RISULTATI RICERCA

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Luca Vallario

La scultura della famiglia

Teoria e tecnica di uno strumento tra valutazione e terapia

Un testo importante per usare e interpretare la scultura della famiglia, una tecnica di osservazione e di analisi fondamentale nella terapia familiare. Il volume fornisce griglie di applicazione, schede interpretative ed esempi pratici.

cod. 1249.1.26

Luisa Perrone, Rossella Cogliano

La scrittura psicoanalitica tra lutto e transfert

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2018

Le autrici sostengono che la scrittura in psicoanalisi appare originata da un’esigenza profonda. Nello scrivere, ci si misura con una traduzione trasformante di esperienze personali sensoriali ed emozionali fatte di parole dette, o ascoltate; la scrittura risulta quindi una versione trasformata dell’esperienza originaria che appare sostenuta dal transfert. E di fatto, vari sono i livelli, tra l’inconscio ed il consapevole, che paiono motivarla: ripararsi dall’angoscia dell’informe costruendo a posteriori una trama di significati che avvii un processo di elaborazione, sacrificando però una parte di quell’esperienza; lasciare una traccia indelebile di un incontro, di un momento che condensa in sé un mondo di possibili significati, spesso ancora in attesa di essere lavorati e riconosciuti. Vengono anche affrontati gli ostacoli che possono frapporsi tra la libera esperienza dello scrivere e le necessità imposte dall’istituzione durante la formazione psicoanalitica

Vanna Iori

La scrittura nelle professioni di cura

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2012

Faced with a growing call for help, services note the inconsistency of the old paradigms and are facing unprecedented challenges. In this situation, the caregivers, who are daily in a difficult and stressful social work, are the real "experts", the true owners of a knowledge of caring, verified by the contact with a lived experience. Starting again from the experience the narrative can give voice to caregivers, encouraging the reflection and transforming the anguish into a strategies for social work, education, health care. In particular, the autobiographical writing is a sort of self-care and indicates the practical implications to be better able to care for others.

Gabriella Agrusti

La scrittura nella mediazione didattica/Writing in educational mediation

Proposte per incrementare la qualità dell'istruzione/Proposals for quality improvement in education

La qualità dei messaggi di studio rappresenta il principale obiettivo del progetto am-learning. In quest’ottica il volume illustra i criteri per la redazione di testi che siano modulati per corrispondere alle esigenze individuali degli studenti.

cod. 1326.5.3

The paper is a synthesis of results obtained through guided writing of traumatic events or situations following a technique proposed by James W. Pennebaker in the ’80s (3-4 sessions of about 20 minutes on subsequent days, following specific instructions). In the general population effects include fewer medical visits, improvement in the immune situation, improvement in academic proficiency, higher rates of reemployment, longer duration of couple relationships. In clinical populations the technique appears promising in situations where a positive outcome may be expected and where subjects may exert some influence. Possible modifications of instructions and procedures are also examined, as well as interactions with individual features of subjects involved. Finally tentative explanations of the effects of the technique are put forth, on the line of an improved cognitive/emotional processing of events and situations, and of a more general activation, with effects on subsequent events, of this processing capacity. The writing technique may be defined as a true modality for health promotion, since it can improve health state, capacities and performance also in the absence of conscious distress and of explicit help request on part of subjects.

Corinna Albolino, Maria Galati, Annalisa Pasqualini, Graziella Morandini

La scrittura di sé

GRUPPI

Fascicolo: 1 / 2011

Le autrici propongono una riflessione sull’esperienza della "parola scritta" e dell’uso della parola nella sua forma scritta partendo da un’esperienza comune: l’incontro con la pratica autobiografica acquisita presso la Libera Università dell’Autobiografia (LUA) associazione culturale fondata da Duccio Demetrio. L’introduzione sul significato filosofico e più in generale culturale della scrittura autobiografica mette in luce la funzione che questa modalità assume di stimolo alla crescita del Sé nella sua globalità, la funzione di cura in senso lato rivolta alla costruzione di una identità narrativa e l’importanza della funzione del far memoria. Il racconto successivo dell’incontro e dell’esperienza della scrittura avviene a quattro voci che si completano e compenetrano affrontando alcuni temi: la motivazione, l’importanza della narrazione, del "maestro" e del confronto con le pratiche psicoterapeutiche.

