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Una miniera di consigli utilissimi per segretarie, centraliniste, incaricati di ricevere ordini, di evadere reclami, di prestare assistenza e risolvere problemi...
cod. 564.11
In questo articolo l’autrice intende mostrare come sia opportuno utilizzare il concetto beckeriano di editing per analizzare il processo creativo nella moda e come l’utilizzo di questo concetto come categoria euristica permetta di mettere in evidenza importanti circolarità tra produzione e consumo. Attraverso l’analisi empirica del lavoro nel processo di concezione delle collezioni viene confermata l’impossibilità di separare concettualmente produzione e consumo, organizzazione e mercato nell’industria della moda.
L’Autore ripercorre le principali fasi dello sviluppo del diritto transnazionale del lavoro per poi soffermarsi sull’assetto attuale, anche allo scopo di evidenziare la centralità assunta dai diritti fondamentali. Viene dato rilievo non solo alle fonti di diritto di natura pubblicistica, siano esse leggi nazionali o convenzioni internazionali, strumenti di hard law o di soft law, ma anche alle svariate fonti private e ai molti attori coinvolti, quali sindacati globali o Comitati aziendali europei, che, negli ultimi decenni, sono divenuti protagonisti diretti del processo di creazione di strumenti per la tutela dei diritti dei lavoratori. Si illustra anche il ruolo che hanno avuto, finora, opinione pubblica e organizzazioni di tendenza nel responsabilizzare le imprese multinazionali, così come sulla grande diffusione dei codici di condotta.
In questa nota esploreremo il concetto di diffusione e vedremo come la sua interpretazione sia cambiata nel tempo. Scopriremo perché la diffusione è un'idea così utile e universale, che funziona sempre. tranne quando non funziona! In quei casi, ci viene in aiuto la "diffusione anomala", che offre una chiave di lettura diversa e complementare.
Il contributo fornisce un quadro delle trasformazioni avvenute nel recente passato nel contesto metropolitano romano, non soltanto nello sviluppo insediativo, ma anche nelle forme stesse dell’abitare, intendendo l’abitare come fenomeno complesso che riguarda la casa e l’abitazione, ma anche l’organizzazione della vita quotidiana, i rapporti socio-spaziali e i modi di usare lo spazio, ecc. Roma, per molti versi, risulta poco indagata e poco ‘raccontata’. Il quadro fornito delle trasformazioni restituisce un’immagine complessa e innovativa della città e del suo territorio, considerando lo sviluppo delle nuove polarità sovraregionali, dei fenomeni abusivi, della riorganizzazione territoriale complessiva e dei fenomeni di periferizzazione, della strutturazione della città del gra, della distanza della politica e delle istituzioni, del protagonismo sociale, delle progettualità che esprimono i territori