RISULTATI RICERCA

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Antonio Del Pozzo

Controllo finanziario e rischio di default

Vol. 1. La prospettiva dell'analisi di bilancio

Il libro presenta gli strumenti tradizionali e più recenti dell’analisi finanziaria e tenta di reinterpretarli nella prospettiva del rischio. Gli indicatori dell’analisi di bilancio e quelli della creazione di valore vengono esaminati nelle loro valenze segnaletiche della solvibilità a breve e a medio-lungo termine. Il testo introduce allo studio del financial risk management e fornisce un framework di conoscenze di base per la valutazione, da una prospettiva economico-aziendale, del rischio di insolvenza delle imprese.

cod. 367.34

Antonio Del Pozzo

Controllo finanziario e rischio di default.

Vol. II. La prospettiva della creazione del valore e gli strumenti di governo del rischio finanziario

Il testo introduce allo studio del financial risk management e vuole fornire un quadro di conoscenze di base per la valutazione, da una prospettiva economico-aziendale, del rischio di insolvenza delle imprese.

cod. 367.80

Enrico Parretta

Controllo interno e assicurazioni.

L'attività dell'internal auditor nel sistema di governance delle imprese assicuratrici

Questo volume si propone di illustrare come dare concreta applicazione al concetto di "creare valore" per l’internal auditing nelle imprese assicurative. Interesserà sia il lettore che opera in questa funzione, sia quanti più in generale lavorano nel contesto assicurativo e vi debbano comunque interagire.

cod. 100.658

Pezzillo Iacono Pezzillo, Vincenza Esposito, Riccardo Mercurio

Controllo manageriale e regolazione dell’identità organizzativa: la prospettiva dei Critical Management Studies

MANAGEMENT CONTROL

Fascicolo: 1 / 2012

The paper focuses on the relationship between organizational control, diversity management, identity regulation and individuals’ subjectivities. Consistently with the Foucauldian post-structuralist approach, we particularly explore how the creation and management of diversities comprises a means for influencing the perception of individual and collective identities and regulating the employees organisational behaviours. In line with the particular features of post-Fordist organisational systems, management has changed the methods of implementing organisational control, institutionalising a concept of it that is less geared towards heteronomy and more focussed on self-regulation of behaviours. We further show how such managerial discourses tend to act on individual and collective self-positioning within groups instrumentally constructed, having an impact on organizational action in terms of control management.

Provincia di Milano, Paolo Zinna

Controllo remoto.

Imprese multinazionali e lavoro in provincia di Milano

Il quarto quaderno dell’Osservatorio del Mercato del Lavoro della Provincia di Milano fornisce un quadro della presenza delle aziende a controllo estero, delle loro principali caratteristiche e dell’impatto occupazionale che hanno e potranno avere sul territorio provinciale; vengono approfonditi poi gli elementi che maggiormente influenzano la capacità di richiamo dell’area milanese verso queste imprese.

cod. 365.691

Alessandro Dal Lago

Controllo sociale e nuove forme della devianza

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 2-3 / 2004

Le nuove forme della devianza vanno oggi analizzate guardando alle grandi trasformazioni subite dalle nostre società a causa del dominio incontrasto del mercato e dell’irrigidimento dei sistemi di disciplinamento, del sospetto universale generato dai nuovi conflitti e dell’affermazione di una cultura politico-militare. Due sono i criteri di analisi: il potere e il denaro.

Francesco Girardi, Sara Gemma

Contro-narrare la migrazione al femminile: l’esperienza delle madri del SAI di Procida

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2024

La presente ricerca vuole essere una restituzione dell’esperienza di un modello integrativo-educativo che ha consentito alle donne migranti e vittime di tratta, accolte dal 2018 presso il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione) di Procida di sovvertire una condizione iniziale di “stigma sistemico” in diverse forme di empowerment, fino alla loro ridefinizione identitaria e accettazione a livello personale e di comunità. Difatti, il modello educativo di Ricerca-Azione presentato, tenendo conto dell’esperienza in situazione, e nell’ottica di un’accoglienza caratterizzata da un approccio olistico, dimostra la necessità della costituzione di equipe multidisciplinari, a forte valenza educativa, e non solo socio-assistenziale, per la sostenibilità e l’efficacia, nel medio e lungo termine, degli interventi messi in campo.

