti orali d’archivio”, cioè delle interviste fatte da altri, nel passato, a persone e gruppi sociali che non sono più nella disponibilità ricercatori del presente.

Carlo Alberto Redi, Manuela Monti

Cloning and stem cells

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: En3 / 2010

Cloning, the generation of genetically identical individuals, frequently occurs in plants and in several animal groups. Nowadays cloning is technically reproducible thanks to both embryo splitting and somatic cell nuclear transfer thus playing an important role in zootechnical applications (i.e., to increase transgenic animals for drug production) and in biomedicine (i.e, to produce embryonic stem cells in animal models, cybrids, etc.). The relevant historical advancements of these techniques and the related ethical issues are discussed. A brief review of the formation of a new individual as "a process" clearly leads to the impossibility for the biologist to unambiguously determine at which stage a new individual is first formed. However, the application of the scientific method to this issue produces a communal statement independent from ideological or religious opinion: ontogenetically, the material-energetic process originating and identifying a new individual is coincident with the moment in which the first genetically active copy of his genome is formed. Even the critical production of patient-specific stem cells (therapeutic cloning) it is most likely to be superseded and devoided of any ethical concerns thanks to the technical advancements developed by Shinia Yamanaka on the genetic reprogramming of terminally differentiated nuclei. The production of specific cell types might address the therapy of nearly all the pathologies. Noteworthy, starting April 2009 but actually beginning August 2010, the FDA gave green light to the first trial based on the administration of neuronal cells derived from human embryonic stem cells to 11 patients with severe spinal cord injury. Bio-political topics are briefly frameworked within the elaboration of ethical principles and laws that respect multiple values, which are necessary in multi-ethnic cultures.