LIBRI DI GIORGIO ZANCHINI

Lella Mazzoli

Raccontare la cultura

Come si informano gli italiani, come si comunicano i musei

Il libro contiene dieci storie esemplari di musei, che consentono di costruire un’interessante visione d’insieme dello stato attuale della comunicazione museale nel nostro Paese, dell’utilizzo dei vari strumenti comunicativi e promozionali e delle professionalità coinvolte nel governo della comunicazione.

cod. 1097.1.13

Lella Mazzoli, Giorgio Zanchini

Info Cult

Nuovi scenari di produzione e uso dell'informazione culturale

Una ricognizione sistematica della produzione e degli usi dell’informazione culturale di oggi e dei suoi effetti sociali. Quali sono le fonti di informazione privilegiate? Qual è il ruolo giocato da internet e dagli altri media digitali? C’è ancora bisogno di mediazione e mediatori? Quale piattaforma conta di più nelle scelte di consumo? Quali sono i temi che gli italiani associano maggiormente all’idea di cultura? Quali sono i nuovi linguaggi e i nuovi scenari?

cod. 1097.1.7

L’articolo passa in disamina i principali supplementi culturali italiani e stranieri alla luce delle modificazioni più rilevanti del concetto di "cultura" e in particolare dell’introduzione - a opera di Richard A. Peterson - della categoria dei consumatori culturali onnivori. Una categoria controversa e raramente acquisita con consapevolezza nella pratica, ma che permette un’analisi più matura delle pagine e degli inserti che si occupano di cultura.

Giorgio Zanchini

Fare la radio nell’epoca dei social network. come i new media stanno cambiando un vecchio medium

SOCIOLOGIA DELLA COMUNICAZIONE

Fascicolo: 41-42 / 2011

L’autore è un giornalista e per lungo tempo è stato conduttore di programmi radiofonici, per cui questo articolo è una panoramica empirica su come i cosiddetti nuovi mezzi di comunicazione stanno influenzando un mezzo vecchio come la radio. In particolare analizza come sms, e-mail, Facebook e Twitter modificano la forma e i contenuti dei programmi via etere. I risultati in termini di pro e contro sono controversi, ma è innegabile che aprano l’arena del dibattito pubblico rafforzando la partecipazione del pubblico, come avevano sperato alcuni grandi studiosi del XX secolo: Benjamin, Brecht, Kracauer.