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Pasquale Pagano

Dicotomie tra la gestione dei progetti di ricerca scientifica ed il project management

PROJECT MANAGER (IL)

Fascicolo: 16 / 2013

La ricerca scientifica è un cammino nella direzione della conoscenza che si alimenta grazie alle capacità progettuali di gruppi di ricercatori sempre più internazionali. I ricercatori così sono non più chiusi nei loro laboratori, silenziosi e ricchi di mistero. Essi si sono sempre più trasformati in ricercatori-manager che vivono in un unico virtuale laboratorio mondiale dove la competizione e la collaborazione, l’organizzazione rigida e la flessibilità, lo spirito tumultuoso dell’innovazione e la fermezza dell’esperienza devono trovare una nuova sintesi. In questo scenario, un’analisi delle dicotomie tra la gestione dei progetti di ricerca scientifica ed il project management rappresenta un piccolo passo alla ricerca di tale sintesi.

Pasquale Pantalone

La riforma del governo delle aree metropolitane alla prova dei fatti: un primo bilancio

RIVISTA TRIMESTRALE DI SCIENZA DELL’AMMINISTRAZIONE

Fascicolo: 1 / 2015

Il presente contributo affronta il tema della riforma del governo locale, con specifico riferimento all’istituzione delle città metropolitane avvenuta con l’entrata in vigore della l. 56/2014. In particolare, l’autore, dopo aver ripercorso la travagliata evoluzione normativa che ha accompagnato l’istituzione delle città metropolitane nel nostro ordinamento, illustra la normativa attualmente vigente (ossia, la l. 56/2014), segnalandone alcuni aspetti critici, tra cui i (possibili) profili di incostituzionalità. L’autore si sofferma, inoltre, sulla "precarietà" della riforma medesima alla luce del d.d.l. costituzionale in corso di discussione al Parlamento e concernente, tra le altre cose, la revisione del Titolo V della Parte II della Costituzione. In conclusione, l’autore analizza e confronta gli statuti metropolitani sinora approvati, per poi trarre un primo bilancio sullo stato di attuazione della riforma.

Pasquale Persico, Maria Patrizia Vittoria

Innovazione nei servizi ed innovazione nel manifatturiero: verso una sintesi integrata per definire il ruolo delle reti in R&D

ECONOMIA E DIRITTO DEL TERZIARIO

Fascicolo: 1 / 2015

Le più recenti interpretazioni del modello di creazione del valore dei beni ed individuazione delle strutture di governance che aiutano i processi di integrazione tra innovazione nel manifatturiero e nei servizi pur considerando le possibili implicazioni scaturenti dalla diversa natura delle innovazioni, non si soffermano sul caso in cui l’innovazione scaturisca da azioni (individuali e/o collettive) di tipo cognitivo-relazionale. L’articolo intende colmare questo vuoto argomentando, con l’ausilio di un caso studio, un modello interpretativo basato su ipotesi dinamiche di circolarità del processo innovativo e la criticità del riconoscimento nello stesso processo dell’alternanza tra capabilities- competences. Il caso studio su un impianto pilota di de-manufacturing al centro di un’ipotesi di fabbrica circolare contribuisce ad individuare alcune interessanti implicazioni di policy.

Pasquale Picone

Epistemologia della formazione permanente

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 16 / 2002

Viene considerata l’importanza di una formazione in gruppo svolta secondo la metodica di derivazione psicoanalitica di M. Balint per addestrare il medico a focalizzare e osservare la relazione col paziente. Tale formazione permette di integrare la formazione al rapporto individuale ottenuta attraverso le analisi e le supervisioni previste dal training analitico con la formazione al rapporto gruppale. Vengono descritte la metodica Balint e le sue finalità formative; l’estensione ad altri contesti istituzionali e ad altri operatori socio-sanitari (infermieri, assistenti sociali, operatori d’assistenza) ed educatori (insegnanti, educatori, genitori). Viene illustrato come partecipare a questi gruppi di colleghi sia valido strumento di confronto per ampliare il campo di lavoro; come nel post-ordinariato ciò possa aiutare ad assumere pienamente l’identità di analista di un’associazione.

The implementation of the Security Council resolutions against terrorism and the judicial protection of fundamental rights in the EC legal system: the ECJ judgment in the Kadi and Al Barakaat cases - UN Security Council antiterrorism measures pose the classic problem to reconcile two different values: security and human rights protection. Furthermore, the implementation of Security Council resolutions gives rise to a multilevel phenomenon, which involves three legal systems (UN - EC - Member State) with different degrees of human rights protection. Particularly, while EC legal order provides for a judicial protection of fundamental rights, in the UN legal system there is no similar kind of protection. So, as far as the EC is concerned, there is the need to ensure its ordinary level and instruments of human rights protection and, at the same time, to enable the Member States to comply with their obligations deriving from UN legal system. Legal solutions to the problem to reconcile the abovementioned values and needs were pointed out, at first, by the Court of First Instance. It stated that EC is bound to abide by UN Security Council resolutions and, consequently, community courts cannot review the legality of the EC regulations implementing Security Council resolutions. They only can value, albeit indirectly, the lawfulness of these resolutions with regard to international peremptory norms. This approach clearly favours the international security and the observance of UN legal system obligations. The ECJ has reversed the abovementioned approach. It has stated that EC regulations implementing UN Security Council resolutions, as all the other community acts, are subjected to the EC principles concerning human rights and to the jurisdiction of community courts. Moreover, striking a dualistic attitude, it has stated that even if it declares the EC regulation implementing a Security Council resolution to be void, that does not compromise the validity and primacy of this resolution. This approach seems to favour human rights protection rather than the value of international security and the need for the Member States to comply with their obligations deriving from UN legal system. Nevertheless, some statements and, above all, some concrete solutions show that the Court does not neglect this value and this need.

