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Anna Chiara Scapolan, Lorenzo Mizzau, Fabrizio Montanari

Una proposta di dialogo tra studi organizzativi e geografico-economici sul tema dell’employee retention

STUDI ORGANIZZATIVI

Fascicolo: 1 / 2017

L’articolo si focalizza sulla capacità delle organizzazioni di trattenere le risorse umane grazie a fattori che non riguardano solamente le caratteristiche del lavoro e i tratti distintivi dell’organizzazione, ma anche il più ampio contesto nel quale i lavoratori, entrando in relazione con le organizzazioni, sono inseriti. Recentemente alcuni studi hanno proposto di spostare il focus delle ricerche sul turnover volontario dal perché i lavoratori decidono di abbandonare un’organizzazione ai motivi per cui le persone decidono di rimanervi. Prendendo spunto da tali ricerche, l’articolo propone un dialogo tra studi organizzativi e ricerche di geografia economica, suggerendo aree di convergenza e complementarità. Più specificamente, l’articolo illustra il concetto di community embeddedness elaborato dagli studi organizzativi e relativo all’insieme dei fattori extra-lavorativi (coerenza con le caratteristiche del contesto extra-lavorativo, legami con la comunità e percezione di sacrificio legato all’abbandono del luogo in cui si vive e lavora) che contribuiscono a trattenere le persone nella loro attuale organizzazione. Secondo gli autori, tale concetto richiama le ricerche di geografia economica focalizzate sulle locational choices dei lavoratori che hanno rilevato l’importanza che le caratteristiche del territorio, in termini di amenities, opportunità professionali e di carriera e possibilità di sviluppo di network personali e professionali, assumono nei processi di mobilità geografica del talento. In sintesi, l’articolo evidenzia una sostanziale convergenza degli studi organizzativi e geografico-economici nel sottolineare la rilevanza di fattori extra-lavorativi legati alle caratteristiche del contesto urbano e al senso di radicamento nella comunità nello spiegare la capacità di retention delle organizzazioni. Inoltre, gli studi sviluppati all’interno delle due discipline risultano complementari nel suggerire come l’interazione positiva tra il radicamento nell’organizzazione (organizational embeddeness) e la community embeddedness possa fornire interessanti spunti per la ricerca futura e utili implicazioni manageriali per aziende e policy makers. In particolare, indagare il ruolo svolto dai fattori extra-lavorativi e in particolare di relazioni e "spazi" nella comunità, che influenzano la community embeddedness sembra costituire una promettente linea di ricerca futura per gli studi organizzativi sulla retention. Le principali implicazioni manageriali riguardano come le aziende e le istituzioni locali possano dialogare, interagire e collaborare per aumentare il livello di radicamento delle persone sia dentro che fuori le organizzazioni, con benefici in termini di maggiore soddisfazione dei lavoratori e dei cittadini, e conseguentemente minore turnover e maggiore capacità di retention, per organizzazioni e città.

Lo scopo del presente lavoro è quello di illustrare una procedura originale di valutazione del rischio stress basata sull’esame obiettivo delle condizioni di lavoro riconosciute come potenzialmente dannose per la salute psicofisica dei lavoratori. Si compone di due fasi principali; la prima (Fase A) di analisi di alcuni indicatori statistici aziendali e la seconda (Fase B) di approfondimento delle condizioni di rischio proprie delle di- verse unità organizzative. Lo strumento è stato finora impiegato in numerose aziende di varie dimensioni e settori produttivi. Dai risultati ottenuti è stato possibile verificare l’adeguatezza del metodo in riferimento alla completezza degli aspetti esaminati e alla sua capacità di discriminare i fattori di rischio stress propri delle diverse realtà lavorative.

Daniele Goldoni

Una profonda, speciale gratitudine

SOCIETÀ DEGLI INDIVIDUI (LA)

Fascicolo: 51 / 2014

In Hölderlin’s poetry and philosophy ‘gratitude’ means neither ‘thankfulness’ toward other people - something given in return for a benefit received from them - nor their ‘recognition’ (as this term is understood in the Phenomenology of Spirit). Rather, it is a possible answer to life itself: something impersonal which it is impossible to capture with a single term, just like nature itself. It is a possible answer to a gift without a giver: a generous, poetic acceptance of life and nature in its immanence. As something which cannot be achieved without experiencing the pain of loss and the temptation of resentment or anger, this response builds individuality itself as free and not ego-centered existence. Therefore, gratitude is a necessary condition for, and source of, solidarity

Molti terapeuti fanno uso di telefono, e-mail, SMS con i propri pazienti. Per i terapeuti sistemici anche nella comunicazione a distanza è implicito un livello relazionale: non ha luogo un mero scambio di informazioni, perfino nei limiti di una comunicazione scritta e di un numero limitato di caratteri vengono trasmessi elementi relazionali ed emotivi. La tecnologia può essere un’alleata nel sostenere la clinica e i terapeuti dovrebbero utilizzare in maniera consapevole le comunicazioni scambiate con i pazienti. L’idea di creare un setting terapeutico interamente online è invece pericolosa in quanto rischia di spersonalizzare e squalificare un processo di cura che, per essere efficace, ha bisogno di essere costruito sopra una solida e specifica relazione terapeutica.

Al termine di una procedura esecutiva, una società ha acquisito uno stabilimento balneare, quindi ha chiesto al Comune di Rapallo se fosse possibile ottenere la concessione pubblica rilasciata al precedente proprietario. Il Comune di Rapallo non ha risposto e il suo silenzio è stato qualificato come silenzio rifiuto.