Un pioniere della pubblicità: Renato Zveteremich (1893-1951)

Titolo Rivista STORIA IN LOMBARDIA
Autori/Curatori Alessandro Colizzi, Renata Bazzani Zveteremich
Anno di pubblicazione 2015 Fascicolo 2014/1
Lingua Italiano Numero pagine 20 P. 121-140 Dimensione file 177 KB
DOI 10.3280/SIL2014-001004
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Renato Zveteremich è stato un pubblicitario italiano, noto per avere diretto negli anni Trenta gli uffici sviluppo, vendite e pubblicità della Olivetti. Fautore di un linguaggio grafico moderno, Zveteremich adottò un approccio "umanistico" che influenzerà a lungo lo stile della comunicazione dell’azienda di Ivrea. Entrato in Olivetti nel 1931, in un momento cruciale del piano di espansione voluto da Adriano Olivetti, venne incaricato della direzione artistica del Servizio pubblicità. Sotto la sua guida, l’Ufficio di via Clerici acquisì uno statuto unico nella Milano dell’epoca, caratterizzato da un approccio pluridisciplinare. Influenzato dalla cultura razionalista, Zveteremich fu fra i primi a fare appello a giovani aggiornati sulle istanze delle avanguardie: Munari, Ricas, Schawinsky, Carboni, Veronesi, Melotti, Pintori, Nivola e gli architetti Figini e Pollini. Nel 1938 lasciò la Olivetti e lavorò come consulente per aziende dei comparti avanzati, chimico e farmaceutico in particolare. Intraprese inoltre un’importante attività di pubblicista, in cui espresse una visione della comunicazione aziendale largamente in anticipo sui tempi, in cui si fondevano finalità di promozione commerciale e responsabilità sociali. Tale concezione costituirà la cifra caratteristica della grande industria italiana negli anni del boom economico. La prematura scomparsa gli impedì di essere riconosciuto come uno dei più originali intellettuali prestati all’industria, al pari di Sinisgalli, Villani, Weiss, Castellani.;

Keywords:Renato Zveteremich, Adriano Olivetti; Milano, anni Trenta, grafica italiana, comunicazione pubblicitaria, modernismo

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Alessandro Colizzi, Renata Bazzani Zveteremich, Un pioniere della pubblicità: Renato Zveteremich (1893-1951) in "STORIA IN LOMBARDIA" 1/2014, pp 121-140, DOI: 10.3280/SIL2014-001004