La proposta di introdurre, in Italia, uno schema generalizzato di reddito minimo, tipicamente affiancato da una componente di inserimento sociale e lavorativo dei beneficiari, si scontra molto spesso con l’obiezione secondo la quale a ciò osterebbero degli impedimenti strutturali, connessi alle peculiarità del contesto italiano. Tali impedimenti consistono nell’occupazione irregolare e sommersa, nell’elevata disoccupazione, nella bassa legalità e nella ridotta capacità istituzionale disponibile presso i contesti amministrativi che dovrebbero erogare la prestazione e gestire i programmi di inserimento. Chi proponga pertanto l’introduzione di uno schema di reddito minimo in Italia deve sostenere l’onere di mostrare come questi nodi possano essere sciolti. Tale è l’obiettivo di questo saggio, che individua gli aspetti critici dell’introduzione di uno schema di reddito minimo generalizzato in Italia (intendendo con ciò uno schema che ad una componente monetaria affianchi un progetto di inserimento sociale, scolastico, formativo o lavorativo dei beneficiari della misura) ed elabora alcune proposte su come affrontarli.