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L’articolo presenta i risultati di una ricerca sull’esperienza del diritto da parte dei giovani durante la pandemia. Partendo dal concetto di "legal consciousness", la ricerca ha analizzato l’implementazione delle norme nei contesti di vita dei giovani, nei termini di accettazione, interpretazione, negoziazione e rifiuto di esse, o di alcuni loro aspetti. Le diverse forme di coscienza giuridica emergenti dalle narrazioni evidenziano come i giovani abbiano interpretato l’imperativo del "fare la cosa giusta" per la sicurezza di se stessi e degli altri. Nelle loro ar-gomentazioni s’intrecciano le dimensioni della legittimità e dell’adesione alle norme giuridiche ma anche dell’utilità, del rischio, dell’equità e della capacità dei legislatori di dare voce e di mediare tra le diverse esigenze dei molteplici gruppi sociali. I risultati mostrano la capacità di agency e di ragionamento mo-rale dei giovani di fronte all’esigenza di bilanciare bisogni, interessi e ordini di responsabilità differenti e mettono in discussione l’immagine stereotipata del giovane irresponsabile e trasgressivo presentata dai media e diffusa nel senso comune.
L’articolo prende in considerazione la riorganizzazione familiare in seguito alla separazione, guardando in particolare alla ridefinizione dei modelli e delle pratiche di genitorialità. Partendo dai risultati delle ricerche internazionali e soffermandosi, ove possibile, sui dati relativi al contesto italiano, cerca di mostrare come gli attori sociali impegnati in questo processo si confrontino in maniera più diretta ed evidente con le nuove possibilità e con i vincoli persistenti nello scenario sociale contemporaneo, interagendo anche con le costruzioni sociogiuridiche della genitorialità che producono definizioni normative orientate alla condivisione delle responsabilità e alla collaborazione tra i genitori nelle situazioni di rottura del legame di coppia.
Questo articolo cerca di esplorare le conseguenze della diffusione dei metodi alternativi di soluzione dei conflitti sul trattamento giuridico del conflitto familiare in caso di separazione o divorzio. In particolare, l’analisi si riferisce al caso dei mediatori familiari e ai modi in cui, attraverso il processo di istituzionalizzazione della loro professione, contribuiscono a ridefinire il conflitto coniugale e le modalità del suo trattamento. Attraverso dati di ricerca, vengono illustrati il processo di professionalizzazione dei mediatori familiari italiani e gli aspetti cognitivi e normativi del loro discorso professionale. Il contributo principale della mediazione familiare alla ridefinizione del conflitto coniugale consiste nell’attribuire rilevanza alle relazioni tra i membri della famiglia ed in primo luogo ai legami di dipendenza e alle responsabilità che caratterizzano i rapporti tra genitori e figli. Il mandato professionale dei mediatori familiari è infatti quello di promuovere l’accordo tra le parti e, in ultima istanza, un progetto di genitorialità condivisa. Ciò consente, da un lato, di prestare attenzione agli aspetti quotidiani delle relazioni tra genitori e figli ai fini della definizione degli accordi e contribuisce a definire un soggetto giuridico calato in un contesto di relazioni concrete, dall’altro, però, l’accordo viene giustificato sulla negazione della possibilità di interessi contrapposti tra i componenti della famiglia. La famiglia viene presentata come una comunità idealizzata e non vengono articolati i rapporti di potere e le disuguaglianze fondate sul genere e sull’età, lasciando così spazio ad una possibile “ritradizionalizzazione” dei rapporti all’interno della famiglia.
This paper aims to illustrate and discuss the importance of packaging attributes in the wine market. A survey was conducted in the north of Italy to assess how different attributes affect the probability of choosing a bottle of Prosecco wine. Two hundred face-to-face interviews based on a structured questionnaire were administered in Milan and Padua supermarkets to elicit preferences. Each respondentranked three new bottles of Prosecco wine and expressed the importance of different packaging characteristics in its choice.Product attributes include Label’s form, Label’s colours, the Label in its entirety, the Writing “Prosecco”, the Band on the bottle’s neck and the Bottle’s shape. The interviews allowed us to recognise the bottle customers found the most attractive, and rank-ordered logistic regression was able to disentangle whichpackaging characteristic led to their decision.
Salute, sostenibilità e indicatori per il monitoraggio della strategia europea per lo sviluppo sostenibile - Making the concept of sustainable development (sd) operational for public policies raises various challenges, mainly linked to definition aspects, methodological and measurement problems. The multi-domain framework, chosen at eu level, gives high priority to health in the eu strategy on sd and raises the need of indicators in order to monitor its achieved progresses. A short description of the political basis of sd in eu, an insight into possible definitions of sustainability with reference to health and into health indicators monitoring the strategy are given in this paper. An analysis of Disability Free Life Expectancy is then carried out, with reference to its methodological definition and ethical basis, as well as informative contents and possible interpretation of indicator changes.
