RISULTATI RICERCA

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Luca Tricarico, Stefano Quaglia, Lorenza Maria Sganzetta

Community entrepreneurship in sustainable food places

TERRITORIO

Fascicolo: 87 / 2018

During the last few years, the agro-food sector has undergone a phase of great transformation deriving on arising territorial emphasis on the topic and a greater sensitivity regarding the issues of sustainability on supply chains. In this contribution, we focus on how these transformations increasingly boost new communitybased territorial functions in food distribution and consumption. In answering this question, we attempt to delineate a reflection on tools and conditions for sustainable food place-making through the analysis of two examples: the e-commerce platform ‘L’Alveare che dice sì’ and the covered market of ‘Mercato di Lorenteggio’, recognized as good practices in a perspective of convergence between community entrepreneurship and sustainable food place making.

Davide Galesi

Community Governance between Techniques of Analysis and Decision-Making Mediation

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 1En / 2012

Revising a project carried out in a local area, this contribution aims to illustrate the double methodological basis of governance policies for health services. If a partici-pated planning has to be carried out, traditional research tools require the connection with further techniques which promote processes of consensual decision-making.

Freddy Javier Alvarez Gonzàlez

Community Governments within the State/Nation

PARTECIPAZIONE E CONFLITTO

Fascicolo: 2 / 2013

The article differentiate the Modern State governance - with its power relations sustained by capitalism, international politics and war - from the Ecuadorian indigenous’ governance, built on horizontality, culture, experience and peace. Colonization, Church and Western way of production were the agents whose aim was the destruction of indigenous nations and peoples. But something is still alive.

Giovanni Laino

Community hub a Napoli fra creatività e divari

TERRITORIO

Fascicolo: 84 / 2018

I modi di lavorare, comunicare, progettare, convivere, fare società stanno cambiando e il riuso di spazi per fare cose nuove insieme ad altri è uno dei teatri di questa trasformazione. A Napoli si può risalire ai primi anni ’90 per trovare progetti e realizzazioni che tematizzavano il fare in comune, riutilizzando spazi, provando a fare innovazione nel lavoro e nei servizi. È utile approfondire l’analisi per cogliere caratteri contestuali significativi desumibili dalle storie dei casi. In città sembra prevalente il tentativo di costruire una nuova concezione dei beni comuni mettendo a disposizione il patrimonio pubblico facendo d’altra parte i conti con opportunità economiche limitate, con le difficoltà di lavorare a lungo insieme e con i limiti delle politiche.

Andrea Bocco, Gaspare Caliri, Erika Lazzarino, Nicoletta Tranquillo

Community hub e rigenerazione urbana. Qualche nota interdisciplinare

TERRITORIO

Fascicolo: 84 / 2018

L’articolo compie un attraversamento interdisciplinare dei community hub, a partire dalle esperienze di attivazione sociale degli autori, i quali sono anche antropologi, semiotici e architetti. Viene presentata una analisi plurale che aggancia la teoria dal lato della pratica sul campo, nella quale il gruppo di lavoro, che nel 2016 aveva avviato le prime perlustrazioni sul tema, declina e approfondisce qui i community hub nei loro tratti specifici di ‘disarticolatori’ epistemologici, dispositivi di relazione e centri di produzione. L’obiettivo è quello di formulare alcuni degli esiti della sperimentazione e dell’osservazione dei community hub come elementi di una diversa grammatica del cambiamento urbano.

Claudio Calvaresi, Erika Lazzarino

Community hub: un nuovo corso per la rigenerazione urbana?

TERRITORIO

Fascicolo: 84 / 2018

Questo servizio si propone di presentare, analizzare e discutere il fenomeno dei ‘community hub’ come indice di un possibile cambio di paradigma nei processi di rigenerazione urbana in Italia. Individuati a partire da alcune caratteristiche comuni, i community hub indicano un campo di azione progettuale polisemico ed ‘eterodosso’. Riprendendo gli spunti di un dibattito nazionale avviatosi nel 2016, i contributi qui pubblicati intendono approfondire una prospettiva scientifica interdisciplinare, articolare una geografia di attori e sguardi attivi (professionisti, policy maker, abilitatori, progettisti e pratictioner) e infine riagganciare il tema dei community hub alla costruzione di competenze e politiche di abilitazione di progettualità complesse, oggi espressione di una società civile in forte cambiamento.

