RISULTATI RICERCA

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Anne Galiegue, Jean-Luc Bernaud, Cindy Carrein

Conseguenze dell'anticipazione dei bias psicosociali nel corso del colloquio di restituzione

RISORSA UOMO

Fascicolo: 4 / 2007

Many studies have attempted to examine psychosocial bias in the evaluation or in the appropriation of information relative to the personality. The present study evaluates the consequences of preliminary contact on the existence of the Barnum effect on client behaviors during feedback interviews. Two groups were compared, one of which was preemptively informed of the existence of a bias, the other not. The results show the implication of the client’s self-evaluation, as well as the client’s speech and behavior during the interview. Both groups emerged as comparable, except for the duration of the interview. The study takes an in-depth look at the topic of anticipating psychosocial bias during a feedback interview.

Luigi Solano, Luisa Zoppi, Laura Barnaba, Simona Fabbrizi, Raffaella Zani, Federica Murgia, Manuela Nicotra, James W. Pennebaker, Janel Seagal

Conseguenze sulla salute di diverse modalità di elaborazione delle emozioni a seguito di un disastro naturale

PSICOLOGIA DELLA SALUTE

Fascicolo: 1 / 2001

L’indagine si proponeva la valutazione degli effetti che diferenze individuali nell’elaborazione delle emozioni hanno sulla salute in un gruppo di soggetti che hanno vissuto l’esperienza del terremoto che ha colpito l’Italia centrale nel 1997. 39 soggetti sono stati esaminati un mese dopo l’evento con la Toronto Alexithymia Scale (TAS-20), la Impact of Event Scale (IES) ed una breve intervista, valutata per l’Attività Referenziale (AR). Sei mesi dopo la prima valutazione, ai soggetti è stato chiesto di dire come erano stati in quel periodo. Le risposte dei soggetti sono state valutate su tre dimensioni: la Malattia, la Sofferenza psicologica, le Visite. Dalla regressione multipla risulta che la TAS-20 predice la Malattia, la IES totale predice la Sofferenza psicologica, mentre sia l’Età che l’Attività Referenziale predicono le Visite. Dai dati emergono due livelli paralleli di elaborazione dell’esperienza: un livello "qui ed ora", che si lega ad una reazione di tipo Intrusivo e/o Evitante al terremoto insieme con sofferenza psicologica; un livello "costituzionale", che si lega ad una difficoltà di tratto nella regolazione delle emozioni insieme con patologie organiche.

Alberto Burgio, Costerbosa Marina Lalatta

Consenso e responsabilità nella Germania nazista. Intervista a Enzo Collotti

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 2 / 2013

In questa recente intervista Enzo Collotti, tra i massimi storici del nazismo, ripercorre alcune delle tematiche cruciali e ancora controverse della vicenda del nazismo e della sua incubazione negli anni della Repubblica di Weimar. Il consenso di larga parte della popolazione, l’incidenza del terrore, il senso della comunità, il problema morale unito al tema della responsabilità e della legalità, ma anche l’antisemitismo e l’antibolscevismo radicati in terra tedesca, sono solo alcune delle questioni al centro delle riflessioni che qui si riportano nella loro interezza, e che confermano la necessità di continuare a cercare di capire e di spiegare cosa è accaduto in Germania e in Europa nei dodici anni del regime nazionalsocialista. Concludendo le sue considerazioni Collotti ribadisce l’attualità dei temi al centro della storiografia sulla Germania nazista.

Una riflessione interdisciplinare tra medici, filosofi e giuristi attorno: ai profili legati alla libertà della persona; al diritto all’autodeterminazione; alla tutela dei dati personali; al diritto di non sapere; alla diffusione della medicina cosiddetta “difensiva” e alle proposte per un modello di informazione/comunicazione tra medico e paziente utile al processo decisionale.

cod. 1341.53

Amedeo Santosuosso, Valentina Sellaroli

Consenso informato, autodeterminazione e libertà nella giurisprudenza

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 3 / 2012

In recent decades informed consent has become simply the expression of the fundamental rights of individuals despite the fact that some signs of its ambiguous nature still remain. This means that the idea of informed consent is very much influenced by external values, by the specific cultural context or by the laws in force in a certain historical period. The great amount of national and international legal references lead us to believe that, in this matter, there is a common constitutional sense, whose conceptual core is shared by the whole society and which consists of fundamental rights to self determination and to health as defined thanks to recent medical and scientific innovations. In this contribution, we shall address issues relating to individual liberty rights, examine a number of Italian and European judicial decisions concerning the right to life and self determination and consider the relationship between civil and criminal principles in matters of self determination in the light of constitutional principles deriving from the conclusion that the concept of individual from a legal perspective differs from the concept of individual from a biological perspective and that the biological boundary itself of any individual may be modified in several personal ways.

Patrizia Borsellino

Consenso informato. Una riflessione filosofico-giuridica sul tema

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 3 / 2012

The paper frames the issue from the philosophy of law’s viewpoint to determine the current "state of health" of informed consent starting from some critical areas (like the physician-patient relationship, illnesses with poor prognosis and the endof life medical care, genetics, clinical research and practice) and from its legal sources (like judicial decisions). The author’s claim is that informed consent does not need to be weakened in this historical period in order to strenghten solidarity and trust to achieve common goals for all human beings. Instead, she aims at proving that trust and solidarity should be placed in a participatory and cooperative scenario which should be fed by the respect, at the highest levels, of individual self-determination, and therefore of informed consent.

