RISULTATI RICERCA

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Emanuele Curzel, Matteo Fadini , Mirko Pettinacci

Introduzione

CHEIRON

Fascicolo: 1 / 2023

Emanuele Curzel

L’amicizia tra Hubert Jedin e Iginio Rogger

CHEIRON

Fascicolo: 1 / 2023

Iginio Rogger (1919-2014) conobbe Hubert Jedin nel corso degli studi che condusse a Roma negli anni Quaranta. Tra i due si instaurò una feconda collaborazione scien- tifica e organizzativa; nacque un’amicizia caratterizzata da forte stima reciproca. Il carteggio conservato nell’archivio di Rogger permette di conoscere le tappe di questo rapporto.

La disamina di alcuni momenti chiave nei rapporti tra scienze naturali e storia della filo-sofia sembra suggerire che, nel corso del primo Novecento, le scienze della vita non abbiano compiuto quella "rivoluzione" interpretativa che ha invece investito la Fisica generando le originali suggestioni di Bohr e Heisenberg in merito all’oggettività dei fenomeni e alla loro possibile determinazione. In tempi più recenti la riflessione sul tempo e sulla natura multiversa dei sistemi biologici ha aperto tuttavia nuovi scenari; proprio dalla riconsiderazione teoretica e filosofica di queste variabili, la biologia contemporanea sembra tracciare importanti distinguo rispetto al pensiero determinista da cui spesso è stata influenzata.

Emanuele Carrozza

I quadri ORL più frequenti nelle gravi disabilità

CHILD DEVELOPMENT & DISABILITIES - SAGGI

Fascicolo: 3 / 2010

Le patologie ORL di più frequente riscontro nel disabile sono il tappo di cerume e le otiti a livello dell’orecchio esterno, mentre l’orecchio interno è per lo più affetto da otiti catarrali. A carico del naso si riscontrano riniti e rino-sinusiti acute e croniche, così come stenosi delle vie aeree da deviazioni settali o poliposi nasali. A livello oro-faringeo sono comuni processi flogistici tonsillari o disturbi della deglutizione, per lo più di natura neurogena. In tutti questi quadri clinici la difficoltà principale è per lo più rappresentata dalla mancata collaborazione dei pazienti, sia durante la fase diagnostica clinica e strumentale che durante la fase terapeutica (assunzione di farmaci e medicazioni locali).

Emanuele Caroppo, Patrizia Brogna

The trauma faces: an explorative study on asylum seekers

INTERNATIONAL JOURNAL OF MULTIDISCIPLINARY TRAUMA STUDIES

Fascicolo: 1 / 2016

This study aims at better understanding the traumatic experience in the asylum seekers that was transferred in Italy in application of Dublin II and III Regulation. In particular we analyzed the asylum seekers that was transferred, at the moment of the identification of the European State Members (EU SM) competence of the asylum procedure, like vulnerable target. This is a common category established by the Art. 8 of the Legislative Decree 140/2005 foresees in Italy and its including: minors, disabled people, elderly people, pregnant women, single parents with children and persons who have been subjected to torture, rape or other serious forms of psychological, physical or sexual violence. We shall highlight the particular way in which people with this legal situation perceive their trauma life events and specifically how they are exposed to the greatest risk of PTSD and suicide. To this end we shall analyze the prevalence and incidence of mental health diseases in the asylum seekers and how the bias prevalence about the Dublin Regulation increased the risk of the chronic vulnerability conditions especially the increase of psychological reactive syndromes, addiction and deliberate self-harm behaviours and suicide attempt. Our hypothesis is that the absence of a common program treatment, the dissemination of health information amongst Member States can have a negative impact on the global health of this target people.

According to M.A.K. Halliday the language can be usefully considered a particular form of behaviour, which is identified in "meaning", in "making choices of meaning". Thus the language is not an "abstract" and "unconditioned" knowledge, but a real behaviour, socially and contextually conditioned above all by the social functions that it must accomplish in the various social contexts. Nevertheless the author doesn’t consider conditioning and determinations in a mechanistic vision. The speaker chooses what he/she wants to say or communicate but he/she should carefully choose the favourite option of meaning in that particular social context: the social context “advises” of what can be said, what is better to say. Besides the social context often determines the number of usable options of meaning and the features of those options, beyond the speaker’s awareness. They are universes of meaning that Halliday calls "semantic potential". This theoretical basis allowed B. Bernstein and his team to specifically and empirically investigate a "classical" theory of anthropology and sociology, before him only stated and generically supported: the learning and the use of the language are socially determined. In the author’s opinion this theoretical basis allows to outline a different and "more productive" epistemological approach to the "language", and new solutions to the practical problems regarding the language learning.

L'a. attraverso l'uso delle inchieste secentesche su feudi e acque del Magistrato Straordinario milanese traccia un quadro dell'economia alpina della Lombardia spagnola nel seicento. In particolare, compie una sintesi delle risorse disponibili: lavoro, emigrazione, acque, mulini, agricoltura, pesca, miniere, cogliendone le interazioni con la società locale nelle parole degli abitanti che venivano interrogati. Tesi di fondo dell'a. è che esistano due storiografie parallele che difficilmente s'incontrano: quella sulla formazione territoriale della Lombardia, che spesso sembra non considerare le Alpi, e quella invece relativa al peculiare mondo economico e sociale alpino, che pare altresì poco interessata all'influsso determinato dalle organizzazioni politiche statuali. Di contro, l'a. sostiene che non si è in presenza di due economie parallele (quella delle Alpi; e della Lombardia) ma di un'integrazione tra i due livelli.

Emanuele Breda, Lucia Schiavon

L’evoluzione del sistema moda in Veneto

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 3 / 2017

Il sistema moda (SM), caratterizzato da un medio-basso contenuto tecnologico e interessato da un profondo processo di liberalizzazione degli scambi internazionali da metà anni Novanta, ha ancora un peso rilevante nella manifattura italiana e veneta. Tra il 1995 e il 2007 il valore aggiunto del SM veneto è diminuito in media dell’1,6% l’anno. La riduzione si è intensificata nel periodo di crisi e si è accompagnata a quella dell’occupazione e del numero di imprese. Al processo di selezione competitiva delle imprese si è associato quello di internazionalizzazione, determinando un aumento della produttività, più forte in Veneto che in Italia. Secondo i bilanci delle società venete di capitali, tra il 2007 e il 2014, la redditività operativa è aumentata significativamente nel comparto calzaturiero, interessato nel periodo da più ingenti flussi di investimenti dall’estero; si è più che dimezzata nell’abbigliamento, principalmente per le difficoltà delle imprese di maggiori dimensioni.

Emanuele Bonasia

Le vuotopatie

ATTUALITÀ LACANIANA

Fascicolo: 1 / 2004