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Enrico M. Tacchi

La scacchiera di Schelling: un modello per l'analisi della segregazione urbana

SOCIOLOGIA URBANA E RURALE

Fascicolo: 92-93 / 2010

Le dinamiche della segregazione residenziale in Italia sono un tema emergente di discussione della coesistenza interetnica. Questo articolo presenta il contributo di Schelling su tale argomento. Nel XX secolo, diversi autori hanno elaborato un certo numero di indici di segregazione. Schelling ha proposto di studiare la segregazione residenziale utilizzando un modello lineare e un modello a scacchiera. La metafora della linea consente di avere una sequenza illimitata di simboli, mentre la metafora della scacchiera introduce restrizioni ai vicinati, con i suoi confini e i suoi angoli. La persistente vitalità del pensiero di Schelling per lo studio della segregazione sociale nelle città dipende soprattutto dalle scoperte sulle relazioni inattese tra le scelte residenziali degli individui e la segregazione complessiva dei vicinati. Pertanto, una città integrata può condurre alla segregazione anche qualora nessun attore individuale desiderasse la segregazione risultante. Tutto ciò solleva seri dubbi sulla reale possibilità delle politiche pubbliche di perseguire l’integrazione residenziale promuovendo l’apertura e la tolleranza della diversità.

Maurizio Virdis

La Sardegna e la sua lingua

Studi e saggi

Il volume raccoglie diversi saggi relativi alla lingua sarda, analizzando problematiche come: il rapporto fra lingua e storia; il restringersi della competenza linguistica; la genesi del Sardo, così originale rispetto alle altre lingue neolatine; il contributo delle altre lingue; la struttura fonetica e fonologica; la sintassi...

cod. 1116.28

Daniele Sanna

La Sardegna e la guerra di liberazione

Studi di storia militare

La Sardegna ha fornito un apporto molto importante alla causa della Resistenza, che merita di esser conosciuto fino in fondo. Il volume getta luce su un ambito di ricerca ancora poco battuto, indagando sul ruolo che i combattenti, in gran parte soldati, e le istituzioni militari isolane svolsero tra l’8 settembre del 1943 e il 25 aprile del 1945.

cod. 850.1

Alessandra Casu

La Sardegna

ARCHIVIO DI STUDI URBANI E REGIONALI

Fascicolo: 85-86 / 2006

William Mazzaferro

La Saras

Lo sviluppo di un gruppo petrolifero tra storia d’industria, storia d'impresa e storia del lavoro

Nel maggio del 1962 venne costituita a Cagliari la Saras S.p.A. (Società per Azioni Raffinerie Sarde), un’azienda che nei decenni successivi sarebbe stata in grado di superare gli ostacoli posti dal contesto nazionale ed internazionale, gestendo quella che col tempo divenne una delle più grandi raffinerie europee. Il volume si pone come case study incentrato sulle vicende di un’impresa strettamente legata alla famiglia del suo fondatore, Angelo Moratti, e sulle scelte manageriali che hanno reso la Saras un caso di successo.

