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cod. 535.38
Background Hepatitis C is a disease correlated with severe systemic consequences having elevated social and health costs. The HCV elimination is a public health concern that may be solved reaching DAAs treatment for drug users. The principal aim of this work is to evaluate the cost-benefit of a point of care for HCV treatment of drug users inside Drug abuse services (Ser.D.). Methods The study consists in a cost-benefit analysis able to evaluate the “return of health” induced by a point of care for a HCV treatment. Results The work shows that the point of care is cost-benefit in comparison with the “traditional” treatment being cost saving for the public health system. The data suggest that the cost of the point of care is corresponding to euros 593,40 while the cost of not treatment of euros 8.679,60 (due to the direct and indirect costs of the disease). Conclusions The study demonstrate the point of care is an effective model of care able to reduce the barriers of treatment and to induce a “health return” in term of cost saving for the public health systems. Indeed, the work shows how the point of care may make the elimination HCV plans sustainable for the public health agencies.
Culture e pratiche inclusive che emergono dalla cooperazione tra territori comunità e istituti accademici, rappresentano un elemento cruciale sia dal punto di vista concettuale che progettuale per stimolare la nascita di comunità orientate alla promozione dell’educazione. In ragione di ciò, negli ultimi anni, le università italiane hanno assunto questo orizzonte di senso e di intervento nell’ambito delle iniziative ascrivibili alla Terza Missione e all’Impatto Sociale al fine di promuove il valore sociale delle iniziative e, allo stesso tempo, di rendere valutabile l’impatto prodotto da queste ultime in termini di efficacia e di successo per tutti gli attori coinvolti. Da questo punto di vista, l’articolo presenta uno studio di caso di un progetto multi-regione finanziato dal bando “Un passo avanti” promosso dall’Impresa Sociale Con i Bambini avente come obiettivo il sostegno di interventi capaci di innescare processi innovativi, generare nuove relazioni e fornire progetti di impatto sociale per il contrasto alla povertà educativa minorile. I risultati presentati permettono di tracciare alcune utili piste di riflessione e alcuni criteri di intervento per le Università allo scopo di migliorare i processi orientati a promuovere culture e pratiche inclusive in raccordo con le Università, i territori e gli stakeholders locali nella prospettiva di promuovere comunità educanti.
L’articolo prende le mosse dal terremoto di Lisbona (1755) come paradigma del significato moderno di catastrofe e analizza gli scritti filosofici sul disastro lusitano di Voltaire, Rousseau e Kant. Il terremoto che distrusse la città di Lisbona e molte migliaia dei suoi abitanti, turbò il Secolo dei lumi e colpì le migliori menti d’Europa. Da allora, le moderne concezioni del male si adoperarono nel tentativo di smettere di incolpare Dio per la condizione del mondo per prenderne la responsabilità nelle nostre mani, come testimonia la meditazione di Volney (1791) sulle rovine. Hegel, nelle sue lezioni sulla filosofia della storia, svilupperà il pensiero sulle conseguenze della catastrofe in chiave dialettica: l’avanzamento della storia consiste nel costruire a partire dalle rovine.
Il contributo si colloca nel quadro di tensione tra progressivo espandersi di logiche di accumulo del capitale che si manifestano nella tendenza alla privatizzazione del territorio e dei servizi, nell’erosione dello spazio di azione e di partecipazione degli abitanti e il moltiplicarsi di forme di difesa del diritto alla fruizione e alla produzione dello spazio della città. A Venezia negli ultimi anni è andata articolandosi una variegata geografia di sperimentazioni urbane. Tra queste il processo di progettazione partecipata dell’area dell’ex Ospedale al mare al Lido di Venezia, isola oggi profondamente fragilizzata da logiche speculative che l’hanno interessata, posta in atto da un comitato di cittadini a partire dal 2011. Tale processo è stato osservato dal punto di vista degli esiti in termini di riconfigurazione dell’area, di produzione di nuove strategie di gestione e intervento sul territorio, di avvio di un apprendimento collettivo attraverso una dimensione di costante rielaborazione critica, riflessività
Questo saggio intende discutere le prospettive di innovazione relative alla didattica accademica nell’ambito delle scienze umane, approfondendo le modalità di formazione interculturale dei futuri insegnanti. Concentrandosi sull’aula universitaria come territorio plurale e proponendo la pratica filosofica di comunità di matrice lipmaniana come metodo attraverso cui gli studenti possono acquisire un habitus interculturale e co-costruire conoscenze disciplinari, si enfatizza la necessità di una trasformazione dei processi formativi tramite approcci che favoriscano la partecipazione attiva degli studenti e, al contempo, sollecitino un riposizionamento dei docenti per promuovere un contesto dialogico e plurale.
L’esperienza di N.E.A.R. Network for Empowerment Autonomy and Resilience
Il volume dà conto della ricerca sviluppata nell’ambito del progetto N.E.A.R. Network for Empowerment Autonomy and Resilience che ha indagato processi, pratiche e azioni di sistema, orientando la promozione di un modello di educazione interculturale per i Minori Stranieri Non Accompagnati in Italia.
cod. 11115.14
Cosa ci possono insegnare la musica e le sperimentazioni artistiche a proposito della città? Come avanzare nella progettazione architettonica e urbana grazie allo studio della percezione dello spazio mediante l’udito? Questi i temi fondamentali del libro, in una esplorazione dell’ambiente sonoro urbano che illustra casi significativi di composizioni musicali e interventi in spazi pubblici, e individua strumenti applicabili nel progetto della città.
cod. 223.1.6
Nella gestione di progetti e programmi, nelle grandi organizzazioni, non c’è ormai contesto amministrativo o decisionale in cui non sia richiesto di fornire dati e progettare indicatori. Il volume, nato da una giornata di studio tenutasi a Roma fra sociologi ed economisti, metodologi e valutatori, vuole offrire un sistema di indicatori efficace, chiaramente collegato all’oggetto da monitorare o valutare, adeguatamente argomentato e non improvvisato.
cod. 1900.1.13
Manuale operativo per chi lavora su progetti in campo sanitario, sociale, educativo e culturale
Gli psicologi, i sociologi, gli assistenti sociali, gli educatori, i coordinatori e i responsabili dei servizi, gli assistenti domiciliari, ma anche i medici e il personale paramedico che lavorano nelle Asl, nei Comuni, nel privato sociale ma anche nelle aziende, nella scuola o come liberi professionisti, sempre più spesso sono chiamati a lavorare per o su progetti. Questo manuale si rivolge sia agli studenti sia agli operatori che già stanno lavorando su progetti, e costituisce un’occasione per approfondire o sistematizzare le conoscenze e riflettere sulle proprie esperienze.
cod. 1056.5
Una risorsa che genera valore
Una riflessione sull’importanza di passare da modelli organizzativi centrati sul controllo ad altri capaci di incrementare le relazioni di “fiducia”. Un’analisi con riferimento agli studi di psicologia del lavoro, ma anche indicazioni operative, procedure e metodologie per promuovere lo sviluppo di fiducia nelle organizzazioni.
cod. 1157.13
Un testo classico della serie famosissima dedicata all'One Minute Manager. Blanchard spiega come rendere efficace il tempo speso nelle riunioni, come migliorare la partecipazione, come essere un buon leader!
cod. 834.1