RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 105739 titoli

José Ornelas, Maria Vargas-Moniz, Beatrice Sacchetto, Francesca Esposito

Contributi della psicologia di comunità per lo sviluppo dei servizi su base comunitaria per le persone con malattie mentali

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2010

In questo articolo si discuteranno i contributi dei paradigmi della psicologia di comunità, tra i quali l’analisi contestuale ed ecologica incentrata sull’ampliamento delle reti e delle risorse individuali; l’applicabilità della filosofia di empowerment; e il riconoscimento di recovery come base per lo sviluppo di un sistema su base comunitaria di servizi e supporto nel campo della salute mentale. Gli autori inoltre descriveranno come un gruppo di persone con esperienza personale di malattia mentale insieme a familiari e professionisti del settore hanno fondato un’organizzazione, con lo scopo ultimo di influenzare lo sviluppo dei servizi e della politica pubblica nell’ambito della salute mentale.

Sergio Landucci

Contributi di filologia cartesiana

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2001

Contributi di filologia cartesiana (di Sergio Landucci) - ABSTRACT: Nell’articolo vengono individuati tre punti in cui il testo tràdito delle Meditazioni di Cartesio dev’essere corretto. Va segnalato che l’autore delle seconde e delle seste obiezioni alle Meditazioni, è Mersenne; nel quale viene identificato anche il cosiddetto, tradizionalmente, "Hyperaspistes", autore di ulteriori obiezioni. Si propone di datare il frammento La recherche de la vérité nella seconda metà del 1641.

Elena Svalduz

Contributi e ricerche sulle città italiane: casi a confronto verso nuove prospettive

STORIA URBANA

Fascicolo: 177 Suppl. / 2024

Per realizzare questo numero “speciale”, e per noi lo è nel vero senso della parola, è stata lanciata una call, invitando i soci a presentare proposte su un tema volutamente di ampio respiro, relativo agli sviluppi recenti della storia urbana illustrati mediante nuovi contributi e ricerche sulle città italiane. Sottoposte a valutazione, le risposte selezionate e raccolte ora nel fascicolo ricoprono una casistica molto vasta. Nel complesso si tratta di studi rivolti a casi specifici, città o territori, che dimostrano il tentativo di applicare come strumento euristico e narrativo il mutare della scala d’osservazione. Sotto questo punto di vista, dunque, il ragionamento rientra nell’ambito del rapporto tra storia locale e storia generale, ponendo l’esperienza individuale della singola città in relazione alle tendenze collettive, ma richiama anche l’intenzione di conoscere e interpretare in maniera più attenta il patrimonio culturale che le tante piccole e grandi città italiane rappresentano. D’altra parte, la dimensione locale è da tempo stata riconosciuta come un punto d’osservazione privilegiato di strutture e fenomeni politici, sociali e culturali di ampia portata e di lunga durata. Ben oltre gli angusti limiti del localismo, la dimensione local applicata alla storia urbana diventa storia comparata, con un’attenzione al confronto e con oscillazioni di scala che aprono nuove prospettive di ricerca nei diversi ambiti disciplinari.

