RISULTATI RICERCA

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Fabio Severino

Comunicare la cultura

Musei, monumenti, eventi, attività espositive, concerti hanno il dovere di dire non più solo il “quando” e il “dove” avvengono, ma anche il perché si offrono e i benefici che arrecano. Sono molti i momenti in cui la cultura comunica, anche in forma implicita. Gli autori del libro ne illustrano alcuni: il licensing e il merchandising per i bookshop, gli allestimenti espositivi, la didattica, i servizi tecnologici, i rapporti con i media, i cataloghi e il BTL, la pubblicità, i colori degli spazi, il rapporto con l’impresa sponsor. Fabio Severino, sociologo, si occupa di marketing del tempo libero. Presidente di Yocandra Srl, giornalista pubblicista, critico cinematografico, coordina alcuni Master on line.

cod. 1257.9

M. Cannao

Comunicare la diagnosi di minorazione congenita

CHILD DEVELOPMENT & DISABILITIES - SAGGI

Fascicolo: 1 / 2009

Comunicare la diagnosi di minorazione congenita - Vengono prese in esame le reazioni dei genitori alla diagnosi di minorazione congenita del figlio, con specifico riferimento alla minorazione visiva (cecità o ipovisione). Di tali reazioni, inevitabilmente connotate da grande sofferenza, è necessario tener conto quando si comunica la diagnosi, in modo da aiutare i genitori a superare il trauma e riattivare in loro la fiducia e la speranza. Affinché ciò sia possibile la comunicazione deve essere concepita come tappa iniziale di un processo di aiuto da prolungare per tutto il periodo di degenza ospedaliera della madre e del neonato e anche dopo la dimissione. I protagonisti di questo processo sono sia il medico (al quale spetta il compito dell’informazione clinica) sia tutti gli altri operatori sanitari (che devono fornire un costante sostegno), sia i genitori stessi. Una diagnosi comunicata con rispetto, partecipazione, solidarietà, competenza, prepara il terreno per la costruzione del legame di attaccamento con il figlio minorato e risparmia ai genitori l’ulteriore sofferenza di non sentirsi compresi e accolti in una delle fasi più drammatiche della loro vita.

Parole chiave minorazione congenita, cecità, ipovisione, diagnosi, comunicazione

Sara Mori

Comunicare la libertà: fogli volanti anarchici tra Otto e Novecento in Italia

STORIA E PROBLEMI CONTEMPORANEI

Fascicolo: 66 / 2014

The article presents a research about Italian broadsides and leaflets printed by anarchists from 1872 and about 1930. This material has frequently been considered less important - in libraries - than books, so they haven’t conserved it at all, or in poor quantities. Italian anarchist movement used a lot broadsides to support their ideas and promote events. A broadsheet, in a few lines, can concentrate a brief communication, a thought, or news, this ability has made it suitable for widespread diffusion, for being read aloud and for placarding. In the first part the author states the evolution and the role of leaflet in the anarchist publishing, then she presents some interesting cases

Claudio Bertolani

Comunicare la marginalità. Appunti per un dibattito sulla notiziabilità del sociale

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 44 / 2012

Alla luce delle più rilevanti ricerche sul newsmaking, alcuni autori hanno posto in evidenza quali aspetti determinano la marginalità della "notizia sociale", in particolare sui news media mainstream nazionali in ambito monomediale: in primo luogo, le modalità attraverso le quali le organizzazioni giornalistiche selezionano le fonti; in secondo luogo, i criteri di notiziabilità degli apparati informativi. L’obiettivo dell’autore è quello di capire se il mondo del non profit italiano - in quanto fonte di "notizie sociali" - si sia confrontato con i due aspetti di cui sopra. In particolare, nell’articolo vengono tratteggiate le azioni adottate in merito da "Redattore Sociale" - la maggiore agenzia giornalistica quotidiana italiana impegnata sui temi del sociale. In secondo luogo, vengono evidenziati alcuni aspetti della "linea" adottata da "Redattore Sociale" che, alla luce della letteratura in materia, potrebbero richiedere un ulteriore confronto.