Gianluca Albergoni, Gian Luca Fruci, Giulio Tatasciore, Pedro Rujula López, Laura Di Fiore

Controrivoluzione, patriottismi monarchici e violenza politica nel Mezzogiorno dell’ottocento

SOCIETÀ E STORIA

Fascicolo: 180 / 2023

Il dossier che presentiamo ai lettori si compone di tre saggi, i quali propongono alcuni piani di lettura del volume di Carmine Pinto, La guerra per il Mezzogiorno. Italiani, borbonici, briganti 1860-­1870 (Laterza, Bari-­Roma, 2019), assurto recentemente a punto di riferimento di una ricca stagione di studi centrata sul brigantaggio. Nel primo, Giulio Tatasciore, muovendo dalla considerazione dell’attualità del tema nel discorso pubblico, nel quale la figura del brigante sembra ricoprire in maniera crescente significati identitari e polemici, identifica quale chiave storiografica del volume in discussione la rilevanza del dato politico della violenza e la centralità del paradigma della guerra. Da tale prospettiva, l’autore sottolinea come nel volume di Pinto risulti enfatizzato il ruolo dei funzionari civili impegnati nel Mezzogiorno durante i primi anni della nazione risorgimentale, così come le pratiche di prevenzione e di polizia. Infine, Tatasciore suggerisce alcuni spunti critici e delinea possibili ulteriori prospettive di ricerca. Il contributo di Laura Di Fiore si sofferma invece su un altro tra i moltepli-­ ci aspetti che emergono dal volume, ovvero le forme di legittimismo e controrivoluzione che si svilupparono nel decennio dell’unificazione italiana. A partire dall’analisi di Pinto sulla dimensione politica del brigantaggio, l’autrice si concentra, in primo luogo, sul rapporto tra questo fenomeno e le insorgenze più risalenti, interrogandosi sulla possibilità di individuare una “tradizione controrivoluzionaria” nella storia del Mezzogiorno. Successivamente passa ad analizzare il borbonismo nel quadro della controrivoluzione ottocentesca europea, sottolineando i limiti di tale progetto politico e la conseguente difficoltà a essere percepito dagli antagonisti italiani come un avversario legittimo. Un quadro che spiega anche in parte l’ampio ricorso a misure eccezionali da parte dello Stato italiano, in fase di costruzione, per andare incontro a istanze della stessa società meridionale. Anche la prospettiva prescelta da Pedro Rújula López invita a inserire comparativamente il brigantaggio postunitario nel quadro della mobilitazione controrivoluzionaria del XIX secolo in area mediterranea, sottolineando come il tratto unificante di queste esperienze – accanto a quella dell’Italia meridionale viene focaliz zato il caso della Spagna durante le guerre carliste – vada individuato nel patriottismo monarchico, vera e propria cultura politica diffusa fra le masse popolari da tempo abituate all’uso delle armi e quindi capaci di sostenere il conflitto civile in nome dell’assolutismo contro il nuovo potere

Maria Pia Casalena

Controstorie del Risorgimento: dal locale al nazionale (2000-2011)

MEMORIA E RICERCA

Fascicolo: 40 / 2012

With the celebration of the 150th anniversary of the Unification of Italy several revisionist interpretations of the Risorgimento have appeared, which tend to delegitimize and present it as a series of crimes perpetrated against both Italian peo-ple and institutions. This study analyzes the path made by this production since 2000, highlighting specific editorial circuits and entering into the most successful and most representative pages. It also measures the specific gravity of this production over the past twelve years, compared with the historiography produced in Italy on the Risorgimento, highlighting a number of books not negligible and hard work of some authors that in recent years have presented (also dealing with relevant publishers) some actual complaints about the process of State-building.

Salvatore Rossi

Controtempo: una replica

QA Rivista dell’Associazione Rossi-Doria

Fascicolo: 3 / 2010

Alcune repliche agli stimoli critici emersi dalla discussione che Tito Boeri, Susanna Camusso, Giancarlo Corsetti e Giulio Napolitano hanno fatto intorno alle tesi di Controtempo: sullo scenario internazionale, dominato da grandi squilibri macroeconomici e dalla necessità di una gestione consapevole del rischio finanziario a livello globale; sui problemi di crescita dell’economia italiana e delle sue imprese; su quale struttura finanziaria possa meglio favorire la crescita dimensionale delle imprese; sul ruolo dei sindacati in un paese così cambiato dal tempo del loro primo sviluppo; sulla cultura giuridica e sul rischio che essa possa nuocere al progresso della nazione.

In questo contributo l’autrice, attraverso alcuni passaggi clinici di un caso di psicoanalisi a quattro sedute settimanali, mette in luce le numerose difficoltà tecniche che si possono incontrare in un processo psicoanalitico. Vengono affrontati alcuni aspetti del controtransfert e dell’interpretazione, centrali per la comprensione e l’evoluzione del processo analitico. I vissuti controtransferali sono essenziali per arrivare alla formulazione di interpretazioni, parziali o maggiormente complete, che nel lungo lavoro dell’analisi, possano gettare luce su aree della mente spesso bloccate e paralizzate, intrappolate dietro rigide difese ossessive, che depauperano il paziente del proprio repertorio affettivo ed emozionale.