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Ci sono vari modi di lavorare come analista ed esistono diverse modalità di utilizzare il concetto ed il fenomeno del transfert-controtransfert. L’Autore spera di riuscire a delinea-re un adeguato profilo di quella prassi che viene chiamata lavorare nel transfert, come qualcosa di diverso rispetto alla modalità definita analisi del transfert. Il primo modello è stato a lungo praticato sia da molti analisti junghiani sia da altri psicoanalisti. Come metodo ha sollevato varie controversie in entrambi i gruppi e viene frequentemente sia frainteso che imitato; può suscitare notevole apprensione e può apparire limitato e restrittivo. È cosa nota che preclude un ventaglio di attività nelle quali molti analisti sono impegnati. Vale dunque la pena di chiedersi: lavorare nel transfert è fuori moda o merita piuttosto di essere sempre più apprezzato?

Nell’articolo viene discusso il problema della genesi del significato del sogno, distin-guendo l’evento onirico dal suo ricordo e dalla sua narrazione. Viene sviluppata una feno-menologia onirica in due tempi che, pur rispettando l’oggettività del sogno sognato, sposta nella sua messa in forma linguistica la possibilità di un accesso alla dimensione significati-va. Dopo un riesame di alcune teorie neurobiologiche, ci si sofferma sulla specificità della comprensione psicoanalitica, che interpreta il fenomeno onirico nella sua apertura alla di-mensione intersoggettiva e fantasmatica.

Concetto Gullotta

Il malinteso come ombra del preverbale in psicoanalisi

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 17 / 2003

In questo articolo l’Autore prende in considerazione il concetto di malinteso, cui si fa scarso ricorso in psicoanalisi. Secondo la tesi sostenuta dall’Autore, nel malinteso si proiet-tano aspetti preverbali dell’esperienza psichica, generati dalla relazione con l’altro. Le capa-cità creative del linguaggio consistono proprio nella possibilità che esso non sia solo ordine e precisione, ma che possa dar luogo a malintesi e fraintendimenti. Come afferma il linguista G. Steiner: «La capacità linguistica di celare, disinformare, mantenere nell’ambiguità è indispensabile all’equilibrio della coscienza umana e all’evoluzione dell’uomo nella socie-tà». Partendo da tali considerazioni l’Autore affronta il tema del dialogo tra diverse teorie psicologiche, e in particolare discute alcuni aspetti della teoria e del linguaggio di C. G. Jung.

Comitato di Redazione

Editoriale

STUDI JUNGHIANI

Fascicolo: 17 / 2003

Redazione de Il Ruolo Terapeutico a cura di

Genio e regolatezza

RUOLO TERAPEUTICO (il)

Fascicolo: 93 / 2003

Gruppo di dicussione di casi clinici de Il Ruolo Terapeutico a cura di

Terapeuti in cura

RUOLO TERAPEUTICO (il)

Fascicolo: 93 / 2003

Redazione de Il Ruolo Terapeutico a cura di

Spaziozero

RUOLO TERAPEUTICO (il)

Fascicolo: 93 / 2003