Elena Puccinelli

Comunicare la moda. Editoria femminile e di settore nell’Italia del secondo Novecento

MEMORIA E RICERCA

Fascicolo: 50 / 2015

Magazines participated actively in establishing the Italian fashion system. Magazines in Italy can claim a long-standing tradition going back indirectly to the French gazettes of the 18th century and more directly to the women’s magazines founded in Milan in the 1930s. As a reflection of the changes taking place in society and especially of the new role played by women, numerous magazines appeared at the end of the Second World War. Milan emerged as the capital of Italy’s periodical press, besides being home to the country’s main publishing houses. This press gradually started a process of concentration that over the years saw the establishment of the large publishing conglomerates we have today, namely RCS Mediagroup, Mondadori, Condé Nast, Hearst. The 1960s saw the birth of magazines such as Vogue Italia and Uomo Vogue, Amica and Linea Italia, manifesto of Italian high fashion and quality textiles. In the 1980s magazines endorsed the international role of Italian designers and the promotion of Milan as fashion capital.

Il tema della Corporate Social Responsibility (CSR) è, già da diversi anni, al centro del dibattito accademico, imprenditoriale e politico. La letteratura recente ha affrontato ampiamente il tema, in particolare per quanto concerne gli strumenti di gestione e l’impatto che le politiche di responsabilità sociale possono avere sulle performance economiche dell’impresa . Tuttavia l’ambito della comunicazione delle attività di CSR rimane ancora poco esplorato. Partendo da questo presupposto il presente contributo si pone l’obiettivo di analizzare le modalità con cui le aziende di servizi pubblici comunicano agli stakeholders, attraverso il sito Internet istituzionale, il proprio impegno in termini di responsabilità sociale. Oggi, infatti, anche le aziende pubbliche sono chiamate ad adottare e promuovere pratiche di CSR nonché a renderle più trasparenti verso l’esterno. A tal fine, in una prima fase si è proceduto ad approfondire attraverso l’analisi della letteratura e delle ricerche disponibili se, e attraverso quali strumenti, le imprese italiane comunicano ai propri stakeholders le iniziative di responsabilità sociale. In secondo luogo, al fine di definire un nuovo modello per la valutazione della qualità della comunicazione della CSR online, si è provveduto ad analizzare alcuni modelli pre-esistenti. A riguardo, per affinità di obiettivi e di contenuto dell’analisi, sono stati presi in esame: 1. i modelli di valutazione della comunicazione finanziaria online, poiché in considerazione della similarità degli obiettivi possono rappresentare un riferimento utile alla costruzione del modello che si intende proporre; 2. i modelli di misurazione delle performance sociali delle imprese. Infine, si è voluto definire un modello per la valutazione della qualità della comunicazione della CSR online applicato al settore delle public utilities al fine di quantificare la qualità e la tipologia dell’informazione erogata da tali aziende. Più dettagliatamente, si è voluto verificare l’esistenza o meno delle seguenti ipotesi: H1. i contenuti e la qualità dell’informazione sulle attività di CSR variano tra le differenti tipologie di azienda pubblica; H2. la qualità dell’informazione sulle attività di CSR è influenzata dalle dimensioni dell’azienda pubblica; H3. la qualità della comunicazione online sulle attività di CSR è influenzata dall’efficacia complessiva della comunicazione online. Al fine di analizzare la qualità dell’informazione sulle attività di CSR erogata attraverso il sito Internet dalle public utilities in Italia, è stato condotto un progetto di ricerca suddiviso in quattro fasi: 1. definizione del campione e analisi dell’efficacia della comunicazione online; 2. definizione del modello di analisi della comunicazione della CSR online; 3. definizione del livello di importanza dei fattori; 4. realizzazione dell’indagine e analisi dei risultati. In conclusione, si è voluto verificare se la qualità della comunicazione erogata online da parte delle public utilities fosse in linea con l’importanza attribuita dagli stakeholders. L’indagine esplorativa, seppur condotta su un campione limitato di aziende che operano nel settore dei servizi pubblici, ha consentito di evidenziare alcuni aspetti riguardo la comunicazione online delle attività di CSR da parte delle public utilities. In particolare, dalla ricerca è emerso che: 1.la qualità della comunicazione online risulta ancora piuttosto scarsa, soprattutto in considerazione delle potenzialità offerte da questo mezzo; 2. la qualità della comunicazione online varia in relazione al settore di appartenenza dell’azienda e alla sua dimensione.

