La ricerca ha estratto dal catalogo 104762 titoli
L’autore, partendo da un caso clinico, si interroga sugli effetti psichici degli sconvolgimenti sociali, culturali e psichici dei giorni odierni aggravati dalla recente pandemia virale. Viene messo in evidenza l’andamento della psicoterapia prima e dopo l’insorgere della diffusione del contagio a cui hanno fatto seguito le limitazioni legate al confinamento e poi la campagna vaccinale incoraggiata dall’istituzione della carta verde. Anche il terapeuta è coinvolto in dinamiche patogene in cui la realtà entra prepotentemente nel processo terapeutico rischiando di alterare le regole del setting. Il paziente regredisce alla posizione schizoparanoide e sviluppa una sintomatologia delirante di tipo persecutorio facendo un uso massiccio di meccanismi difensivi come la scissione, il diniego, la proiezione e l’identificazione proiettiva. L’autore infine approfondisce il tema della paranoia, patologia che rischia di sfuggire ai sistemi diagnostici, che, spesso presente nella popolazione generale, si svela in momenti particolarmente traumatici.
La stagione storiografica sugli studi mediterranei inaugurata nel 2000 con la pubblicazione di The Corrupting Sea di Peregrine Horden e Nicholas Purcell ha aperto nuove prospettive che criticano l’idea di unità dello spazio mediterraneo proposta da Braudel. Nuove ricerche applicano queste prospettive anche al Mediterraneo d’età contemporanea in relazione alla formazione dei nazionalismi e degli imperialismi. Questa rassegna descrive i recenti volumi di Claudio Fogu, The Fishing Net and the Spider Web: Mediterranean Imaginaries and the Making of Italians, e di Valerie McGuire, Italy’s Sea. Empire and Nation in the Mediterranean, 1895-1945, inquadrandoli storiograficamente all’interno degli studi post-braudeliani. Entrambi i saggi, pubblicati nel 2020, sottolineano l’importanza della questione mediterranea nell’immaginario nazionale italiano.
Il 16 aprile 2002 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 61 dell’11 aprile 2002 recante la disciplina degli illeciti penali e amministrativi riguardanti le società commerciali, emanato in attuazione dell’art. 11 della legge delega 3 ottobre 2001, n. 366 (che riformula per intero il titolo XI del libro V del codice civile). Per comprenderne le ragioni occorre interrogarsi sull’oggetto della tutela penale perseguita con le norme preesistenti e sulle esigenze sottostanti al cambiamento. In altri termini occorre rispondere alle seguenti domande: dal 1942 ad oggi le società commerciali sono divenute meno importanti? si è ritenuto nefasto il controllo sulle stesse? il libero mercato richiede assenza di regole? la trasparenza delle società commerciali non è più un valore?
Paolo Ravazzoli fu uno dei dirigenti nazionali del Partito comunista d’Italia negli anni Venti. Espulso nel 1930 per la sua opposizione ai metodi di attuazione della "svolta" attuati dalla direzione del partito, fu (insieme ad Alfonso Leonetti, Pietro Tresso, Mario Bavassano e Gaetana Teresa Recchia) uno dei fondatori e dirigenti della Nuova opposizione italiana, sezione dell’Opposizione di sinistra internazionale guidata da Lev Trockij. La sua militanza all’interno del movimento trockista, però, terminò nel 1934 a seguito di dissensi sorti in merito alla linea seguita dal movimento trockista italiano e internazionale. Contemporaneamente ebbe inizio il suo avvicinamento al movimento Giustizia e libertà e soprattutto al Partito socialista italiano-sezione dell’Internazionale operaia e socialista, al quale aderì nel 1935. Da quel momento fu un assiduo collaboratore della testata del partito, Il Nuovo Avanti, fino alla sua morte, avvenuta a seguito di un incidente sul lavoro nel 1940. Questo articolo descrive i suoi rapporti con il socialismo italiano alla luce di documentazione d’archivio e dei contributi da lui pubblicati sulla stampa trockista e socialista italiana.
Questo articolo descrive le relazioni intercorse tra Alfonso Leonetti e il Pci dalla riammissione al partito (1962) alla sua morte (1984). Il nuovo tesseramento al partito da cui era stato espulso nel 1930 avvenne due anni dopo il suo ritorno in Italia, nel contesto della destalinizzazione, e fu il primo passo verso l’inizio di un intenso dialogo con i principali dirigenti del partito, un dialogo che fu collegato all’attività storiografica di Leonetti (incentrata sul movimento operaio italiano e sul suo ruolo nel partito negli anni Venti) e che riguardò anche temi più ampi quali lo stalinismo e la "svolta" del 1929-1930. Mentre il primo paragrafo di questo articolo fornisce una sintetica ricostruzione dell’attività politica di Leonetti negli anni Venti e Trenta, il secondo analizza il processo di riammissione, mentre il terzo si occupa della collaborazione intercorsa tra Leonetti e Palmiro Togliatti, anch’egli a quel tempo impegnato negli studi sulla figura di Antonio Gramsci e sul movimento operaio. Il quarto paragrafo, invece, si concentra sul dialogo tra Leonetti e alcuni dei principali dirigenti del Pci negli anni Sessanta-Ottanta quali Pietro Secchia, Giancarlo Pajetta, Giorgio Amendola, Enrico Berlinguer e Alessandro Natta.
