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Angelo M. Franza

Teoria della pratica formativa

Apprendimento dall'esperienza e Clinica della formazione

Se ogni storia è la storia di qualcuno, se ogni libro è anche la storia del suo autore, se ogni ricerca è la storia che inchioda il ricercatore all’oggetto della sua ricerca, nella trama dei testi qui raccolti, che annodano il valore della retorica e della metafora in pedagogia, l’apprendimento dall’esperienza nell’educazione degli adulti, l’uso del cinema nei processi formativi e la Clinica della formazione, il lettore attento potrà rinvenire l’originalità e la forza di un’autentica teoria della pratica formativa.

cod. 565.21

L’imponente migrazione straniera, una migrazione inamovibile e crescente di famiglie, è vissuta dagli autoctoni massimamente in sostanziali termini di paura, seguendo il tradizionale percorso del pregiudizio. Studi ormai classici di sociologia, uniti ad altri studi, in particolare di psicologia, già evidenziavano queste e altre caratteristiche nella migrazione interna in Italia. Analisi e proposte non sembrano aver perduto validità se applicate alla migrazione attuale. Per i migranti la perdita della salute fisica e psichica è la perdita di tutto, e questo fornisce un primo possibile fondamento per il loro disagio psichico, ed anche per l’eccesso di ricoveri di urgenza e di trattamenti sanitari obbligatori. Per il migrante che cerca le cure solo quando è allo stremo sono necessari interventi forti di tipo psicosociale territoriale. Le ricerche sempre più accurate rivelano, quali cause determinanti o favorenti i disturbi psichici del migrante, le medesime cause relative ai disturbi psichici dell’autoctono. Risulta comunque evidente che, come per la tossicodipendenza, anche per la malattia mentale gli interventi fondati sul sociale sono inscindibili dagli interventi di ordine sanitario.

Maurizio Bergamaschi, Matteo Colleoni

La città: bisogni, desideri, diritti.

Dimensioni spazio-temporali dell'esclusione urbana

Le città hanno sempre rappresentato luoghi di inclusione sociale, spazi di libertà nei quali accogliere e rappresentare i cittadini. Tuttavia nelle città da sempre esistono anche zone d’ombra, aree povere e di esclusione sociale nelle quali i diritti formali non garantiscono uguaglianza sociale. Il volume condivide la convinzione che luoghi e tempi urbani rappresentino elementi costitutivi dei fenomeni sociali e che la morfologia sociale delle città contemporanee abbia aumentato, anziché ridotto, l’esclusione dei soggetti più deboli.

cod. 1561.80