Statuti ordinari e legge regionale.

Contributo allo studio del giusto procedimento legislativo

Collana
Argomenti
Livello
Studi, ricerche. Saggi, scenari, interventi
Dati
pp. 192,      1a edizione  2012   (Codice editore 315.2.8)

Statuti ordinari e legge regionale. Contributo allo studio del giusto procedimento legislativo
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 24,00
Disponibilità: Discreta


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Codice ISBN: 9788820418823

In breve

Disegnare un «giusto procedimento legislativo» è l’obiettivo di questo studio, che intende raccogliere l’essenza delle diverse esperienze statutarie e scandire, con doveroso piglio problematico, i momenti e le fasi che tracciano un iter legis ideale, che sappia, in sostanza, coniugare il dilemma di sempre: democrazia o governabilità?

Presentazione del volume

Giunti, ormai, quasi al termine della prima fase della seconda stagione statutaria, è possibile trarre un primo bilancio del vigoroso slancio politico, sociale e giuridico che ha contrassegnato il nuovo regionalismo italiano partorito dalle riforme costituzionali del 1999 e del 2001. E si è scelta la prospettiva della disciplina statutaria del procedimento legislativo non solo per una personale attitudine ed esperienza scientifica degli Autori, ma anche perché essa appare una importante rappresentazione tanto della volontà quanto della capacità dell'ente politico di interpretare le istanze di rinnovamento della società italiana.
La disciplina del procedimento legislativo regionale, inoltre, si svela uno snodo in cui si declinano, prendendo forma concreta, alcuni concetti fondamentali del costituzionalismo moderno - autonomia delle assemblee legislative, partecipazione democratica, forma di governo, garanzie e controlli di legittimità dell'atto normativo, qualità e conoscibilità della normazione, certezza del diritto -, che si traducono, quando sapientemente calibrati, nella definizione di un "giusto procedimento legislativo".
Disegnare un "giusto procedimento legislativo" è, dunque, l'obiettivo di questo studio, raccogliendo l'essenza delle diverse esperienze statutarie e scandendo, con doveroso piglio problematico, i momenti e le fasi che tracciano un iter legis ideale, che sappia, in sostanza, coniugare il dilemma di sempre: democrazia o governabilità?

Giuseppe D'Elia è professore associato di Istituzioni di diritto pubblico presso l'Università degli Studi dell'Insubria (sede di Como), dove insegna Diritto costituzionale, Stampa e diritto e Fonti del diritto. È autore di numerosi contributi in riviste scientifiche, volumi collettanei e di Magistratura, polizia giudiziaria e Costituzione, Giuffrè, 2002; Teoria e pratica delle fonti del diritto, con A. Renteria Diaz, Carocci, 2008; Diritto costituzionale, con M. D'Amico, FrancoAngeli, 2012.
Lino Panzeri è ricercatore di Istituzioni di diritto pubblico nell'Università degli Studi dell'Insubria (sede di Como), dove insegna Elementi di diritto pubblico. È autore di numerosi contributi in riviste scientifiche, volumi collettanei e di Lo statuto giuridico della lingua italiana in Europa. I casi di Croazia, Slovenia e Svizzera a confronto, con M.P. Viviani Schlein, Giuffrè, 2011.