La favela di Rocinha a Rio de Janeiro è paradigmatica delle contraddizioni socio-economiche e ambientali della mega-city brasiliana, ma anche un caso studio significativo per programmi di slum-upgrading. Il progetto PolimiparaRocinha, sviluppato nell’ambito di ‘Polisocial’ (il programma di responsabilità sociale del Politecnico di Milano), integra progettazione urbana, competenze ambientali, efficienza energetica e strategie di trattamento delle acque e di gestione dei rifiuti in un approccio sistemico. La ricerca intende dimostrare che il miglioramento delle prestazioni ambientali, correlato ad un approccio bottom-up, è in grado di incrementare la qualità della vita degli abitanti.
Le immagini erotiche costituiscono uno stimolo particolarmente efficace nel suscitare interesse. Fanno parte di una categoria più vasta di espedienti per attirare l’attenzione su qualcuno o qualcosa, e si prestano ad un uso strumentale nella pubblicità e nella promozione. Nella specie umana il sesso diventa, per motivi evoluzionistici che sono brevemente indagati, un modulo funzionale di processi più complessi. Ciò spiega come diventi componente inestricabile di altri piani esistenziali e rende ragione, al netto di variabili culturali, di una differenza di genere nella fruizione del materiale pornografico. Tale complessità è osservabile nei film, dove il contenuto erotico può assumere un rilievo e una posizione diversa in relazione allo sfondo complessivo: per chiarire queste dinamiche sono prese in esame alcune pellicole accomunate da una fantasia cosiddetta slap and kiss, che afferisce alla categoria sado-maso. Il carattere della pornografia attuale è condizionato dai mezzi di produzione e di diffusione, da una parte, e dai tentativi di annullamento relativistico dei canoni, ad opera di movimenti ideologici, dall’altra. Ciò limita e appiattisce l’offerta pornografica che, nei decenni passati, sia nel cinema che nel fumetto, nonostante una limitata ambizione, aveva dato vita a prodotti più interessanti ed espressivamente liberi.
La notte è passata dall’essere una dimensione "residuale" della giornata ad un importante segmento della socialità e dell’economia di molte città, diventando anche una "fucina" di nuove pratiche di consumo e di fruizione degli spazi urbani. Non mancano però contrasti e conflitti: tra le varie popolazioni che fruiscono degli stessi spazi, ma anche tra la diffusione di alcune pratiche e le politiche dell’ammi¬nistrazione locale che tentano di regolarle. Questo articolo si propone di approfondire gli usi dello spazio pubblico da parte degli studenti a Bologna e Montpellier, evidenziando le pratiche sociali e di consumo messe in atto durante la notte.
L’Autore evidenzia l’attualità degli studi di comunità nella città contemporanea, con particolare attenzione al ruolo della Scuola di Chicago. Distinguendo tra accezione socio-culturale e socio-spaziale di comunità, riconduce quest’ultima all’approccio chicaghese ed evidenzia alcuni studi di Robert Sampson e Mario Small che la riprendono. Considera infine alcuni studi di comunità italiani fortemente ispirati a quelli chicaghesi, condotti dal Ce.P.Ci.T. dell’Università di Bologna.
Il contributo introduce la parte monografica della rivista, evidenziando l’ascesa del turismo urbano negli ultimi decenni e la costante compresenza di opportunità e rischi nelle sue numerose forme. Se infatti consente la riqualificazione e la crescita di tante città, implica anche molti problemi ambientali e sociali. Una possibile uscita da quest’impasse sembra essere la maggiore attenzione all’ambiente e al territorio, così da salvaguardare l’appeal della città attenuando l’impatto negativo del turismo stesso.
Il contributo si concentra sulla diffusione dell’approccio ecologico tra i sociologi urbani statunitensi, partendo dall’impressione che questi dedichino poca attenzione agli interessi e alle tecniche tipiche della Scuola di Chicago. Nella prima parte vengono ricordati alcuni autori che, negli ultimi vent’anni, hanno comunque utilizzato queste tecniche nei loro studi: Elijah Anderson a Philadelphia, Ruth Horowtiz a Miami e New York, Mitchell Duneier a New York e Chicago. Successivamente, l’attenzione si concentra sul Department of Sociology di Chicago, dove studiosi come Terry Clark o Andrew Abbott si sono dedicati molto alla storia dell’approccio ecologico. Tra i sociologi urbani, poi, Mario Small e Omar McRoberts hanno ripreso l’approccio anche nella ricerca empirica. Dallo studio emerge quindi una "sopravvivenza" della Scuola di Chicago e dei suoi metodi, ma è una sopravvivenza che pare limitata solo ad alcuni autori e alcune università.
In this article we consider the judicial dossiers about migrant families. This introductive analysis about this phenomenon is focused on the following topics: the provenance area, the reason that determined the opening of a dossier, the most represented foreign communities, and the relation with this presence and the number of residents in Emilia-Romagna.