Manola I. Venzo

La scrittura delle donne: un progetto di recupero e valorizzazione

ITALIA CONTEMPORANEA

Fascicolo: 279 / 2015

L’autrice illustra i presupposti metodologici e lo stato di avanzamento di un progetto di ricerca nato per iniziativa congiunta dell’Archivio di Stato di Roma e dell’Universita di Roma Sapienza con l’obiettivo di indagare il rapporto donne-scrittura nel lungo arco temporale che va dall’eta moderna a tutto il Novecento. Il rapporto con la scrittura e "il luogo delle differenze": oltre che implicare una riconsiderazione dei ruoli e dei rapporti sociali ha richiesto alle donne la conquista di una diversa consapevolezza di se e di una piu avvertita percezione del tempo e dello spazio. Il censimento delle fonti d’archivio ha permesso pertanto di indagare sui modi e sulle forme di accesso alla scrittura, recuperando epistolari, diari e memoriali prodotti da donne colte, ma anche scritture non autoriali nate al di fuori dei circuiti eruditi.

Cesare Romano

La scrittura dell’Uomo dei topi (1909): Freud tra Jung e Adler

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 1 / 2021

. Attraverso una rilettura del caso clinico dell’Uomo dei topi di Freud del 1909, questo scritto si propone di dimostrare due tesi. La prima, che nella stesura del caso clinico Freud fu influenzato non solo da Jung, come ha sostenuto Mannoni (1969), ma anche dal pensiero che Adler aveva espresso in due relazioni alla Società Psicoanalitica di Vienna. In una di queste espose il caso di un paziente ereutofobico la cui infanzia aveva molti punti di contatto con quella del paziente di Freud, e nell’altra affrontò il tema del sadismo nella vita normale e nella nevrosi. Alcuni aspetti di queste relazioni sono rintracciabili nella scrittura di Freud. La seconda tesi sostiene che Freud non era in grado di mantenere la promessa, fatta all’inizio del suo scritto, di sviluppare le teorie del 1896 contenute in Nuove osservazioni sulle neuropsicosi di difesa perché nel frattempo aveva abbandonato la teoria del trauma sessuale che costituiva il perno di quelle teorie, e il trauma sessuale non svolgeva più alcun ruolo eziologico nel suo caso clinico, analogamente al caso clinico esposto da Adler.

Terminio Nicolò

La scrittura del caso clinico

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 9 / 2009

La scrittura del caso clinico - In questo lavoro viene presentata una riflessione epistemologica sulla scrittura del caso e sulla logica del ragionamento clinico. Gli argomenti vengono articolati e mantenuti in tensione con le questioni sollevate dal cosiddetto "buco dell’Altro". Questo punto d’opacità riguarda l’esperienza psicoanalitica in un doppio versante: da un lato la pratica clinica chiama in causa la posizione dello psicoanalista nel passaggio che va dal principio alla sua applicazione; dall’altro, per l’analizzante, l’incompletezza dell’Altro non si esprime soltanto come un vuoto logico, poiché per il soggetto la questione sorge a causa del reale della pulsione, resto di godimento che non si lascia addomesticare da nessuna parvenza logica. Parole chiave: caso clinico - fenomeno - scrittura - ragionamento clinico - abduzione.