Indice



Introduzione
Le fonti del procedimento legislativo
Sezione 1 - La Costituzione e lo statuto regionale
(Il nuovo statuto come espressione piena dell'autonomia regionale e la sua collocazione nel sistema delle fonti, tra gerarchia e competenza; L'interpretazione estensiva delle competenze statutarie alle fasi innominate del procedimento legislativo. La disciplina statutaria del procedimento legislativo e il rapporto con le altre fonti regionali: legge ordinaria e regolamento dell'assemblea legislativa)
Sezione 2 - Il regolamento dell'assemblea legislativa regionale
(La natura dei "regolamenti delle assemblee legislative". Il prototipo dei regolamenti parlamentari e la problematica configurazione come norma oggetto e come norma parametro nel giudizio sulle leggi. La "riserva della fonte" e il regolamento parlamentare come "fonte primaria" priva di "forza di legge"; Il rinnovato interesse per il regolamento dell'assemblea legislativa regionale nella nuova architettura costituzionale. L'armonia con la Costituzione e il fondamento statutario. L'inidoneità dei regolamenti assembleari delle Regioni ordinarie a costituire "parametro interposto" nei giudizi sulle leggi regionali)
L'iniziativa legislativa
(L'armonia con la Costituzione e gli ampi margini di intervento del legislatore statutario; L'iniziativa della Giunta e del suo Presidente tra democrazia e governabilità; La previsione di corsie preferenziali per l'iniziativa consiliare e l'attribuzione di adeguati poteri strumentali; Il rafforzamento tecnico volto a imporre al Consiglio regionale l'esame dei progetti di iniziativa popolare; Il rafforzamento politico dell'iniziativa popolare attraverso l'istituto referendario come correttivo alla inefficienza degli organi di democrazia indiretta; L'equiparazione dell'iniziativa degli enti locali a quella popolare. L'iniziativa di altri organismi: il Consiglio delle autonomie locali e il Consiglio regionale dell'economia e del lavoro; Le garanzie procedimentali per la qualità della legislazione: procedimenti speciali per l'adozione di testi unici, clausola di abrogazione espressa e improcebilità del progetto di legge)
L'esame e l'approvazione
(La centralità delle commissioni consiliari come sede di confronto tra le forze politiche e il pluralismo sociale. La pubblicazione e la diffusione del progetto di legge ai fini della consultazione e della partecipazione popolare. Gli strumenti conoscitivi e l'equilibrio tra democrazia partecipativa e democrazia rappresentativa; La democratizzazione della vicenda procedimentale attraverso la previsione statutaria della "istruttoria pubblica". Il relatore come "responsabile del procedimento" in commissione; L'evanescente partecipazione al procedimento legislativo degli organismi rappresentativi di interessi settoriali; I procedimenti legislativi speciali: la commissione in sede redigente e le garanzie delle minoranze; Vecchio e nuovo sull'ammissibilità della procedura in sede deliberante)
Le garanzie endoprocedimentali
(La legittimità statutaria delle leggi regionali dopo la riforma del Titolo V Cost. I princìpi della unità della giurisdizione costituzionale e di unicità e statualità della giurisdizione. L'istituzione di organi indipendenti di garanzia statutaria; La natura amministrativa degli organi di garanzia statutaria. L'efficacia giuridica del parere: parere consultivo, parere sospensivo e parere assoluto (o co-decisione). La motivazione delle leggi. Motivazione endoprocedimentale e motivazione esoprocedimentale. Il seguito del procedimento legislativo; Il necessario "carattere preventivo" dell'attività di controllo (produttiva di effetti giuridici) degli organi di garanzia statutaria. Cultura della legalità statutaria (e costituzionale) e pluralismo dei soggetti legittimati alla richiesta di intervento dell'organo di garanzia. L'individuazione del momento di intervento dell'organo di garanzia: funzione di consulenza e funzione di controllo; Natura, organizzazione e funzioni del Consiglio delle autonomie locali nel procedimento legislativo: differenze rispetto all'organo di garanzia statutaria; Il Consiglio delle autonomie locali nel procedimento legislativo: tempi, modalità ed effetti dell'attività consultiva)
La promulgazione e la pubblicazione
(La promulgazione e il rinvio del Presidente della Repubblica: motivi di legittimità costituzionale, di merito costituzionale e di puro merito; La promulgazione del Presidente della Giunta. La differente posizione istituzionale del Presidente della Giunta rispetto a quella del Presidente della Repubblica. Incidenza del carattere preventivo o successivo del giudizio sulle leggi in via principale; La natura dei vizi accertabili dal Presidente della Giunta in sede di promulgazione della delibera legislativa; La promulgazione parziale successiva all'intervento della Corte costituzionale e il principio dell'unicità dell'atto di promulgazione; Il dies a quo del termine di promulgazione. Rimedi al ritardo e al rifiuto illegittimo di promulgazione; Il rinvio delle delibere legislative ad opera del Presidente della Giunta. Il "rinvio mediato" dall'organo di garanzia statutaria. L'anomalia degli Statuti delle Regioni Veneto e Campania; La promulgazione come fase conclusiva e di perfezione dell'atto legislativo. L'integrazione dell'efficacia: la pubblicazione "necessaria". Divulgazione e comunicazione legislativa)
Bibliografia.