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Roberto Antonietti, Francesca Gambarotto

I luoghi fertili per l’innovazione. uno studio sulla localizzazione delle start-up innovative in Italia

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2018

Lo start-up d’impresa è uno strumento fondamentale per trasformare la conoscenza in nuovi prodotti/servizi innovativi. In Italia da pochi anni si è intervenuti a sostegno della nascita di nuove imprese innovative ma poca rilevanza viene data alle caratteristiche ambientali che favoriscono questo processo creativo. In questo lavoro, utilizzando il registro delle start-up innovative di Unioncamere e i sistemi locali del lavoro di Istat, analizziamo la distribuzione territoriale delle start-up per capire quali sono i fattori che ne influenzano maggiormente la nascita e la localizzazione. Dall’analisi emerge che i centri urbani di dimensioni mediograndi grazie alla varietà della loro economia, alla presenza di attori cruciali come i centri universitari e gli incubatori e alla performance economica aperta verso mercati internazionali caratterizzano gli habitat più fertili per sostenere la nascita di start-up innovative.

Roberto Antonietti, Gildo Soggia

La formula dell’export per le province italiane: classe creativa + specializzazione manifatturiera

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2015

Questo lavoro si prefigge di fornire un’analisi quantitativa sui fattori che stimolano l’export delle province italiane. Tra questi, particolare enfasi viene posta sulla classe creativa locale, così come concepita da Richard Florida. Utilizzando diverse fonti di dati, le stime mostrano che la classe creativa non esercita un impatto diretto sull’intensità delle esportazioni di una provincia. Tale effetto, invece, si materializza quando la dotazione di lavoratori creativi è interagita con la capacità innovativa della provincia e, ancor più, con il relativo grado di specializzazione manifatturiera. Occupazione creativa e industriale, dunque, risultano essere input complementari nell’equazione di export.

Roberto Aprile, Laura Bini

The role of institutions in the process of global convergence to IFRS

FINANCIAL REPORTING

Fascicolo: 2 / 2018

This paper uses some major contributions from accounting institutional theory to discuss the process of convergence toward IFRS. Our analysis identifies the most influential institutions and the complex networks of relationships among institutions, offering a valuable contribution to a better understanding of the current state of diffusion of IFRS around the world and the current progress of the convergence process. We identify the different roles of some main institutions, grouping them into three categories and highlighting their main interactions in different contexts. We place global and international institutions such as IOSCO, EU and other international agencies such as the World Bank into the first category, since they have fostered the initial phase of the convergence process. Secondly, we find that the presence of institutions such as local government and standard setters, which play an intermediary role, mediates between the need to guarantee the implementation of the standards and the need to preserve pre-existing equilibria. Finally, we discuss the role played by the end-users of the standards. Our analysis shows that these institutions are the most critical forces. In fact, in the absence of a structured, led program that orients these forces toward IFRS, the convergence process could result in the proliferation of local systems of standards, increasing the risk that harmonisation is achieved only in name.

Roberto Aprile, Mario Nicoliello

Gli albori dell’Economia Aziendale nel dibattito sulla Rivista Italiana di Ragioneria

CONTABILITÀ E CULTURA AZIENDALE

Fascicolo: 1 / 2015

Il lavoro ripercorre i contributi pubblicati nel biennio 1939-1940 sulla Rivista Italiana di Ragioneria, al fine di evidenziare punti di contatto ed elementi di rottura tra le posizioni espresse. Il confronto tra gli Studiosi prese le mosse dall’articolo di Francesco Della Penna “La parola è agli economisti” e vide come protagonisti Della Penna, Ceccherelli, Masi, D’Alvise, Mariani e Zorli. Nel dibattito gli Autori affermarono la superiorità scientifica della Ragioneria sull’Economia Aziendale, e l’impossibilità di sviluppare l’Economia Aziendale come scienza unica e unitaria. Nel desiderio di "combattere" le diverse impostazioni alcuni Autori diedero vita a scontri personalistici trascendendo l’oggetto stesso della discussione. Nel dibattito furono prevalentemente evidenziati i pregi della Ragioneria e i limiti dell’Economia Aziendale, ma nessun Autore, argomentò come superare questi ultimi. Emerge quindi come il confronto non abbia prodotto una posizione comune tale da far crescere l’Economia Aziendale, bensì siano rimasti aperti e privi di soluzione i problemi evidenziati, anche per la mancanza di contributi di studiosi strettamente appartenenti alla scuola zappiana.

Roberto Ballini

La chimica verde

PRISMA Economia - Società - Lavoro

Fascicolo: 2 / 2011

The late 20th and early 21st centuries have seen a phenomenal growth of the global economy and a continuous improvement of the standard of living in industrialized countries. Sustainable development has consequently become an ideal goal and, in the early 1990s, the concept of Green Chemistry was launched in the USA as a new paradigm.

Il saggio analizza i mesi cruciali del 1848 dal punto di vista di Marco Minghetti. Partendo dalla ricca documentazione epistolare disponibile, si mette in evidenza il perimetro che definisce l’azione del giovane politico bolognese: la questione nazionale, le istituzioni costituzionali dello stato pontificio, infine la sicurezza, l’ordine pubblico. Minghetti reagisce alle sfide che alterano la linearità del quadro riformatore, e che producono accelerazioni, polarizzazioni, radicalizzazioni, aggiornando di volta in volta la posizione dei liberali moderati. Ciò non avviene sempre con successo: in certi casi, la sincronizzazione sembra compiuta (come nel passaggio dalla Consulta alla Costituzione), in altri (vedi la fine del 1848 e la crisi dello Stato pontificio, con fuga di Pio IX) i liberali non riescono a produrre una narrazione efficace in grado di contenere il democratismo dei circoli popolari, e restano prigionieri dello schematismo ideologico della loro cultura juste milieu.

Roberto Bartoli

Tipologia e misura delle pene nella giurisprudenza costituzionale

DIRITTO COSTITUZIONALE

Fascicolo: 2 / 2025

L’Autore ricostruisce gli orientamenti della giurisprudenza costituzionale in tema di tipologia e misura della pena. Riguardo alla tipologia, particolare attenzione viene dedicata alle sentenze sull’ergastolo, sulle alternative al carcere, sulla pena pecuniaria e sulle pene accessorie. Con riferimento alla misura, oltre agli orientamenti relativi al quantum e al principio di proporzionalità, si esaminano quelli concernenti gli automatismi applicativi che contrastano con l’individualizzazione della pena. L’ultima parte del lavoro è dedicata a considerazioni di fondo e, in particolare, all’evoluzione dei principi in tema di pena e alle problematiche nei rapporti tra i poteri.