Elisabetta Berardi

La scrittura come gioco e prima cura del trauma

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2021

L’autrice racconta un particolare utilizzo della scrittura e, nello specifico, del "giocare" con le parole come mezzo terapeutico o pre-terapeutico, utile per "raffreddare" e affrontare indirettamente aspetti traumatici e talvolta uscire, attraverso la narrazione, dall’identificazione con l’aggressore. La prima esperienza riportata è quella di un atelier proposto a un gruppo di ragazze come un gioco in cui, partendo da disegni, testi autobiografici o stralci di narrativa scelti, il materiale viene fatto girare, di mano in mano, così che dalle mani di ognuno si possa attingere alla propria mente e all’apporto che ne può dare in termini di nuova significazione. Tale modalità, pur permettendo alle diverse significazioni di unirsi e permettendo a ognuno di nutrirsene, permette al contempo a ognuno di proteggersi da un contatto esclusivo e troppo approfondito con materiali psichici molto incandescenti. Nelle altre due esperienze riportate, il rapporto è a due, terapeuta paziente, ma anche in questi casi si utilizza il giocare con le parole, con il loro transito da una mente all’altra per mezzo della concretezza di carta e mani. L’attenzione viene posta in particolare sulla dinamica che si crea nel momento in cui il materiale di qualcuno viene rimaneggiato da qualcun altro, che permette di farsi toccare dal materiale stesso, per poi restituirlo al mittente in una sorta di rêverie mediata dal testo.

Domenico Lipari

La scrittura come costruzione di realtà

EDUCAZIONE SENTIMENTALE

Fascicolo: 30 / 2018

L’articolo riflette sulla rilevanza della scrittura nelle scienze sociali e in particolare nel la-voro di ricerca qualitativa mostrando, anche attraverso la biografia professionale dell’autore, come essa costituisca un’esperienza di costruzione di realtà e al tempo stesso un "veicolo" di riflessività e di apprendimento (e in un certo senso anche fondamento identitario di soggetti e di gruppi).

Valentina Castignoli, Giada Paganini

La scrittura che ripara

La valenza educativa della scrittura autobiografica in un'esperienza di "messa alla prova"

Questo libro racconta un’esperienza-pilota nell’ambito dell’esecuzione penale chiamata comunemente “messa alla prova”, un istituto alternativo al carcere di cui possono beneficiare persone che hanno commesso reati minori. Il volume dà conto dei percorsi di scrittura autobiografica che le autrici hanno realizzato con persone messe alla prova, un momento di rilettura critica della propria storia che può assurgere a esperienza di revisione di sé dalla chiara finalità rieducativa.

cod. 2000.1561

Elena Barbato, Daniela Bennati, Pietrina Guglietti, Leonardo Luzzatto, Valeria Palano, Paola Re

La scrittura autobiografica come avvicinamento alla storia del bambino. Riflessione su una sperimentazione nell’ambito dell’adozione internazionale

MINORIGIUSTIZIA

Fascicolo: 4 / 2018

Il lavoro contiene una riflessione su un’esperienza condotta con due gruppi di scrittura autobiografica con genitori adottivi durante l’attesa dell’abbinamento nell’Adozione Internazionale. Sono considerate e discusse le dinamiche del gruppo e della scrittura, che mobilitano nei partecipanti affetti ed emozioni, riducendo il senso di estraneità del primo incontro e disponendo ad una vicinanza qualitativamente diversa. L’osservazione post-adottiva dei nuclei familiari neocostituiti sembra confermare che la modalità formativa scelta possa rendere più favorevole e più intima la fase di costruzione reciproca dei legami di attaccamento bambini-genitori, attraverso una modalità meno filtrata dagli aspetti cognitivi.

Giovanna Gamba

La scoperta delle lettere

Scuole di dottrina e di alfabeto a Brescia in età moderna

Attraverso materiale documentario scaturito dalla comparazione diacronica delle visite pastorali dei presuli bresciani in età moderna, lo studio ricostruisce il binomio socio-culturale che vide corrispondere all’acculturazione religiosa promossa con il catechismo nelle parrocchie una conseguente alfabetizzazione dei ceti più umili. Completa il testo un’analisi della copiosa pubblicistica fatta di manuali, opuscoli e trattati, editi per supportare lo sforzo di quanti operavano nell’impresa.

cod. 1611.5