Titolo Rivista RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA
Autori/Curatori Marco Bobbio, Massimiliano Marinelli, Paola Arcadi, Tania Milletti, Daniela Berardinelli
Anno di pubblicazione 2026 Fascicolo 2026/1
Lingua Italiano Numero pagine 27 P. 147-173 Dimensione file 810 KB
DOI 10.3280/RSF2026-001008
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La salute mentale sfugge a ogni definizione rigida e misurazione algoritmica, rivelando il proprio «carattere nascosto» in una dimensione che non si lascia incasellare entro parametri standardizzati. Questo contributo, frutto della collaborazione tra Slow Medicine ETS e la Società Italiana di Medicina Narrativa, esplora come la narrazione costituisca il tessuto connettivo della salute mentale, sia come condizione di possibilità dell’essere sani – il «poter dire» e «poter raccontarsi» dell’antropologia ricoeuriana dell’homo capax – sia come strumento terapeutico per ripristinare quella capacità narrativa che il disturbo psichico ha messo a tacere. Il saggio si articola in quattro movimenti. Attraverso la «lente» della Slow Medicine, vengono declinati i principi di sobrietà, rispetto e giustizia nella specificità della salute mentale, contrastando l’ipermedicalizzazione e la standardizzazione che mortificano la singolarità biografica del paziente. Segue l’analisi dell’utilizzo narrativo delle storie di salute mentale, distinguendo tra Medicina Narrativa applicata alla Psichiatria – metodologia clinicoassistenziale trasversale – e Psichiatria Narrativa propriamente detta, nucleo psicoterapico dove la narrazione fa emergere l’inconscio e cocostruisce nuovi significati esistenziali. Viene quindi approfondita la metodologia pratica dell’ascolto psichiatrico, evidenziando come il racconto del paziente – spesso caotico, frammentato, attraversato da «salti narrativi» – richieda una specifica postura narrativa capace di accogliere l’altro oltre la diagnosi. Il progetto «Storie Slow» testimonia infine come questi principi teorici si traducano in prassi concreta, attraverso narrazioni che rendono visibile la trama relazionale della cura e diventano strumenti formativi per i professionisti sanitari. L’esperienza formativa con gli studenti di Infermieristica mostra come la scrittura «sotto la lente altrui» – raccontare la stessa storia dal punto di vista dello studente, del paziente e del professionista – diventi potente dispositivo pedagogico per sviluppare empatia, riflessività e pensiero critico.
Parole chiave:Slow Medicine, Medicina Narrativa, Psichiatria Narrativa, Didattica infermieristica, Relazione di Cura.
Marco Bobbio, Massimiliano Marinelli, Paola Arcadi, Tania Milletti, Daniela Berardinelli, Un approccio sobrio e rispettoso in dialogo con le storie di salute mentale in "RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA" 1/2026, pp 147-173, DOI: 10.3280/RSF2026-001008