Ripensare l’integrazione sociosanitaria: chi paga che cosa

Titolo Rivista ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE
Autori/Curatori Maria Bezze, Cinzia Canali, Devis Geron, Tiziano Vecchiato
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/1
Lingua Italiano Numero pagine 14 P. 55-68 Dimensione file 324 KB
DOI 10.3280/ES2026-001004
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L’integrazione sociosanitaria ha caratterizzato il dibattito sul welfare nella seconda metà del Novecento. Successivamente, il Piano sanitario 19982000 ha individuato i suoi fattori caratterizzanti: istituzionale, gestionale, professionale e comunitario. L’Atto di indirizzo sull’integrazione sociosanitaria del 2001 ha delineato una prospettiva originale: la sinergica composizione di tutti i fattori produttivi a disposizione, con metodologie finalizzate a questo traguardo. Faceva riferimento ai fattori produttivi professionali di natura sanitaria e sociale, nonché ai fattori produttivi non professionali, ovvero le persone assistite e i loro familiari. Successive ricerche e sperimentazioni hanno evidenziato che il massimo dell’integrazione si ottiene investendo in questa prospettiva. Significa comporre tutte le capacità e le risorse a disposizione con una metodologia che le renda sinergiche, ottimizzando il «concorso al risultato» e la loro efficacia e sostenibilità.

Parole chiave:integrazione, valutazione, efficacia

Jel codes:I14, I31

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Maria Bezze, Cinzia Canali, Devis Geron, Tiziano Vecchiato, Ripensare l’integrazione sociosanitaria: chi paga che cosa in "ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE " 1/2026, pp 55-68, DOI: 10.3280/ES2026-001004