La lobby agricola. Tra concertazione, neocorporativismo, globalizzazione dei mercati, vacche pazze ed organismi geneticamente modificati
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 240,   1a ristampa 2003,    1a edizione  2003   (Codice editore 1820.44)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 25,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788846443489

Presentazione del volume

Da tempo l'agricoltura è nell'occhio del ciclone, dal pericolo della "mucca pazza" agli organismi geneticamente modificati, ma l'accusa più grave che avanzano i consumatori e i cittadini "pagatori di tasse" è che goda di aiuti considerevoli e spropositati.

Sotto accusa è la cosiddetta Lobby Agricola; ma che cos'è questa lobby?

Un potente gruppo di pressione, coalizzato per favorire una rendita di posizione agli agricoltori, o la rappresentanza di interessi legittimi, travolti dall'industrializzazione e dalla globalizzazione?

Questo libro ne descrive vizi e virtù. La lunga lotta per il riscatto di un mondo povero, uscito distrutto dal dopoguerra, la riforma agraria, la costituzione del blocco "bianco" bonomiamo, "argine al comunismo", il potere della Federconsorzi e il suo clamoroso crack, il più grande fallimento italiano. Ed ancora: la battaglia, ahinoi, perduta, per una politica agricola comunitaria a favore degli interessi italiani, il consociativismo ed il neocorporativismo dei sindacati agricoli. La svolta dell'ultimo decennio con l'allarme Cobas e le lacerazioni tra le organizzazioni agricole: Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri.

Qual è l'effettiva rappresentanza dei vari sindacati? Un'analisi sui "media" ne indica il "tasso di visibilità".

Il modo di fare lobby in agricoltura è stato definito in questo libro "l'anomalia italiana", per sottolineare la costante preferenza verso politiche di welfare piuttosto che politiche a favore delle imprese e delle produzioni. Questo ha impedito la modernizzazione del settore. Ora la lobby agricola deve affrontare non solo il processo di apertura dei mercati, ma anche la comparsa di coalizioni antiagricole, i "countervaling interests", e di gruppi che sindacano il loro operato, da noi ribattezzati i "ficcanaso agricoli". L'azienda agricola è una "piccola media impresa" o un semplice aggregato sociale marginale? È questa, in fondo, la domanda chiave. Alla risposta è legato il destino della lobby agricola, se riuscirà a sopravvivere e a rappresentare di nuovo un blocco di interessi concreti.

Antonio Piccinini è docente di Economia applicata presso la Facoltà di Scienze politiche dell'Università "La Sapienza" di Roma. È stato funzionario FAO e consulente di agenzie internazionali. È autore di Politica ed Agricoltura (FrancoAngeli, 2000) e di Agricultural Policies in Europe and the USA (con M. Loseby, Palgrave, 2001), prefazione di Franz Fischler. È imprenditore agricolo in provincia di Modena. È stato presidente dell'Associazione agricoltori di Modena.

Fabrizio Peronaci , laureato in Scienze politiche all'Università "La Sapienza" di Roma, è giornalista professionista dal 1991. Attualmente è caposervizio al "Corriere della Sera", presso la sede di Roma. Ha lavorato al "Messaggero" e a "Italia Oggi", dove si è occupato di politica economica e cronaca sindacale.

Indice


Le lobby agricole nella società contemporanea
(Gruppi di interesse, gruppi di persone, lobby; Affaristi o "difensori civici"?; Modelli di lobby e mercato politico; Le risorse delle lobby nella società dell'informazione; Clientela e parentela in Italia, dalla prima alla seconda Repubblica; Gli aiuti all'agricoltura: una "torta" milionaria; I contestatori del potere agricolo)
Le rappresentanze nel dopoguerra
(Dal sindacato fascista alla diarchia agricoltori-coltivatori diretti; Le lobby agricole nel nuovo Stato; Si inaugura il filone assistenziale; I successi degli anni Cinquanta: pensioni e cassa mutua per tutti)
L'associazionismo agricolo in Europa
(L'esplosione del lobbismo nell'Unione europea; Le lobby a Bruxelles; Tentativi di regolamentazione; I canali d'accesso; Le lobby agricole nelle sedi istituzionali; La carica dei 1.113 lobbisti; Il Copa-Cogeca, un modello "euro-corporativo")
La rappresentanza in Italia: una babele di voci
(Le tante "voci" del mondo agricolo italiano; L'unità sindacale: un'utopia? La rappresentatività delle confederazioni; Il "tasso di visibilità" sui mass media; Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Copagri; I giovani, un ricambio necessario; Donne in agricoltura: una realtà a parole, non nei fatti; Le associazioni dei produttori, un'occasione mancata; Organizzazioni interprofessionali, più fallimenti che successi; L'altro grande arcipelago: la cooperazione; Alleati ma diffidenti: l'agroindustria; La meteora-Ferruzzi e il "miracolo soia")
Il crack Federconsorzi: uno choc
(I retroscena del fallimento; L'inchiesta parlamentare; La commissione Cirami processa Coldiretti e Confagricoltura; I finanziamenti alle due organizzazioni agricole; Un patrimonio immobiliare a prezzi di saldo; Le sovvenzioni a partiti, sindacati, giornali; Il verdetto: ecco le responsabilità)
Dall'allarme Cobas alla concentrazione
(Le confederazioni "orfane" del collateralismo; La ricerca di una nuova identità; L'effetto Cobas accelera l'autoriforma; Tavolo verde e concentrazione: il "riposizionamento" politico; La "legge di orientamento" divide le tre organizzazioni; La devolution e la crisi della periferia)
Il Paradiso perduto: la rottura con il consumatore
(Da Rifkin alla Confédération Paysanne di Bovè; La grande crisi: dall'Encefalite Spongiforme Bovina agli Ogm; La reazione dell'Unione europea e la sicurezza alimentare)
Conclusioni
(Ma la lobby agricola esiste davvero?; Il conflitto di interessi con l'agroindustria; L'anomalia italiana e l'"anitra zoppa"; L'incognita dei "countervailing interests" e dei "ficcanaso agricoli"; E intanto la Pac cambia: niente sarà come prima).