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Isabella Crespi, Maria Letizia Zainer

Condizione femminile, percorsi di vita e politiche sociali: nuove diseguaglianze nell’età anziana

SOCIOLOGIA E POLITICHE SOCIALI

Fascicolo: 1 / 2015

In western countries women’s social and economic status is clearly different from the past decades even if some evidences show that part of the transformation is not yet complete. There are positive aspects: such as increasing labour market participation and life expectancy, but still some are negative, as the difficult balance between work and family time, paid and unpaid work, motherhood protection, care time pressure for relatives, together with the effects of these unsolved issues on the future of women in the retirement age, that is one new emerging aspect of gender inequalities. Pension levels in the EU are significantly gendered. Various reforms of the pension systems explicitly aim at improving women’s opportunities to build up pension entitlements. At the same time, however, other seemingly gender-neutral reforms generally tend to have the opposite effect. These measures include changes in pension calculation norms and pension composition, increasing the importance of non-public pensions. This article analyses the multiplicity of reasons for gender differentiated pension levels and how patterns of employment and pension disadvantage according to marital and maternal status differ between earlier and later generations of women.

L’articolo parte dalla domanda se sia possibile adottare oggi una prospettiva generazionale rispetto ai diritti sociali dei giovani, in particolare quello di citta-dinanza. Se per i diritti civili, che riguardano le libertà individuali, molto si è fat-to e oggi i giovani non sembrano essere particolarmente discriminati, per quelli politici i dati indicano invece una condizione di sostanziale marginalità come indicano diversi fenomeni legati alla crisi della partecipazione politica giovani-le. Ma l’aspetto paradossale riguarda soprattutto i diritti sociali. Infatti da una parte si impone una narrazione che pone le nuove generazioni al centro del di-battito (con un’enfasi sui «giovani come futuro»), dall’altra vi è una realtà so-stanziale che emargina i giovani e che ne disattende i diritti sociali, da quelli formativi a quelli del lavoro, da quelli per la casa a quelli a supporto dei nuovi nuclei familiari. Questo fenomeno si riscontra soprattutto in Italia, rispetto agli altri Paesi europei. Per affrontare adeguatamente la questione appare necessario assumere i differenti bisogni e le diverse situazioni dei giovani attraverso politi-che di tipo trasversale e intersettoriale in grado di superare approcci di tipo emergenziale.

Mauro Migliavacca, Alessandro Rosina, Emiliano Sironi

Condizione lavorativa e mobilità internazionale delle nuove generazioni italiane

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 2 / 2015

Durante gli ultimi decenni la struttura sociale ed economica delle società occidentali ha sperimentato profondi e radicali cambiamenti. Quelli che fra tutti hanno pagato di più per il contesto economico avverso sono stati i giovani. Il problema di una lunga attesa per la prima occupazione e gli alti tassi di disoccupazione ha interessato le scienze sociali ad analizzare la condizione economica degli under 30 e le strategie che questi hanno messo in atto per affrontare la difficile situazione. Questo contributo aspira ad indagare alcune delle problematiche riguardanti le difficoltà dei giovani nel raggiungere la propria indipendenza economica, focalizzandoci specialmente sulle dinamiche e sulle strategie di mobilità interregionale e internazionale alla ricerca di migliori condizioni lavorative e di vita.

Arianna Abbasciano

Condizioni del lavoro e regolazione del mercato dei prodotti agroalimentari

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 185 / 2025

Muovendo dai fattori condizionanti e dai caratteri del lavoro (sfruttato) in agricoltura, il saggio si propone di indagare in che modo il funzionamento del mercato dei prodotti impatti sulle tutele dei lavoratori e delle lavoratrici agricole. L’A. indaga le criticità strutturali e patologiche delle filiere agroalimentari e individua le misure di governo preordinate a contrastarle. Tra queste, l’A. si sofferma sulle più recenti riforme che attribuiscono sempre più rilevanza ai costi di produzione, ivi incluso il costo del lavoro, nella negoziazione del prezzo di cessione dei prodotti agricoli. Infine, il saggio presenta alcune esperienze di certificazioni etiche atte non solo a tutelare il lavoro agricolo ma anche ad assicurare un giusto reddito ai produttori primari.

Marco Ballin, Piero Demetrio Falorsi, Aldo Russo

Condizioni di coerenza e metodi di stima per le indagini campionarie sulle imprese

RIVISTA DI STATISTICA UFFICIALE

Fascicolo: 2 / 2000

Nella produzione delle statistiche ufficiali, accanto al continuo impegno nel miglioramento della loro affidabilità, vi è l’esigenza di costruire un sistema di indagini sempre più integrato in cui le stime prodotte dalle diverse rilevazioni siano facilmente e correttamente utilizzabili in modo congiunto. Questo richiede il ricorso a strategie campionarie che utilizzano sempre più intensamente, soprattutto nella fase di stima, informazioni ausiliarie. Gli stimatori di ponderazione vincolata, che costituiscono una famiglia di stimatori molto ampia, sembrano presentarsi come la tecnica di stima idonea per affrontare sia il problema del miglioramento dell’affidabilità delle stime, sia quello della loro coerenza. Nel lavoro sono proposte alcune definizioni di coerenza delle stime utili sia nel caso delle indagini trasversali che in quello delle indagini longitudinali. Queste definizioni sono quindi tradotte in termini di vincoli da utilizzare nella definizione della strategia di stima delle indagini.

Maria Carolina Brandi, Antonio Ricci

Condizioni di vita e di studio degli immigrati: i risultati di una ricerca

MONDI MIGRANTI

Fascicolo: 1 / 2014

Sinteticamente l'indagine presentata mostra che la maggioranza degli studenti non comunitari iscritti negli atenei del nostro Paese viene specificatamente in Italia per motivi di studio, nella maggior parte dei casi perché ritiene che questa scelta offra loro buone prospettive di carriera, sia in patria che in altre nazioni. Il processo di crescente internazionalizzazione degli atenei italiani è però in parte dovuto anche al numero di giovani, figli di famiglie immigrate che, compiuto il proprio ciclo di studi superiori negli istituti del nostro Paese, decidono di proseguire il proprio processo di formazione iscrivendosi all’università. Gli studenti stranieri provenienti dai Paesi non comunitari debbono affrontare costi e difficoltà notevoli. L’indagine ha permesso anche di delineare un quadro piuttosto esaustivo sull’inserimento degli studenti internazionali nel mondo del lavoro. Rappresentando un carico economico familiare non indifferente, molti studenti internazionali si adoperano per trovare un’occupazione, specialmente quando non sono assegnatari di una borsa di studio. Infine, l’indagine mette anche in evidenza un rapporto sostanzialmente positivo con la società italiana di molti tra gli intervistati e una generale soddisfazione per la propria esperienza in Italia. Tuttavia, la positiva esperienza negli atenei italiani non è sufficiente per molti studenti stranieri al punto da spingerli a scegliere l’Italia come il Paese di destinazione definitiva. Anzi, il fatto che in Italia le probabilità per un laureato di trovare un lavoro adatto alla propria qualificazione siano piuttosto limitate, spinge molti giovani a cercare una diversa destinazione per la propria migrazione per studio e ciò induce a riflettere, tanto per gli studenti esteri che per quelli italiani, al carente collegamento tra mercato occupazionale e sistema universitario.