L'industria per il futuro. Reinvestire il capitale imprenditoriale del territorio
Contributi
Alberto Barcella, Aldo Bonomi, Giovanni Cagnoli, Jean-Paul Fitoussi, Raoul Nacamulli, Walter Passerini
Livello
Studi, ricerche
Dati
pp. 224,   figg. 89,     1a edizione  2007   (Codice editore 380.332)

Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 22,00
Disponibilità: Buona


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Codice ISBN: 9788846485762

Presentazione del volume

Compiere 100 anni come Associazione di Rappresentanza delle imprese costituisce un'occasione per celebrare quello che si è raggiunto, ma anche per immaginare quello che si vuole ancora diventare.
Per questo Confindustria Bergamo ha voluto promuovere uno studio che ragionasse attorno a due temi e cioè:
- quale sia il futuro dell'industria su cui orientare l'impegno delle imprese e del sistema associativo e su cui reinvestire con forza il patrimonio accumulato a tutt'oggi;
- e quale sia la cultura industriale del territorio, espressa attraverso le valutazioni e gli orientamenti della popolazione, appositamente interrogata attraverso un questionario rivolto ad un campione rappresentativo di residenti (da 18 anni in su).
Senza una forte convinzione sulla centralità dell'industria, pur con tutte le trasformazioni in corso e quelle in prospettiva e senza una partecipazione corale del territorio alle sfide presenti e future si corre il rischio di puntare ad uno sviluppo sbilanciato. O perché (illusoriamente) tutto immateriale e distante da quella concretezza che resta tale anche se intrecciata con una molteplicità di servizi. O perché tutto spostato sul globale, dimenticando il valore di un radicamento che diventa risorsa competitiva sul piano della coesione sociale che sta dietro l'esplorazione più ampia del mondo. Cavalcare l'"economia dei flussi" non può e non deve significare per il nostro Paese dimenticare l'"economia dei luoghi", dove si è costruito lo sviluppo di questi anni, ma si può ancora elaborare significativamente quello che verrà.

Confindustria Bergamo nasce l'11 ottobre 1907. Nel 1910 fonda a Torino, con altre associazioni, la Confederazione Generale dell'Industria Italiana e nel 1925 assume denominazione e configurazione attuali. È una delle associazioni territoriali più rappresentative a livello nazionale (1.320 aziende associate con 90.477 dipendenti).

Nadio Delai, sociologo, ha diretto per molti anni la Fondazione Censis e ha compiuto diverse esperienze di management tra cui quelle presso la Rai e presso le Ferrovie dello Stato. Attualmente svolge attività di studi e di consulenza strategica tramite la società Ermeneia di Roma, di cui è Presidente.

Indice


Alberto Barcella, Prefazione
Introduzione
(L'importanza di presidiare la tensione verso lo sviluppo; Una visione positiva di un'industria non sufficientemente conosciuta; La necessità di valorizzare il potenziale dei giovani; L'esigenza di saper declinare l'orgoglio al futuro)
Parte I. Nadio Delai, La cultura industriale della popolazione
La percezione sociale dello sviluppo
(La scommessa sul futuro da parte delle famiglie; I segnali di ripresa del ciclo; Le preoccupazioni di un territorio evoluto; Un orientamento pronunciato verso la crescita)
Il valore largamente condiviso dell'industria
(Un ruolo forte sia per il passato che per il futuro; Il contributo fornito in termini di fattori di sviluppo; La sottostima delle dimensioni quantitative; La sopravalutazione dei nuovi competitors; La scarsa conoscenza delle aziende leader; Una più equilibrata visione dei processi di inquinamento)
Una scommessa ragionata sulla crescita ulteriore dell'industria
(La scelta di un rafforzamento del settore; La consapevolezza dei meccanismi che fanno qualità; Un investimento consigliato per i giovani; Migliorare il legame tra industria e territorio; Essere protagonisti del nuovo ciclo di sviluppo)
Parte II. Un futuro per l'industria
Jean-Paul Fitoussi, Produttività, potenziale di crescita e politica monetaria nell'Unione Monetaria Europea
(Una produttività rallentata; Le cause della superiorità anglosassone; Investimenti e produttività; Investimenti e prodotto potenziale; Implicazioni per la politica economica)
Jean-Paul Fitoussi, Le tendenze divergenti della competitività
Aldo Bonomi, Bergamo tra quarto e quinto capitalismo
(Un'Europa, tanti capitalismi; I soggetti del capitalismo di territorio; Il territorio nella nuova fase della modernità; La terza evoluzione: piattaforme produttive e medie imprese leader; La città infinita della pedemontana lombarda; Le imprese manifatturiere tra flussi e luoghi; Agganciare il capitalismo di territorio al capitalismo delle reti; Il ruolo delle associazioni di rappresentanza)
Giovanni Cagnoli, L'industria manifatturiera in transizione
(L'intreccio tra internazionalizzazione e crescente ruolo del management; Una dimensione che va oltre il manifatturiero; Una relazione evoluta tra imprenditore e società)
Raoul C.D. Nacamulli, L'industria è morta, viva l'industria
(L'industria nell'era d'Internet; La criticità dell'apporto dei servizi nell'industria innovativa; Catena del valore globale, modularità dei componenti e gioco del lego; L'area di Bergamo nella rete delle comunità locali)
Walter Passerini, Il lavoro di comunicare il lavoro (che cambia)
(Le rappresentazioni del lavoro; Le culture del lavoro; Ricostruire la memoria del lavoro)
Allegati
(La metodologia d'indagine; Le tabelle di dettaglio dell'indagine sulla popolazione).