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The article deals with a revision of anarchism attempted by an Italian jurist, F.S. Merlino, at the end of the Nineteenth century. Merlino tried to relate the vision of a society without domination and state to a republican view of the polity as self-government and public deliberation. Whereas Bakunin and his followers over-stressed the voluntarist and existentialist side of political autonomy, Merlino be-lieved that social freedom could only be achieved through a different form of in-stitutional rationality. Whereas "classical" anarchism does not hesitate to make democracy collapse into a vague and strong-arm form of politics and even identi-fies politics in general with domination, Merlino conceived anarchy as a radical version of democratic polity. In his opinion, the only way to destroy domination was redistribute power and give an equal share of it to each citizen. Merlino’s views are not only relevant from an historical perspective: they still constitute a valid contribution to the contemporary debate about the principle of deliberative democracy, in particular with respect to his attempt to cross-fertilise anarchism with republicanism and vice-versa. Merlino demonstrated that there is very little of "republican" about those doctrines to which today's political regimes react in their democratic deficit by adopting a "regulatory" approach to govern-ance, by which they mean a new form of state where legislative responsibilities, deliberation and representation should no longer be pooled and ascribed to the same institutional agencies.

Andrea Umberto Gritti

Una comunità immaginata. Human relations e identità aziendale alla Falck negli anni Cinquanta

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 284 / 2017

Il saggio intende analizzare il ruolo assunto dalla cultura organizzativa sviluppata dall’imprenditoria lombarda nel secondo dopoguerra nel fenomeno di consolidamento della centralità decisionale delle direzioni aziendali nelle dinamiche produttive che si osserva durante gli anni Cinquanta. Indagando i legami tra la riflessione dell’Unione cristiana imprenditori dirigenti - che influenza, in particolare dopo il varo del Piano Marshall, il confronto interno alla realtà industriale italiana sul nesso tra produttivismo e human relations - e le innovazioni apportate, negli anni della ristrutturazione del sistema produttivo, alle trame organizzative di fabbrica, esaminate a partire dal caso delle diverse strategie relazionali e comunicative adottate alle Acciaierie Falck, il saggio approfondisce alcuni versanti del retroterra culturale dal quale emergono nuove pratiche di welfare d’impresa e una nuova concezione dell’identità aziendale.

Mauro Ceruti

Una comunità di destino nel tempo della complessità

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 30 / 2018

La nostra contemporaneità sta partecipando alla nascita di una comunità planetaria nella quale tutto è connesso e nella quale la coscienza morale ha acquisito una nuova universalità. Essa ha cominciato a riflettere sul destino dell’umanità, in quanto specie. L’attuale processo di apprendimento della conoscenza, ancora caratterizzato da un approccio che disgiunge le conoscenze, rende difficile cogliere la complessità della realtà. Un cambiamento di paradigma è assolutamente necessario, con la prospettiva di superare il paradigma dello scontro adottando un paradigma dell’incontro pensando l’umanità come una riserva di possibilità evolutive inedite.

Manuela Colombero

Una comunità che si svela.

Studio su Montegrosso d'Asti

Il volume analizza il caso della comunità locale di Montegrosso d’Asti, nell’Alto Monferrato astigiano, per tentare di comprendere il significato che hanno assunto, nel corso del tempo, gli elementi fondanti il benessere di un individuo: famiglia, vita di coppia, lavoro, religione, appartenenza a una comunità, legame con il luogo in cui si vive.

cod. 1531.2

Piero Amerio

Una comunità aperta e pluralistica e un compito per la psicologia di comunità

PSICOLOGIA DI COMUNITA’

Fascicolo: 1 / 2005

Tra i molti significati che il concetto di comunità ha assunto in un secolo di analisi e di discussioni, uno continua a conservare la sua validità soprattutto sul piano pratico, rimandando al progetto di una convivenza sociale attenta al valore della persona in sé e ad una relazione umana meno frammentata e più giusta, un luogo in cui la personale aspirazione alla felicità possa essere condotta insieme e non contro gli altri. Ci si chiede se sia possibile operare in direzione di tale comunità ai nostri giorni e come eventualmente la psicologia di comunità possa declinare e contribuire ad un tale progetto, nell’ambito di una piattaforma teorico-metodologica che ha alla sua base una concezione attiva del soggetto ed una concezione pratica del dominio entro cui si muove.

Roberto Pereira Tercero, Lorena Bertino Menna

Una comprensione ecologica della violenza filio-parentale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2010

L’autore prende in considerazione in questo articolo il fenomeno della violenza filio-parentale e analizza i fattori che ne influenzano l’emergenza e il mantenimento. Sottolinea l’importanza di tre categorie di fattori: a) sociali, con particolare riferimento ai prevalenti stili educativi; b) individuali, in rapporto alle caratteristiche di personalità e alla eventuale psicopatologia; c) familiari, che rappresentano l’interesse principale dell’articolo. Nell’ambito di questi ultimi, l’autore considera sia dinamiche familiari caratterizzate da comportamenti violenti (accesa conflittualità coniugale, p. es.); sia la presenza di legami molto stretti e fusionali rispetto a cui la condotta violenta appare come un modo primitivo da parte del figlio di prendere distanza.

