LIBRI DI TIZIANA TESAURO

Tiziana Tesauro, Tiziana Tarsia

Le pratiche teatrali nella formazione degli operatori sociali per costruire relazioni di ben-essere

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2021

Il contributo descrive e analizza un’esperienza di teatro dell’oppresso organizzata in ambito universitario e la usa come pretesto per ragionare sullo stretto legame che esiste tra il benessere psico-sociale degli operatori sociali, la loro formazione come professionisti e le tecniche del teatro sociale. Nel testo viene valorizzata la circolarità tra il sapere dell’esperienza e quello teorico in un frame che promuove il teatro come spazio di potenzialità e di consapevolezza. In questo spazio i social workers possono sperimentare la possibilità di gestire il proprio potere ed esplorare i conflitti che emergono nella relazione di aiuto per restituire benessere a se stessi e alle persone accolte nei servizi. Le conclusioni, infine, sollecitano domande e riflessioni che mirano a sottolineare l’importanza della formazione degli operatori sociali nella costruzione di politiche sociali che partono dalle comunità e veicolano relazioni di interdipendenza e, allo stesso tempo, tendono all’emancipazione delle persone.

Tiziana Tesauro

Trame.

Il teatro sociale e la formazione degli operatori socio-sanitari

Attraverso un vasto repertorio di esercizi e tecniche normalmente utilizzate per la formazione attoriale, Trame offre un’esperienza di formazione centrata sull’allenamento del corpo e della sua dimensione emozionale ed affettiva, e intende rivolgersi a medici, infermieri, assistenti sociali e psicologi che fanno del corpo il loro primo strumento di lavoro. Questo libro propone un metodo che mira ad allenare il sapere del corpo per sviluppare autoconsapevolezza e riflessività sul proprio agire professionale.

cod. 1130.351

Tiziana Tesauro, Ester Russo

Memory: il laboratorio narrativo per anziani istituzionalizzati

RICERCHE DI PSICOLOGIA

Fascicolo: 1 / 2018

Questo articolo presenta i risultati ottenuti dal metodo Memory (Tesauro, 2013), basato sulla pratica dell’autonarrazione, in due sperimentazioni: la prima realizzata in una struttura residenziale per anziani del Comune di Napoli, in con-comitanza con L’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo (decisione 940/2011/EU), la seconda condotta sempre a Napoli nel 2016, in due strutture residenziali per anziani e soggetti senza fissa dimora, con i volontari del Centro di Servizio per il Volontariato. Le due sperimentazioni hanno dimostrato che l’applicazione del metodo favorisce nei soggetti istituzionalizzati la ricostruzione del proprio senso di identità, rafforza il senso di autoefficacia percepita, le strate-gie di coping e la capacità di attivazione, con notevoli benefici sul benessere per-cepito. Il metodo Memory, basato sulla pratica dell’autonarrazione, vuole essere un chiaro esempio di come il raccontarsi rappresenti un tipo di attività in grado di rafforzare l’autoefficacia percepita e sviluppare strategie di coping proprio in quei contesti in cui le risorse delle persone sembrano essere bloccate. Il metodo prevede l’allestimento di un laboratorio narrativo nell’ambito del quale, con l’ausilio di un kit autobiografico (Demetrio, 1997) e con il supporto di sollecitatori visivi (immagini colorate e foto personali), uditivi (canzoni), tattili (oggetti della vita quotidiana), l’équipe stimola gli anziani istituzionalizzati e affetti da pluripatologie a ricordare e raccontare frammenti di memoria perduta, favorendo la ricostruzione del proprio sé e l’emersione di un nuovo sapere narrativo (Bruner, 1986). In questa prospettiva il laboratorio si è configurato come un dispositivo di capacitazione per queste persone che si sono scoperte e sperimentate come "soggettività narrative" capaci di rievocare e narrare. Sono stati così registrati cambiamenti che, probabilmente, con un intervento di lungo periodo, avrebbe potuto ottenere risultati più importanti a carico delle cognizioni dei soggetti coinvolti. Ad ogni modo è possibile affermare che si è verificata una qualche modifica nello stile cognitivo di spiegazione degli eventi (pessimismo vs. ottimismo), generando emozioni positive, che rappresentano una riserva da cui attingere energie per salvaguardare il proprio benessere psicologico (Seligman, 1997). Il pensiero attraverso il recupero di pezzi della propria storia, in più di un caso, ha assunto una connotazione più positiva e ciò ha generato un aumento del senso di autoefficacia che, a sua volta, ha rinforzato una modalità di pensiero positiva in un rapporto di reciproca influenza (Bandura, 2000).

Tiziana Tesauro

L’attivazione dell’anziano nelle strutture residenziali

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 3 / 2015

Nell’Anno Europeo dell’Invecchiamento Attivo, l’IRPPS-CNR di Salerno ha realizzato, in collaborazione e grazie ad un finanziamento del Comune di Napoli, il progetto Memory, un progetto di attivazione rivolto ad anziani non autosufficienti istituzionalizzati da anni. Il progetto si è posto l’obiettivo di promuovere il massimo livello possibile di autonomia di un gruppo di anziani non autosufficienti di età compresa tra 65 e 91 anni, utilizzando la narrazione come strategia di attivazione. Nella prospettiva del filone di studi meglio conosciuto come orientamento narrativo (Demetrio, 1996, 2008) il progetto ha infatti adottato la pratica auto-narrativa (che molto si avvicina alle metodologie dell’empowerment) per indurre processi di sviluppo personale, ovvero processi trasformativi dal punto di vista cognitivo, psicologico ed emotivo. Ha quindi indotto l’auto-narrazione a scopo terapeutico, utilizzandola come antidoto ai processi di spersonalizzazione che frequentemente si producono nelle strutture residenziali. In questo modo ha sviluppato, nei partecipanti alla ricerca, risorse personali e strategie di resilienza che hanno funzione protettiva nei confronti della consapevolezza di sé e del decadimento psico-fisico.

Tiziana Tesauro

Invecchiamento attivo come capacità e pratiche da sperimentare e imparare

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 125 / 2012

L’obiettivo del saggio è contribuire a definire una categoria problematica come quella di invecchiamento attivo, senza eludere la molteplicità degli aspetti in essa compresenti e proponendone una ri-concettualizzazione. Nell’articolo si espone pertanto la tesi che gli anziani attivi rappresentino un gruppo sociale in embrione, non ancora ben identificati e identificabili, non ancora classificati dalla statistica ufficiale e tanto meno destinatari di politiche. E ciò in ragione del fatto che si è arrivati a far coincidere l’invecchiamento attivo col prolungamento dell’attività lavorativa, ricomprendendo il concetto esclusivamente nell’approccio economicista. Come risultato, nelle esperienze soggettive di vita quotidiana l’anzianità è dunque sempre più spesso interpretata come autonoma, responsabile, attiva, creativa, sebbene i percorsi individuali raramente siano collettivamente pensati, praticati e tutelati dal sistema di welfare.

Francesco Marcaletti, Laura Zanfrini

L'invecchiamento delle forze di lavoro.

Lo stato del dibattito in Europa

Il cambiamento demografico in atto è questione di primaria importanza nell’agenda dei policy maker dell’Unione europea, come testimonia il fatto che il 2012 sia stato dichiarato “Anno europeo dell’invecchiamento attivo e della solidarietà tra le generazioni”. Il volume intende far luce sul dibattito sull’invecchiamento delle forze di lavoro, soffermandosi sugli sviluppi che fotografano lo stato dell’arte della riflessione.

cod. 1529.125