Questo saggio intende discutere le prospettive di innovazione relative alla didattica accademica nell’ambito delle scienze umane, approfondendo le modalità di formazione interculturale dei futuri insegnanti. Concentrandosi sull’aula universitaria come territorio plurale e proponendo la pratica filosofica di comunità di matrice lipmaniana come metodo attraverso cui gli studenti possono acquisire un habitus interculturale e co-costruire conoscenze disciplinari, si enfatizza la necessità di una trasformazione dei processi formativi tramite approcci che favoriscano la partecipazione attiva degli studenti e, al contempo, sollecitino un riposizionamento dei docenti per promuovere un contesto dialogico e plurale.
In the modern information society, communication is more and more spread by new technologies and global webs that offer new forms of cultural participation, increasing possibilities of interaction among the subjects. Increasing rates of people are crowding the virtual arena of the cyberspace and, among these people, someone chooses spaces and paths typical of the leisure time, integrating or substituting by them the available range of opportunities: in Italy the loisir cybernauts are the 12,5% of the population aged from 14 years (ISTAT 2000). The main objective of this essay is to explore the relationship reinforcing or substitutive - between cyber-activities and other media and extramedia activities of the leisure time, in order to get a complex map of the loisir lived by users of the cyberspace and their social-demographic features. By avoiding any a priori classification and adopting an empirical-multidimensional approach, in this reference population the research has pointed out some segmentations that can be related to different existential instances and not univocal outlines of cultural behaviours and use of the leasure time. The strategy of empirical analysis has lead to the individuation of four different types of loisir cybernauts - the Indoors, the Outdoors, the Playful-interactives, the Instrumental-refined who are different in generational terms, for a different mix of their media and extramedia activities, and for a different competence in using Internet and the new media. While the rates of non-experts overtake those of experts among adults confirming the pyramid-shaped model that usually represents wider stages of population in correspondence of a more deprived cultural mix among young people this ratio is turned upside down: in young people the multimediality is actually characterizing a higher number of subjects who are able to integrate traditional and innovative media. Beyond the noticed differences, the recurrent element, rising from the analysis of the individuated types, is the complementarity of the loisir cyber-activities towards other activities and of their function that reinforces in some way the different life styles and the levels of cultural and recreational fruition.
La violenza di coppia è ancora oggi molto diffusa: non esiste gruppo sociale, economico o etnico che ne sia esente. Lo studio di decine di casi, effettuato mediante l’analisi dei fascicoli processuali e carcerari e prolungati colloqui con soggetti condannati per questo tipo di reati, ci ha permesso di individuare le criminogenesi e le criminodinamiche alla base della violenza, anche letale, contro le partner. Fra le prime, una "patologia" culturale di discriminazione di genere e le patologie dell’attaccamento; fra le seconde, quelle tecniche di neutralizzazione o di disimpegno morale quali la negazione della propria responsabilità, la minimizzazione del danno provocato, l’attribuzione di colpa alla vittima, etc. Sulla base di tali criminogenesi e criminodinamiche è stato varato un progetto di trattamento per i partner abusanti, il S.A.Vi.D (Stop Alla violenza Domestica), di cui si riferisce la metodologia, che, in chiave di prevenzione terziaria, ha lo scopo di intervenire per evitare che i partner abusanti ripetano il loro comportamento.
L’Ospedale Psichiatrico Giudiziario (OPG) di Castiglione delle Stiviere ospita le donne di tutto il territorio italiano che hanno commesso un reato e che sono state assolte per infermità mentale. Su ottanta donne presenti attualmente in OPG, dieci hanno commesso il reato di omicidio ai danni del proprio figlio. L’età media delle infanticide, al momento del fatto, è di 35 anni. La provenienza geografica prevalente è dell’area centro-nord; la diagnosi più rappresentata è la depressione psicotica. Le strategie terapeutiche e riabilitative, adottate in OPG, sono rivolte, in primis, alla riduzione, idealmente alla scomparsa, della pericolosità sociale, che si consegue con un miglioramento clinico che porti a sufficiente "consapevolezza" del reato e della malattia e ad un controllo dell’aggressività: l’esito desiderato di tali strategie è un buon reinserimento sociale. Nei casi di figlicidio appare di rilevante importanza il percorso psicoterapeutico che prevede una sorta di "elaborazione" del reato e di "rinascita interiore" per poter far fronte alle complessità del futuro. In questi casi spesso sono i genitori o, comunque, i familiari a farsi carico di queste donne, mentre il marito tende ad abbandonare la donna. Le donne che commettono il reato di infanticidio, spesso in una fase di scompenso psicotico, presentano perlopiù un buon compenso psicopatologico non molto tempo dopo il reato. Il percorso di elaborazione appare in ogni caso molto difficoltoso e il rischio maggiore in degenza è quello di agiti autodiretti. Per effettuare una "dimissione sicura" dobbiamo tenere conto della paziente, delle famiglie interessate e, se presente, di una possibile altra vittima: al riguardo segnaliamo che la pericolosità sociale, qualora la donna abbia altri figli, appare non particolarmente persistente, specie se intesa restrittivamente, ovvero come la probabilità di reiterare quel reato; infatti, nel caso della maggior parte delle infanticide il fatto di avere altri bambini non costituisce un rischio, bensì un fattore favorente per una buona ripresa sociale e per una ricostruzione interiore. Delle dieci infanticide ricoverate, tre sono prossime alle dimissioni.