Giovanni Bertin

Con-sensus method

Ricerca sociale e costruzione di senso

Il Con-sensus method costituisce una metodologia specifica della ricerca sociale che si caratterizza per avere proprie regole, un preciso processo di ricerca e per utilizzare tecniche che la supportano concretamente. Il testo presenta il processo di ricerca e le tecniche da utilizzare, evidenziandone le caratteristiche metodologiche, le potenzialità e i limiti.

cod. 1042.57

Gattinara Enrico Castelli

Con-sentire: due epistemologie sono meglio di una

GRUPPI

Fascicolo: 2 / 2014

Lo scritto riprende il testo di una relazione presentata a Padova nel novembre del 2011 in occasione di una giornata dedicata al pensiero di Franco Fasolo, che era da poco scomparso. L’autore non aveva mai conosciuto Franco Fasolo, ma ha ugualmente voluto entrare in relazione con lui non semplicemente studiandone l’opera, ma mettendosi in ascolto dal suo "esser fuori", provando a risuonare insieme a quello che della sua persona resta e a "sentirlo insieme" al pubblico, provando cioè a con-sentire. Con-sentire viene dal gruppo, come tante volte ha raccontato Fasolo: il gruppo permette di sentire insieme, e quindi di sentir-si: sentire insieme, cioè sentire con, è un modo meraviglioso e terapeuticamente efficace per sentir-si. Il pensiero di Franco Fasolo viene interrogato come epistemologia della dualità ed epistemologia della gruppalità. Nel gruppo i rapporti possono essere di vario tipo, inclusi quelli duali. Allo stesso modo, in un rapporto duale entrano sempre e inevitabilmente in scena dimensioni gruppali, ma noi facciamo (storicamente e culturalmente) molta più fatica a liberarci dal dualismo che a liberarci dalla molteplicità. Anche quando parliamo di molteplicità, ne parliamo spesso in termini dualistici. Lo stesso facciamo quando contrapponiamo un pensiero sistematico a un pensiero a-sistematico, oppure il determinismo all’indetermini smo, il preciso al confuso, l’ordine al caos. La contrapposizione è uno dei problemi storico- culturali ed epistemologici di ogni dualismo occidentale: la contrapposizione e quindi la lotta, la guerra. Il problema però non è nella dualità, ma sta nella logica dell’opposizione, vale a dire nella teoria del terzo escluso, che crea uno strettissimo legame logico, epistemologico e politico fra opposizione ed esclusione. Tragico è l’aut-aut dell’opposizione esclusiva di contro all’et-et della combinazione inclusiva. Sembra all’autore che nei suoi scritti, nel suo lavoro e nella sua militanza Fasolo abbia insistito soprattutto su una cosa, da un punto di vista epistemologico: che le epistemologie sono tante, e che ognuna ha di mira un assetto del sapere e della conoscenza funzionale al proprio punto di vista. Il che significa che per certi obiettivi va bene un certo tipo di epistemologia, mentre per altri ne va bene un’altra. Se però da un lato è possibile rivendicare esplicitamente la necessità del pluralismo, anche se fondamentalmente di due epistemologie di riferimento, l’una tradizionalmente oggettivistica, l’altra invece aperta e flessibile, tuttavia dietro agli sforzi della nuova epistemologia resta aperta la trappola dell’opposizione bipolare, dell’alternativa binaria, dell’aut-aut fra due opposti. Quello che Fasolo proponeva ridendo o sorridendo era di fare attenzione a questa trappola e l’umorismo gli serviva per sottrarvisi, per sfuggire alla terribile e tragica serietà dell’aut-aut: non c’è una separazione inderogabile fra il bianco e il nero, o meglio, la separazione c’è e si vede nettamente, ma la linea non è dritta e il dominio di campo non è assoluto. Nel bianco c’è del nero e viceversa. Ciò che conta non sono infatti né il bianco né il nero, ma il loro abbraccio, il loro con-senso reciproco. Fasolo mette in atto due epistemologie contemporaneamente (o più epistemologie): per dirla metaforicamente con una immagine semplice, mette in atto un’epistemologia del rigore e delle regole (la presenza necessaria a far funzionare il gruppo) e un’epistemologia organica e aperta dell’indifferenziato e dell’indefinito (l’assenza, che rende dinamico e vivo il gruppo). La cosa interessante però sta nel fatto che la prima epistemologia serve alla seconda per confermarne la validità, e la seconda serve la prima per convincere tutti della sua affidabilità. La prima infatti è quella più diffusa e condivisa, la seconda invece è quella più "praticata". Ma quando si passa a teorizzare la seconda, si ricorre alla prima, ai suoi strumenti analitici e positivi; tuttavia la teorizzazione si fonda sulla pratica e sull’efficacia della seconda, che introduce di fatto termini e concetti inesplicabili e solo comprensibili. Ecco ancora perché due epistemologie sono meglio di una.

Giuliana Ricci

Conservare per conoscere e intervenire. Gli archivi del Dastu

TERRITORIO

Fascicolo: 65 / 2013

As an introduction to the papers that will be dedicated in future editions of the journal to each of the archives conserved by the Dastu Department of Milan Polytechnic, mention is made of initiatives, which since the 1970s, have had the objective of identifying, studying and conserving primary sources relating to twentieth century design and teaching. The department also works to acquire, study and make use of personal records which document teaching and design in the last century, gravitating above all around the Milan Poly- technic. The length of the period covered and the variety of the types of record identify moments of cultural and technical history that were developing continuously, and saw different systems of drawing, both in terms of surveying and intermediate and final design.