Osvaldo Danzi, Giovanni Re

Community manager

Dietro le reti ci sono le Persone

Il networking è l’attività principale per chi oggi desidera ampliare i propri mercati o entrare in contatto con persone che abbiano stessi interessi e valori. Questo testo presenta le diverse tipologie di community al fine di trovarne le specificità e al contempo individuare il mindset e le competenze per coloro che devono garantirne la reputation, la vitalità e la ricchezza dei contenuti, ovvero il community manager.

cod. 28.16

Nicolò Fenu

Community manager per le aree interne. L’esperienza di Nughedu Santa Vittoria

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 132 / 2021

La ricerca descrive l’esperienza di community manager in ambito rurale, all’interno del progetto SPOP Lab nel comune di Nughedu S.V. Un progetto di ricercaazione che si propone di affrontare il fenomeno dello spopolamento delle aree interne attraverso un approccio che mette al centro il ruolo della comunita. La figura del community manager ha il ruolo di attivare e organizzare le risorse personali e collettive co-progettando interventi concreti a contrasto del fenomeno di spopolamento.

Antonella Coppi

Community Music

Nuovi orientamenti pedagogici

Questo volume – primo in Italia ad affrontare il tema - esamina il concetto di Community Music da una varietà di prospettive e in relazione ad alcuni esempi concreti e di ricerca presenti nel Mondo e nel nostro Paese. Il testo non cerca di fornire una definizione univoca di CM, ma intende proporne una prima visione di insieme, sottolineandone la diversità intrinseca dei programmi, delle loro nature e degli obiettivi che la contraddistinguono, con un’attenzione particolare al concetto stesso di comunità in ambito sociale, pedagogico e musicale.

cod. 431.2.8

Paolo Alberto Caneva, Stefania Mattiello

Community Music Therapy

Itinerari, principi e pratiche per un'altra musicoterapia

Il volume vuole introdurre anche in Italia una concezione più ampia di “pratica musicoterapica”, in cui gli aspetti culturali, sociali e politici del territorio acquistano una posizione centrale ed essenziale. Un testo dedicato a chi si sta formando in musicoterapia, a chi si occupa di didattica del pensiero musicoterapico e a tutte le figure vicine all’operatore di musicoterapia: l’educatore musicale, l’animatore musicale, il musicista di comunità, l’insegnante di sostegno, lo psicologo, l’assistente sociale.

cod. 1121.19

Luigi Mastronardi, Vincenzo Giaccio, Luca Romagnoli

Community-Based Cooperatives as an innovative partnership to contrast inner areas decline

ECONOMIA AGRO-ALIMENTARE

Fascicolo: 2 / 2019

The paper aims to describe the main characteristics of CBCs, and to highlight their outcomes in economics and social terms. The data, referring to year 2016, originates from the aida database of Bureau van Dijk. However, the sample construction took a number of steps: 1) interviews with privileged witnesses, 2) web search, 3) aida database interrogation; selection of the cooperative enterprises and checking their features, and 4) final database implementation. Our sample, consisting of 32 observations, has been segmented by means of a cluster analysis, with the aim of subdividing the CBCs in homogeneous groups on the basis of the variables under consideration. The results show that CBCs may contribute to prevent inner areas decline, mainly by the provision of essential services to the whole community; this is a benefit created by means of business activity and the participation of its members to its management. Nevertheless, the results also show a limited ability of CBCs to make investments on the areas in which they operate. As a consequence, CBCs have a low employment capacity. In every case, uncertainty on the real CBCs number and the limited sample size do not allow for a generalisation of these results.

