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Pier Paolo Portinaro

Una disciplina al tramonto? La Staatslehre da Georg Jellinek all'unificazione europea

TEORIA POLITICA

Fascicolo: 1 / 2005

After the Second World War German (and Austrian) law doctrine has kept on producing syntheses which thirsted for the honoured academic name of Staatslehre. But the last classic season is the one which begins with the Allgemeine Staatslehre by Georg Jellinek in 1900 and ends up with the Staatslehre by Hermann Heller (1934). During these three decades we have the impotant syntheses by Max Weber, Hans Kelsen, Carl Schmitt, Rudolf Smend, which try to give a unitary answer to the separation between social doctrine and law doctrine of the State put forward by Jellinek. Recently Jellinek’s theory has been taken up again, also in order to redefine the nature of the cathegories of public law.

Francesco Gastaldi

Una difficile transizione verso la città postmilitare: il caso di La Spezia

TERRITORIO

Fascicolo: 62 / 2012

This paper documents the difficult process of redefining the basic economy of the port of La Spezia. It shows the past and the present bound by a strong military presence and ambitions for a future based on tourism and commerce. The start of a debate on the possible conversion of military areas and the formulation of plans and projects for the physical and functional transformation of key places in the town clearly show the policy and urban planning problems which can emerge from processes of this nature.

Michele Marsonet

Una difesa parziale del realismo metafisico

EPISTEMOLOGIA

Fascicolo: 2 / 2015

Nonostante ciò che affermano molti filosofi contemporanei, nell’articolo si sostiene che il realismo metafisico può - fino a un certo punto - essere difeso. Prendendo in considerazione il tema "linguaggio e metafisica", è facile accorgersi che ogni formulazione di una visione del mondo si basa u un linguaggio condiviso. Ciò non significa, tuttavia, che il linguaggio stesso nasconda la realtà né ci autorizza a identificare anti-realismo e idealismo. La preoccupazione del realista metafisico non risiede nella possibilità che il mondo reale possa essere totalmente diverso da quello che vediamo; egli vuole invece evitare l’identificazione del mondo con qualsiasi concettualizzazione umana che lo riguardi. Si deve quindi comprendere che una forma modesta di realismo metafisico è la strada migliore per riconoscere l’indipendenza della realtà e, al contempo, il nostro profondo coinvolgimento in essa.

Simonetta Maragna, Maria Roccaforte

Una didattica innovativa per l'apprendente sordo

Con esempi di lezioni multimediali e tradizionali

Un libro per gli insegnanti curricolari, di sostegno e assistenti alla comunicazione che lavorano con apprendenti sordi. Un testo ricco di esempi, suggerimenti e percorsi di lavoro, accompagnati però sempre da riflessioni teoriche, affinché il saper fare derivi dalla consapevolezza che la sordità può diventare una risorsa per tutta la classe, perché visualizzare una lezione facilita la comprensione non solo all’apprendente sordo, ma a tutti.

cod. 1305.178

Giuseppe Polimeni

Una di lingua, una di scuola.

Imparare l'italiano dopo l'Unità. Testi autori documenti

Sin dall’Unità la scuola si propone come istituzione cardine nel processo di educazione a una lingua nazionale, fattore unificante non solo di una geografia politica frammentata, ma anche di un rinnovato tessuto sociale. Ma a quale italiano ispirare l’educazione linguistica? Quali autori leggere e commentare in classe? E soprattutto come formare maestri e professori?

cod. 291.92

Alla fine degli anni Trenta, nel paese di Mercogliano (Avellino) furono confinati circa cento cittadini dell’Etiopia, appartenenti alla classe dirigente del Paese e facenti parte di un più ampio gruppo di aristocratici deportati in Italia in seguito all’attentato contro Rodolfo Graziani (19 febbraio 1937). Gli etiopi, alloggiati in due istituti religiosi, furono sottoposti a un regime non particolarmente duro dal punto di vista materiale, ma traumatico sotto il profilo psicologico, anche perché quasi tutti avevano giurato fedeltà all’Italia e si aspettavano di avere un ruolo politico nella nuova Etiopia coloniale. I deportati furono rimpatriati tra la seconda metà del 1938 e l’inizio del 1940. Per la maggior parte di loro, l’esperienza della deportazione rappresentò una frattura nei rapporti con l’Italia e per il regime fascista si rivelò controproducente.

Samuel Boscarello

Una deindustrializzazione morbida? Politica, sindacato e coesione sociale a Piombino

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 295 / 2021

Tra gli studi sulla deindustrializzazione, Piombino è un caso di sorprendente interesse: la crisi della siderurgia, cominciata nei primi anni Ottanta, non si tradusse affatto nell’impoverimento della società locale. Ciò è valso almeno fino alla grande recessione del 2008, quando sono venuti alla luce alcuni nodi irrisolti del modello di sviluppo piombinese. L’autore si concentra sulla prima delicatissima fase della riconversione economica (1979-1993), privilegiando un approccio storico-politico: in che modo le scelte amministrative e l’elevata coesione sociale hanno permesso al Pci locale e ai suoi eredi di mantenere un solido consenso elettorale? In questo quadro la deindustrializzazione si rivela un fenomeno dagli esiti contraddittori e tuttora in transizione, piuttosto che configurarsi come mero declino.

Giorgio Ruffolo

Una dedica

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 134 / 2012

Giuliano Amato

Una dedica

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 134 / 2012