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Dall'armistizio alla guerra di liberazione (1943-1945)
cod. 2000.833
L’articolo affronta il tema delle nuove frontiere della comunicazione politica nell’Italia uscita dai venti anni in cui la scena è stata occupata quasi esclusivamente da Silvio Berlusconi. In particolare l’autore si concentra sul leader politico che oggi rappresenta meglio il passaggio, sul piano simbolico, da una comunicazione politica di matrice televisiva a una pensata idealmente per essere fruita nel mondo digitale: Matteo Renzi. L’intento del lavoro è quello di individuare i tratti salienti dell’ordine discorsivo costruito dall’attuale presidente del Consiglio italiano. L’autore sottolinea, servendosi anche di esempi tratti da discorsi parlamentari, saggi, interventi televisivi e sui social network, come Renzi proponga un ordine discorsivo basato sulla forte contrazione delle differenze fra generi testuali e forme di interazione. Strumento testuale e simbolico di questo modo di fare comunicazione politica (che lo avvicina, almeno nelle intenzioni, ai politici americani) è il ricorso strategico alla narrazione, che viene esplicitamente eletta a metafora stessa della sua azione politica.
La Grande guerra sconvolse non solo l’assetto geopolitico di una parte del continente europeo, ma anche le precedenti frontiere di genere e gli equilibri familiari. Le confinanti città di Fiume e di Susak si trovarono a vivere, dopo la fine del conflitto, una lunga transizione caratterizzata da instabilità amministrativa, insicurezza economica e tensioni politiche e nazionali, per poi essere inglobate, rispettivamente, nel Regno d’Italia e nel Regno dei Serbi, Croati e Sloveni. Focalizzandosi sulle fonti disponibili in lingua italiana e croata, l’articolo analizzerà il caso studio di un’area di frontiera per indagare la presenza femminile nella sfera pubblica, mettendo in luce sia la partecipazione politica legata alle diverse forme di suffragio in atto, che il tessuto dell’associazionismo, all’interno di organizzazioni politiche e filantropiche. Inoltre, per tracciare le reazioni al protagonismo femminile, verranno analizzate le rappresentazioni di genere presenti sugli organi di stampa locali, legati in massima parte alle maggiori fazioni politiche in lotta, e quasi esclusivamente dominati da voci maschili.
Il trattato De signis di Filodemo (40 a. C) gioca un ruolo fondamentale nella ricostruzione del pensiero semiotico dell’antichità, perché presenta un’ampia e sofisticata serie di riflessioni filosofiche concernenti l’inferenza da segni. Esso registra in quattro distinte sezioni (di cui qui è presentata la traduzione della prima) la polemica sorta tra gli epicurei e una scuola filosofica avversaria, che per alcuni è rappresentata dagli stoici. Gli epicurei consideravano l’inferenza da segni, o semeiosis, una procedura basata sulla similarità. La critica degli avversari era centrata sull’idea che un’inferenza deve essere basata non sulla similarità, ma sulla anaskeué ("eliminazione", talvolta interpretata come "inferenza alla migliore spiegazione", e considerata un "criteri"", non un "metodo"). Replicando alla critica gli epicurei elaborarono un criterio di validità del condizionale definito adianoesia ("inconcepibilità").
Nel presente lavoro, condotto su bambini di 9-10 anni, ci si è proposti di valutare gli effetti di due training - uno mentalistico e uno non mentalistico - sulla teoria della mente, sulla cooperazione e sulla prosocialità. I due training sono stati messi a confronto, randomizzando il campione in due gruppi composti ciascuno da 105 bambini. La teoria della mente è migliorata maggiormente nel gruppo assegnato alla condizione di training mentalistico, i livelli di cooperazione e prosocialità sono aumentati in entrambi i gruppi e la teoria della mente è risultata un predittore significativo della cooperazione ma non della prosocialità.
La diseguaglianza dei redditi è comunemente analizzata e misurata attraverso l’im¬piego di varie misure quali l’indice di Gini, il coefficiente di variazione, l’in¬dice di Theil, la varianza dei logaritmi e altri ancora (Sen, 1970). A partire dagli anni ’90 l’applicazione di tecniche di scomposizione relative, per esempio, all’in¬dice di Theil hanno reso possibile quantificare due diverse componenti della diseguaglianza ovvero la diseguaglianza legata allo sforzo individuale (IRE) e la diseguaglianza dovuta alle ineguali opportunità (IO). Questa seconda componente dipende esclusivamente da fattori esogeni, non controllabili dall’individuo, e, per questa ragione, è considerata una diseguaglianza "ingiusta". Alla componente residua della scomposizione è di solito attribuito, invece, il significato di diseguaglianza nello sforzo, ovvero quanto ciascun individuo si è impegnato per raggiungere un determinato obiettivo di successo economico. L’applicazione di questo approccio alle misure di diseguaglianza ha permesso di studiare quale tipo di diseguaglianza prevalga all’interno di un Paese e, soprattutto, quali siano le circostanze esogene che incrementano la disparità nelle opportunità. Il presente lavoro si muove lungo questa linea di ricerca proponendo un metodo per testare il peso relativo delle due componenti e la loro significatività. Tra i fattori esogeni di diseguaglianza, in particolare, ci si propone di analizzare il luogo di residenza e le differenze regionali tra le circostanze determinanti. Come misura di diseguaglianza si è scelto di considerare il Coefficiente di variazione (CV) in modo da ricondurre il test a un problema di Analisi della varianza (ANOVA) a più vie. Il test viene presentato facendo riferimento ai dati dell’indagine italiana condotta dall’ISTAT sulle condizioni di vita delle famiglie (IT-SILC database, per gli anni 2005 e 2011). La regione di residenza risulta essere un fattore determinante della diseguaglianza di opportunità in Italia e il suo impatto sulla diseguaglianza totale è cresciuto nel periodo analizzato. Inoltre, risulta un fattore chiave anche quando combinato con gli altri fattori determinanti dell’IO.
Le medie imprese italiane dell'era globale
Il volume offre una visione organica dei fattori di successo e di sostenibilità della media impresa italiana. Presenta un modello analitico basato su quattro asset (imprenditorialità, competitività, organizzazione e internazionalizzazione) e alcune chiavi di lettura generali, nonché le relative implicazioni per la gestione delle imprese e per le decisioni di policy. Analizza infine trenta casi di studio per sviluppare il modello analitico e le relative implicazioni.
cod. 364.170
L'interpretazione progettuale dei valori paesistici e storico culturali. Quaderno n. 5
cod. 1265.4
La Val Polcevera è un territorio ‘di servizio’, compreso tra Genova e l’immediato entroterra. Esso è stato anche contenitore di diverse fasi migratorie, da quella interna del secondo dopoguerra a quella contemporanea di origine straniera. Comprendere l’impatto della presenza di cittadini stranieri in un quartiere popolare del capoluogo ligure comporta la costruzione di una rappresentazione più complessiva della situazione sociale di questo territorio ‘orfano’, oggi deindustrializzato e rimasto ai margini dello sviluppo urbano, ma che cerca di affrontare la sua attuale frammentazione con uno sguardo che non discrimina, proponendosi come un arcipelago di realtà.
cod. 330.13