The paper critically compares and discusses the periodic scientific research assessment systems of Italy and of four comparable Countries. The four Countries are: United Kingdom, Australia, France and Spain. The key features of the above mentioned systems are discussed, including: the research quality assessment criteria, the reference to international research quality standards, the impact and relevance of the research outside the academia, the consistency of the scientific researcher’s outputs with the scientific discipline and with the hosting institution’s strategy and activities. The paper concludes with a direct comparison with the Italian system and with some possible proposals for improving the current Italian scientific research assessment framework.

Roberto Salati, Cesare Secchi

Una collezione di materiale audiovisivo sulla malattia mentale. Note e criteri per una schedatura

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 3 / 2016

La rappresentazione della follia, delle istituzioni o dei professionisti che se ne occupano, trova terreno fecondo nelle opere cinematografiche. La collezione attuale, tutt’ora in crescita, inizia da un’originale raccolta, cominciata a metà degli anni ottanta da uno degli scriventi, e che ha visto diverse revisioni. Al momento attuale i titoli catalogati sono 1392. La creazione di una collezione ragionata comporta necessari rischi di arbitrarietà o forzature, messi in evidenza anche in letteratura. Si è ritenuto opportuno l’utilizzo di un criterio estensivo nella selezione dei testi audiovisivi, cercando di evitare quelli in cui il disagio mentale era solo pretestuoso. Sono compresi non solo film narrativi, documentari o servizi televisivi di argomenti psichiatrici, ma anche testi in cui emergono aspetti emotivi e psicologici non necessariamente categorizzabili con strumenti psicopatologici. Un’apposita griglia fatta con il programma Access permette di incrociare i diversi campi con cui sono stati catalogati i diversi testi audiovisivi. L’identificazione delle parole chiave ha visto, nel corso del tempo, una progressiva revisione e rielaborazione. Consapevoli dell’irriducibilità delle rappresentazioni psichiche in distinte categorie precostituite, si è cercato di proporre una traccia a chi si voglia avvicinare al materiale selezionato per interesse personale, formazione o studio. Seguono schede esemplificative.

Maurizio Sangalli

Una città, due imperi.

Amministrazione pubblica e decurionato a Lodi tra Spagna e Austria (secoli XVI-XVIII)

Attraverso un profondo scavo tra le carte degli archivi locali e di quelli del capoluogo lombardo, l’Autore ricostruisce lo scenario dell’amministrazione pubblica lodigiana, sia nei rapporti, conflittuali ma anche solidali, tra il ceto decurionale che governa città e contado, sia nelle relazioni con Milano e con le più lontane capitali delle dominazioni che, in età moderna, si sono succedute sul territorio del Ducato, da Madrid a Vienna.

cod. 1573.455

Francesco De Biase

Una città laboratorio culturale

Torino: storie, esperienze, strategie

Questo libro racconta percorsi ed esperienze che, in oltre 30 anni di lavoro in ambito culturale per la Città di Torino, l’autore ha potuto compiere insieme a decisori politici, colleghi di dipartimento, enti, associazioni e cittadini. Il testo contiene e riattraversa anche alcune analisi relative alle dinamiche culturali del nostro Paese e ospita i contributi di alcuni esperti che riflettono sulle attuali sfide che si aprono per le città del futuro.

cod. 1257.64

Paola Bellaviti

Una città in salute

Healthy Urban Planning a Milano: un approccio e un programma per una città più sana, vivibile, ospitale

cod. 301.20

Una città a misura di bambino è un’espressione comunemente usata per descrivere un modello di città giusta per tutti i suoi abitanti. I bambini vengono cioè considerati indicatori di qualità urbana e parametri di riprogettazione delle città e l’infanzia è presentata, in una sorta di equazione auto-evidente, come sinonimo di giustizia. Si ha giustizia quando si progetta e costruisce una città a partire dai bambini; una città è più giusta quando i diritti dell’infanzia sono rispettati. Ma quali immaginari stanno dietro l’idea di una città giusta? Di che diritto si parla quando si enuncia "Il diritto dei bambini alla città"? E, soprattutto, di quali bambini si parla? L’articolo, basandosi sulla prospettiva della nuova sociologia dell’infanzia, discuterà l’utilità del concetto di giustizia spaziale come possibile strumento interpretativo per riconoscere e comprendere la specificità dell’esperienza infantile nello spazio urbano.