Lucia Rotaris, Romeo Danielis, Paolo Rosato

Commuting Behaviour and Residential Choices by University Students

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 3 / 2012

Italian university students often attend a university located in a nearby city, and choose between commuting from their home town and living in the city where the university is located. The aim of this paper is to identify the factors that influence this choice. A conceptual framework is developed and an empirical investigation is performed analysing as driving factors the distance between home town and university town, rental costs, travel time, weekly frequency of attendance, course year in which the student is enrolled, student’s age and family income. According to the results obtained the critical isochrone varies from 65 to 75 km, and the monetary value of one hour of travel time is 13 euros. Finally, the impact of the policies currently implemented by the University of Trieste is analysed.

Klaus Nowotny

Commuting, Residence and Workplace Location Attractiveness and Local Public Goods

SCIENZE REGIONALI

Fascicolo: 1 / 2011

Being closely tied to today’s working life, commuting is of central interest to geographers, policy makers, transport planners and economists alike. This article analyzes aggregate commuting using various groups of variables. Its special focus is on whether and how the provision of local public goods, such as educational institutions or health care facilities, and local amenities affect commuting decisions on the aggregate level and to what extent commuting can be explained by labor market characteristics at the source and target units. The empirical investigation analyzes aggregate commuting flows between municipalities of an Austrian province using censored regression and count data models.

Silvia Casale, Ilaria Penzo, Rosalba Raffagnino, Claudio Stambul, Saulo Sirigatti, Maria Chiara Carboncini, Luca Bonfiglio, Bruno Rossi, Martina Tolaini

Comorbidità psicopatologica e qualità della vita in pazienti affetti da distonia neurologica

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 2 / 2008

Comorbidità psicopatologica e qualità della vita in pazienti affetti da distonia neurologica - Psychopathological comorbidity and quality of life in dystonic patients The authors’purpose is to provide a scientific literature review about psychological aspects related to dystonia. Furthermore the authors’aim is to identify the main specific and non specific psychometric instruments mostly used to investigate quality of life in dystonia. The attention for this aspects arise from the results of recent studies that recognize in the social and psychological variables the factors that could accelerate the onset and increase the dystonic symptomatology in terms both of frequency and intensity. In the same breath, the empirical evidences concerning some changeableness in the efficacy of the main symptomatic therapies are guiding the researchers’ interest to the study of stressful live events that could aid to determine different outcomes of the treatments. Key words: dystonia, quality of life.

Gli autori riportano i risultati di un’indagine svolta all’interno dei Servizi per le Dipendenze e le Comunità Terapeutiche del Veneto. Lo scopo principale dell’indagine è stato quello di identificare i casi di comorbilità o sospetta comorbilità tra i disturbi da uso di sostanze e i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione tra pazienti in carico al sistema di assistenza delle Dipendenze Patologiche del Sistema Sanitario Regionale del Veneto (Dipartimenti per le Dipendenze e Enti del Privato Sociale). Per lo svolgimento dell’indagine, è stato somministrato un breve questionario agli operatori delle diverse strutture che chiedeva di quantificare i casi di sospetta o dimostrata comorbilità tra i due disturbi nei pazienti in carico in quel momento o nei mesi precedenti. Il questionario, inoltre, comprendeva la richiesta di valutare la qualità della collaborazione – qualora ci fosse stata – con i servizi per i disturbi alimentari e di esprimere il proprio grado di interesse rispetto il bisogno di formazione riguardo questi disturbi. I dati raccolti mostrano la presenza di una comorbilità tra i disturbi dell’alimentazione e della nutrizione e i disturbi da uso di sostanze ed evidenziano l’esigenza di investire sulla presenza di strutture terapeutiche specifiche per i pazienti in comorbilità. Inoltre, viene sottolineata la necessità di formazione relativamente alla diagnosi ed al trattamento dei disturbi dell’alimentazione tra gli operatori del campo delle dipendenze patologiche.