Uccidere senza odio.

Pedagogia di guerra nella storia della Gioventù cattolica italiana (1868-1943)

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Studi, ricerche
Dati
pp. 320,      1a edizione  2015   (Codice editore 1792.221)
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Uccidere senza odio. Pedagogia di guerra nella storia della Gioventù cattolica italiana (1868-1943)
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In breve

Questa ricerca ricostruisce il messaggio educativo rivolto dal ramo giovanile dell’Azione cattolica italiana agli iscritti e ai militanti che, tra il 1868 e il 1943, si confrontarono con le guerre contemporanee. Il libro ripercorre lo sviluppo di questo messaggio, le argomentazioni pedagogiche e il discorso pubblico con cui l’associazione andò configurando, nelle diverse congiunture storiche, la sua collocazione all’interno della nazione.

Utili Link

Avvenire E la pedagogia insegnava a uccidere "senza odio" (di M.R.)… Vedi...
Adista Recensione (di Valerio Gigante)… Vedi...
L'Arena I giovani cattolici e la guerra…… Vedi...
Il Tetto La singolare attualità dell'uccidere (di Giovanni Benzoni)… Vedi...
la Repubblica Così al giovane cattolico si insegnava a uccidere (di Umberto Gentiloni)… Vedi...
il Manifesto La pedagogia del maschio cattolico… Vedi...
Italia Contemporanea Recensione (di Agostino Bistarelli)… Vedi...

Presentazione del volume

Giovinezza, virilità, guerra, bella morte. Questo nesso, emerso durante le guerre della rivoluzione francese e consolidato in Europa nelle successive guerre nazional-patriottiche, fu proposto anche ai giovani cattolici italiani negli ultimi decenni di quel secolo e i primi quarant'anni del Novecento.
Il volume ricostruisce il messaggio educativo sulla guerra divulgato, tra il 1868 e il 1943, dalla più importante organizzazione giovanile del movimento cattolico italiano. All'inizio del Novecento, quando la Gioventù cattolica cominciò ad assumere dimensioni di massa - fino ad aggregare nei primi anni Venti oltre 400 mila tra studenti, contadini ed operai - venne delineato un progetto pedagogico volto a plasmare una personalità virile, capace non solo di adattarsi alla guerra, ma di eccellere al massimo nelle virtù militari. Proprio in quanto addestrato al combattimento interiore e al ferreo controllo degli impulsi sessuali, il giovane cattolico avrebbe dimostrato di reggere meglio degli altri la fatica di uccidere e la disponibilità ad essere ucciso. Esempio e guida per i compagni nelle micidiali violenze delle guerre novecentesche.
Il libro ripercorre lo sviluppo di questo paradigma, le argomentazioni pedagogiche e il discorso pubblico con cui l'associazione andò configurando, nelle diverse congiunture storiche, la sua collocazione all'interno della nazione. L'immagine del giovane maschio e puro, soldato esemplare, pronto a buona e santa morte, si proiettò a livello politico nell'idea della guerra come purificazione sociale e occasione per rilanciare la cristianità. Questo cammino portò la Gioventù cattolica nella seconda metà degli anni Trenta a sostenere la militarizzazione della società perseguita dal fascismo e a condividere tratti fondamentali della cultura di guerra che sfociò nella catastrofica partecipazione dell'Italia al secondo conflitto mondiale.

Francesco Piva ha insegnato Storia contemporanea presso l'Università degli studi di Salerno e l'Università degli studi di Roma Tor Vergata. Ha pubblicato saggi di storia sociale e, più di recente, si è interessato della formazione giovanile nell'Italia del secondo dopoguerra analizzando due casi: l'uno riguardante l'Azione cattolica, l'altro il Partito comunista. Le due ricerche sono edite dalla FrancoAngeli: "La Gioventù cattolica in cammino...". Memoria e storia del gruppo dirigente (1946-1954) (2003) e Storia di Leda. Da bracciante a dirigente di partito (2009).

Indice


Introduzione
Abbreviazioni
I "due sacri amori"
(Milizia d'élite; Morale sessuale e virilismo cattolico; Fede e purezza in grigioverde; Arriva la guerra)
La prova del fuoco
(Per i soldati e per i profughi; Patriottismo e fedeltà al Papa; Catechesi di guerra; Soldato cattolico)
L'eredità della guerra
(Memoria della guerra e identità associativa; Memoria della guerra e violenza politica; Tra Partito popolare, fascismo e Pio XI; L'adattamento al nuovo corso; Aggiustamenti della formazione morale)
Un consenso competitivo
(Per un fascismo cattolico; Universalità cristiana e universalità fascista; La militarizzazione della società)
Nella catastrofe
(Per la patria, non per l'impero; L'arruolamento dei ragazzi; La perdita di senso)
Indice dei nomi.