Antonella Poce, Laura Corcione, Annalisa Iovine

Contributi per la definizione di una tecnologia critica interdisciplinare

CADMO

Fascicolo: 1 / 2013

The Project "Contributions to the definition of an interdisciplinary critical technology" stems from the results of a departmental research started by DIPED (Department for Educational Design) in 2011, "Contributions to the definition of a critical technology", with the aim of favouring and promoting the development of critical thinking skills in higher education students, from different areas of study, offering online cultural insights. The results obtained in the previous research, though highlighting a certain difficulty in argumentation and writing production, were comforting as regards the employment of the model (Poce et al., 2012) devised by the research group for the project. The hypothesis to be verified aimed at establishing if proposing cultural insights to students, built according to specific structures on which guided discussions are carried out online, critical thinking skills are improved, notwithstanding the field of study. Assuming that present higher education students show a widespread difficulty in writing and argumentation, the research group decided to extend the model devised in 2011 also to other areas of study to assess its efficiency. This has ben possible thanks to the creation of an ad hoc teaching and learning module entitled "Critical thinking skills and the reading of the classics", available on the Orbis Dictus (Vertecchi et al., 2010) e-platform (www.orbisdictus.it), where two groups of students could access: one from the faculty of Education, University Roma Tre and one from the faculty of Engineering - University of Salento. The activity allowed some general considerations. Notwithstanding the small numbers of the students involved (48 students in total in the year 2012), the opportunity to carry out the analysis with two different cohorts of students (2011 and 2012) from the Faculty of Education - Università Roma Tre allowed a diachronic evaluation of results. For the first time, then, the research group could employ the model also with another field of study students. Taking into consideration the differences between the groups involved, data collected show a positive impact of a model that wants to make a critical use of technology and, employing consolidated teaching and learning structures, put democratically at disposal of everyone cultural insights, which are essential to educate "a free citizen in a free republic" (Garin, 1957, p.157).

Una riflessione sul significato dell’innovazione in educazione. Descrivendo i risultati di una ricerca tesa a verificare la possibilità di incrementare le capacità di pensiero critico degli studenti universitari attraverso approfondimenti culturali in rete, si vuole sostenere la necessità di valorizzare le attività di ricerca educativa, essenziali per lo sviluppo della qualità della didattica.

cod. 1326.5.5

Di fronte alla religione la psicoanalisi e, gia per Freud, "uno strumento imparziale", di cui anche i credenti possono servirsi "per avvalorare in pieno il significato affettivo della dottrina religiosa". Secondo Lou Andreas Salome lo sviluppo dell’essere umano muove dal narcisismo originario, esperienza prototipica di fusione con il tutto e l’individuo per tutta la vita tenderebbe nostalgicamente a ricostituire quello stato di benessere attraverso esperienze pregnanti, quali l’amore, l’arte e la religione. In questo percorso asintotico il credente "creativo" si distanzia dal "sedentario" in quanto pone in essere la sua personale ri-formulazione di Dio. Seguendo Winnicott, possiamo considerare la religiosita un fenomeno transizionale illusorio che, se si libera dai residui dell’onnipotenza infantile, apre al riconoscimento potenziale dell’alterita e a quell’umanissimo e sano "bisogno di credere" che sostanzia anche l’adesione religiosa. Come il bambino "crea" la madre che "trova", cosi il credente riassume e riformula con pienezza di senso personale il Dio che gli e annunciato nella comunita di riferimento. Se la fede del credente "creativo" di Salome comprende il dubbio euristico e Winnicott sostiene che, in definitiva, la valenza psicologica delle fede consiste proprio nel fatto stesso di credere in qualcosa, credenti e psicologi sono orientati alla consapevolezza della metaforicita sempre insatura del discorso religioso e, per conseguenza, anche al riconoscimento del pluralismo religioso.

Giuseppe Berta

Contributo a una discussione sui rapporti Fiat-Chrysler

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 260 / 2010

Le relazioni tra Fiat e Chrysler hanno una lunga storia, che risale all’ultimo dopoguerra, quando la casa americana si fece carico di assistere i torinesi nell’ambito del piano Marshall. Cinquant’anni dopo, fattasi gravissima la crisi della Chrysler negli anni novanta, la Fiat pensò a un’acquisizione ma lasciò subito il posto alla tedesca Daimler, ben più dotata di risorse tecniche e finanziarie. Più tardi, dopo la rinunzia della Daimler a sostenere la Chrysler, questa ri- mase nelle mani di un fondo finanziario, che cercò un socio industriale per rilanciare la produzione. La fusione con la Fiat, che assunse le responsabilità gestionali, fornì all’amministrazione Usa una soluzione accettabile per evitare un fallimento disastroso. Dopo la conclusione dei primi accordi, la dinamica produttiva è però tale che la Fiat, ridotta di dimensioni per lo scorporo da Fiat Automobiles Group del settore dei veicoli industriali (Fiat Industrial), e debole sul mercato dell’auto, appare destinata a non avere il ruolo di guida nella nuova impresa, e a perdere la sua importante posizione nel sistema industriale italiano.