cod. 1573.487

L’articolo, un estratto della tesi di specializzazione in psicoterapia presentata dall’autrice nel novembre 2000 presso l’Istituto di Milano della Scuola COIRAG, ha, come scopo ultimo, quello di indagare ed analizzare il significato del sogno in un gruppo terapeutico composto da pari e frequentato dalla scrivente, nel ruolo di osservatrice partecipante, durante i due anni di training formativo previsti dall’Associazione di Psicoterapia di Gruppo, consociata della suddetta Scuola. Nello specifico, l’elaborato, il cui titolo si ispira ad un recente testo scritto da Lopez e Zorzi, si snoda in quattro sezioni di cui la prima è appunto una sintesi del paradigma teorico proposto dai due citati autori che ne La sapienza del sogno rivisitano, in modo del tutto originale, l’opera prima di Freud ed altri contributi psicoanalitici relativi al mondo onirico. La tesi centrale di Lopez e Zorzi, parzialmente adottata dalla scrivente e poi adattata alla situazione di gruppo, si fonda sulla scelta del sogno quale "luogo" elettivo per il disvelamento della complessità della realtà psichica e sul ruolo prioritario giocato dal preconscio nella costruzione del sogno. Quest’ultimo, affermano gli autori, con il suo linguaggio metaforico, simbolico ed immaginifico, offre all’individuo la possibilità di avvicinare e, talora, penetrare i conflitti che lo dominano senza, necessariamente, venirne sopraffatto e senza essere costretto a rifuggirli come, invece, spesso capita nella vita diurna. Il sogno pone il sognatore dinanzi a sé, di fronte ai dilemmi disturbanti, attuali e passati, modulando, in modo sapienziale, in un certo senso pedagogico, le vicissitudini esistenziali esperite dal sognatore durante la veglia e fornendo valide soluzioni allo stato di coscienza della veglia stessa. Nella seconda parte dell’articolo viene invece proposta, seguendo un criterio cronologico, un’ampia rassegna dei lavori più significativi prodotti da alcuni tra i maggiori teorici di matrice gruppale. Al di là delle differenze, insite nei "codici scientifici" utilizzati dai diversi autori, pare che esista un consenso unanime circa l’importanza di privilegiare, nell’interpretazione dei sogni portati dai pazienti, il livello orizzontale e il "qui ed ora" che, come ricorda Pines, ha risonanza con il "là ed allora". Inoltre tutti gli autori concordano, sebbene partendo da prospettive differenti, sulla compresenza, entro un medesimo sogno, di dimensioni intra ed interpersonali o sociali. La terza sezione dello scritto è interamente dedicata alla descrizione dei vissuti e all’analisi delle diverse e non lineari fasi evolutive attraversate dall’autrice e dal gruppo durante il periodo di osservazione, esperienza conclusasi con l’acquisizione, da parte della scrivente, di una maggiore capacità di tollerare le emozioni controtransferali e con l’accettazione dell’incertezza e delle difficoltà proprie del lavoro terapeutico gruppale. Infine, nell’ultima parte, vengono presentati alcuni sogni che, dopo essere stati riferiti, accolti e rielaborati all’interno del gruppo, hanno consentito ai pazienti "portasogni", quali portavoce del gruppo stesso, di passare da modalità relazionali infantili ed arcaiche a modalità più emancipate, favorendo, in particolare, la transizione da una fase regressivo-fusionale ad una fase individuativa, e quindi permettendo il superamento del conflitto, a carattere squisitamente adolescenziale, tra bisogno di dipendenza e desiderio di autonomia. Parole chiave: sogno, osservazione partecipante, gruppo di pari.

Paolo Zanini

La Santa Sede di fronte alla prima guerra del Golfo (1990-1991)

MONDO CONTEMPORANEO

Fascicolo: 1 / 2013

L’articolo ricostruisce l’atteggiamento tenuto dalla Santa Sede nei confronti della crisi del Golfo del 1990-1991. L’intervento dell’Onu contro l’invasione irachena del Kuwait rappresentò la prima manifestazione dei nuovi assetti geopolitici emersi dal collasso del blocco sovietico. Allo stesso tempo, la crisi riguardò l’intero Medio Oriente: un settore particolarmente rilevante per la Santa Sede, impegnata a garantire la sopravvivenza delle comunità cristiane arabe. Proprio alla luce di questi due elementi appare interessante osservare il tentativo portato avanti dalla diplomazia vaticana in quei mesi per giungere a una soluzione negoziale della crisi. Un impegno che si intrecciò con la ricerca di una sistemazione globale per i problemi della regione che comprendesse, accanto al Golfo, anche la questione palestinese e la guerra civile libanese. Simile progetto rimase il principale obiettivo delle iniziative vaticane durante tutta la crisi. Ancora all’indomani della conclusione del conflitto, infatti, la Santa Sede cercò di riannodare i fili del dialogo con il mondo arabo e musulmano, per mostrare come la crisi appena conclusasi fosse stata esclusivamente politica e non dovesse compromettere le relazioni tra le comunità religiose in Medio Oriente.

Mauro Pini

La santa anoressia è nervosa?