Ivana Matteucci

Comunicare la salute e promuovere il benessere

Teorie e modelli per l'intervento nella scuola

Alcuni strumenti utili, sia in termini di contenuti e programmi sia come attività e modelli di intervento, per comunicare la salute e la promozione del benessere ad adolescenti nella fascia di età 11-15 anni.

cod. 1370.46

Silvia Riva, Peter J. Schulz, Gabriella Pravettoni

Comunicare la salute oggi: quali sinergie, quali modalita e quali contesti

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2014

Il presente lavoro rappresenta un contributo teorico sulla organizzazione delle campagne di educazione sanitaria; attivita che prevede una sinergia tra due grandi discipline: da un lato la psicologia, deputata a cogliere nello specifico le variabili umane che sottendono la percezione di un problema di salute cosi come gli atteggiamenti e i comportamenti su cui si vuole agire per un cambiamento e, dall’altro, la comunicazione sanitaria che si occupa di definire, a livello operativo, le modalita attraverso cui comunicare un problema di salute e come veicolare le informazioni al pubblico di riferimento. Il contributo si conclude con una riflessione sulle campagne di educazione sanitaria nei contesti di emergenza/urgenza e sull’importanza di operare in tali contesti perche sono tra gli ambiti di lavoro piu delicati e faticosi del contesto sanitario in cui, talvolta, risulta difficile l’organizzazione e la comunicazione tra operatori sanitari e richieste degli utenti esterni.

Sveva Avveduto

Comunicare la scienza tra media e ricerca

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 50 / 2015

The paper takes into account the recent developments in the complex relations between science and media in light of the changes introduced by the massive use of the web. The boundaries between disciplines and fields of research blur, as well as the roles of the media practitioners and researchers change and intertwine as connected to the communication of science.

Elena Camino, Laura Colucci-Gray, Manuela Pinna

Comunicare la scienza: chi? come? in che modo? Per un’educazione scientifica consapevole dei risvolti epistemologici

CULTURE DELLA SOSTENIBILITA '

Fascicolo: 5 / 2009

Comunicare la scienza: chi? come? in che modo? Per un’educazione scientifica consapevole dei risvolti epistemologici - In the last twenty years, we have witnessed a rapid transformation of the practices of science: the availability of tools of increasing power, the presence of private investments and financial support, the increasing and sometimes unforeseen transformations of natural systems following technological applications of scientific knowledge, have produced new situations that are of great relevance for society. The complexity of the interactions between humans and nature becomes manifest through the appearance of unexpected phenomena and processes: in order to cope with this situation precautionary attitudes have to be taken, and control procedures of scientific activity have to be implemented. This implies a process of democratization of science, and an increasing involvement of citizens in the production of new knowledge. Education has a role of primary importance and responsibility in promoting, in young people, an idea of science that is more commensurate with our times and the problems that humanity is facing. It is no longer suitable and viable to present science as a neutral and objective activity, and to leave scientists with the responsibility to make crucial choices. Teachers are charged with the task of presenting science as a human, fallible endeavour, loaded with interests and values. This new scenario of science calls more and more for the contribution of a multiplicity of perspectives as a precondition for democratic governance.