Pasquale Porro

Contingenza e impedibilità delle cause. Presupposti e implicazioni di un dibattito scolastico

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 1 / 2013

According to Avicenna, while the action of causes is always necessary, the production of effects may be considered in different ways. With respect to its cause, each effect is necessary, but may be contingent due to the interference of prohibitive impediments. In itself, and in an absolute sense, each effect is contingent. This article deals with the transformations of this model in the Latin Scholastic debate from the end of the 13th to the early decades of the 14th century, taking into consideration Thomas Aquinas, Siger of Brabant, John Duns Scotus and Francis of Marchia. The first defends a kind of ‘providential’ determinism, admitting only a relative, or secundum quid, contingency of sublunary effects with respect to the First Cause. The second, in explicit opposition to Aquinas, upholds the absolute contingency of the world in Avicenna’s sense. Interestingly enough, Siger’s position seems to be implicated in the condemnation of March 1277, not for being too deterministic but for rejecting an absolute ‘providential’ determinism. The last two both refuse to ground true contingency in impedible causes, appealing instead to freedom of will.

Pasquale Profiti

Guardare dentro la corporazione: un dovere dei magistrati

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 1 / 2012

Non tutto, ovviamente, funziona nella magistratura. Per essere fedeli alla Costituzione - e per poterla richiamare in modo credibile - occorre, dunque, che i magistrati sappiano guardare al proprio interno, per vedere e denunciare collusioni, inadeguatezze, corporativismi.

Pasquale Profiti

Obiettivo: L'attività di consulenza di magistrati italiani nei Balcani

QUESTIONE GIUSTIZIA

Fascicolo: 3 / 2009

Obiettivo: L'attività di consulenza di magistrati italiani nei Balcani - Il Consiglio d’Europa si è avvalso e si avvale dell’esperienza di magistrati italiani nella costruzione e sviluppo delle funzioni giudiziarie degli Stati aderenti che attraversano la fase di sviluppo e consolidamento democratico. È quanto avvenuto per le scuole della magistratura in Albania e Bosnia, per la definizione dell’assetto del potere giudiziario in Moldavia e Georgia, per l’elaborazione e/o applicazione dei nuovi codici di procedura penale dell’Albania, del Kosovo e della Macedonia.

Pasquale Recchia, Ernesto Toma

La valutazione degli istituti scolastici: problemi di stima e alcune evidenze empiriche sui risultati dei test INVALSI

RIV Rassegna Italiana di Valutazione

Fascicolo: 61 / 2015

The standardized learning tests, proposed in recent years in Italy by INVALSI, represent valuable tools for evaluating the educational system and provide policy guidance to policy makers. This work aims to describe an adequate assessment methodology of schools in terms of effectiveness measured as added value, providing some results concerning the regional differences in Italy, and highlights some problems related to these assessments. To do this we appropriately used multilevel regression models. The empirical results highlight the backwardness of the southern regions than in northern parts of the country, only in small part due to a different economic and social composition, but they show the presence of some southern classes getting surprisingly positive results.

La presenza di migranti forzati nella regione Puglia è un fenomeno che dal secondo conflitto mondiale si è esteso sino ad oggi con modalità e dinamiche in parte simili, in parte mutate dalle politiche nazionali ed europee. Per comprendere la presenza e l’accoglienza posta in essere dalle istituzioni italiane in Puglia in favore dei richiedenti asilo è opportuno analizzare le modalità di accoglienza sul piano nazionale nel periodo compreso tra la fine del secondo conflitto mondiale ed oggi. I centri di accoglienza per richiedenti asilo (CARA) odierni sono il frutto di poltiche nazionali decennali legate all'emergenza. Per comprendere la funzione dei CARA si guarderà al centro di Borgo Mezzanone in provincia di Foggia. I CARA. sono concepiti come strutture di sosta temporanea per i richiedenti asilo e al loro interno gli asilanti permangono molto spesso sino all'enventuale riconoscimento di una protezione internazionale. Conseguenzialmente i centri di accoglienza si traformano da luoghi di emergenza per soste temporanee, in "abitazioni" inadatte a tutti i suoi ospiti e particolarmente alle categorie vulnerabili: minori, anziani, disabili. Con l'eventuale riconoscimento della protezione internazionale solo il Servizio di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR), dal 2002, offre un modello di accoglienza agganciato a standard europei. Per i restanti migranti forzati non accolti dallo SPRAR si verifica un difficile percorso di integrazione viziato da un "oblio" istituzionale.