La mistica del digiuno nella Pisa medievale. Bona, Ubaldesca, Gherardesca

È possibile individuare un trait d’union (genetico?) fra le privazioni alimentari attuate dalle mistiche del medioevo e dalle anoressiche dei nostri giorni? Il libro si sofferma sugli orientamenti teorici che riconoscono, o meno, l’equivalenza clinica (e nosografica) fra i due fenomeni, sostenendo l’adozione di un approccio multidisciplinare. In particolare, il testo si focalizza sulle pratiche ascetiche di tre mistiche pisane di età comunale, Bona, Ubaldesca e Gherardesca, rintracciandone i riferimenti nelle fonti documentali e ricercandone i parallelismi con le caratteristiche cliniche e psicosociali dell’anoressia nervosa.

cod. 1240.426

Elisabetta Santarelli, Claudio Di Carlo

La sanità elettronica in Italia: evidenze dall’indagine LITIS

RIVISTA DI ECONOMIA E STATISTICA DEL TERRITORIO

Fascicolo: 1 / 2013

Le applicazioni dell’ICT in sanità sono note con il termine sanità elettronica o e-health che indica tutto ciò che è legato alle tecnologie informatiche e di telecomunicazione e alla medicina. Le soluzioni e-health in Italia includono sia strumenti per le amministrazioni e i professionisti sanitari che per i cittadini: per es., certificati medici e prescrizioni digitali, Fascicolo Sanitario Elettronico (FSE), sistemi di prenotazione informatizzati, accesso elettronico ai referti, telemedicina. L’e-health rappresenta un paradigma di innovazione a cui contribuiscono diverse discipline (l’informatica, la medicina, l’economia aziendale e la statistica) e il cui sviluppo non può essere pianificato senza un’adeguata conoscenza. A tal fine dati rilevanti e attendibili sono necessari. L’obiettivo di questo lavoro è duplice: a) compiere una rassegna delle principali fonti statistiche attualmente disponibili in Italia sulla sanità elettronica e analizzarne sia le criticità che il potenziale informativo; b) analizzare i dati di una recente indagine sull’e-health (LITIS, Livelli di Innovazione Tecnologica in Sanità) per valutare lo stato dell’implementazione dei servizi sanitari elettronici in Italia. I risultati mostrano che lo sviluppo dell’e-health è maggiore al Centro-Nord che al Sud e che c’è una bassa corrispondenza fra l’offerta dei servizi elettronici e il loro uso da parte dei cittadini. Inoltre, lo studio evidenzia che in Italia la sanità in rete si sta sviluppando attraverso iniziative autonome e non armonizzate né a livello regionale né locale. Dall’analisi emerge che la rete "interna" alle strutture sanitarie (la rete della comunicazione fra i medici, i pediatri, le farmacie di una singola azienda) è più sviluppata rispetto a quella regionale (principalmente costituita da sistemi informativi comuni e interoperabili fra aziende della stessa regione). Inoltre, le iniziative per la formazione digitale del personale sanitario appaiono fortemente associate all’implementazione di servizi elettronici, in particolare telemedicina, ritiro dei referti in via elettronica, comunicazione on line. Per una dettagliata esplorazione del fenomeno, che dia l’avvio a efficaci politiche in materia, sono necessari studi qualitativi e quantitativi. I risultati ottenuti in questo lavoro consentono una prima valutazione quantitativa dell’e-health nelle regioni italiane e danno l’avvio a future ricerche in materia.

Gabriele Pelissero, Aiop Lombardia

La sanità della Lombardia

Il sistema sanitario e l'attività ospedaliera nel periodo 2003-2008

Il volume documenta il successo del modello sanitario lombardo, espresso in qualità ed efficienza economica. Dopo un’analisi dell’originalità del Sistema sanitario della Lombardia, e dell’evoluzione dell’attività ospedaliera nel periodo 2003-2008, il testo affronta il delicato problema della trasferibilità dell’esperienza ad altre Regioni.

cod. 35.9

Leonardo Altieri, Maria Augusta Nicoli

La sanità dei cittadini

Il volume affronta il tema dei diritti di cittadinanza in sanità, strettamente legato a quello della partecipazione dei cittadini in campo sanitario. Ma chi è il cittadino? È solo un cliente? Dal testo emerge quanto sia complessa questa figura, perché non c’è solo il cittadino/paziente, ma anche il cittadino/care-giver, il cittadino/volontario, il cittadino/esperto, ecc.

cod. 1341.43