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Lucio Baccaro, Marco Simoni

La concertazione irlandese e il fenomeno della Tigre Celtica

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 103 / 2004

La trasformazione economica dell’Irlanda da caso clinico a tigre celtica ha coinciso con l’istituzionalizzazione di accordi concertativi triennali. Questo articolo punta a determinare se e come la concertazione abbia contribuito al miracolo economico irlandese, ed a comprenderne i processi sociopolitici. La concertazione ha aumentato enormemente la competitività delle aziende multinazionali operanti in Irlanda collegando strettamente gli aumenti salariali dei comparti più dinamici ai salari e alla produttività dei comparti più lenti. Buona parte delle teorie sulla regolazione centralizzata dei salari va riconsiderata alla luce del caso irlandese. I sindacati del settore pubblico hanno esercitato un ruolo di leadership salariale, senza per questo minare (in virtù della particolare struttura dell’economia irlandese) l’efficacia della contrattazione centralizzata. Inoltre, politiche retributive neutre dal punto di vista redistributivo sembrano contribuire a stabilizzare le instituzioni per la regolazione centralizzata dei salari.

Giorgio Rodano

Aspetti problematici del d. lgs. 276/2003. Il punto di vista della teoria economica

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 103 / 2004

A un anno di distanza dalla sua approvazione, la riforma del mercato del lavoro realizzata con la legge 276/2003 (legge Biagi) stenta a decollare. In questo scritto le ragioni di tale ritardo vengono esplorate con gli strumenti della teoria economica. Essa consente di mettere in luce alcune importanti carenze dell’impianto della riforma. Che non riguardano gli obiettivi, ma la diagnosi e l’impostazione generale della terapia. Sul primo punto, la riforma sottovaluta come la situazione del mercato del lavoro italiano sia molto variegata, presentando aree e regioni che funzionano assai meglio della media. Sul secondo punto essa trascura il fatto che l’efficienza allocativa è solo uno dei compiti che il mercato deve assicurare (i contratti hanno anche importanti funzioni informative, incentivanti, assicurative e distributive). Non si può sottovalutare, allora, il rischio che la riforma finisca col mancare i propri obiettivi, conducendo a risultati controproducenti.

Carlo Zoli

Contratto e rapporto tra potere e autonomia nelle recenti riforme del diritto del lavoro

GIORNALE DI DIRITTO DEL LAVORO E DI RELAZIONI INDUSTRIALI

Fascicolo: 103 / 2004

Il saggio si propone di esaminare l’impatto che le recenti riforme del diritto del lavoro hanno prodotto sull’autonomia individuale e sull’autonomia collettiva ed in particolare i profili di continuità e di discontinuità che esse presentano con riguardo tanto agli aspetti sostanziali o di contenuto, quanto agli strumenti regolatori. A tal fine vengono prese in considerazione, innanzitutto, le questioni emergenti in tema di scelta del modello negoziale, relativamente sia all’opzione delle parti tra lavoro subordinato e lavoro autonomo, specie alla luce della nuova figura del lavoro a progetto, sia all’opzione fra i vari sottotipi o tipi misti di contratti di lavoro subordinato flessibili, rispetto ai quali le recenti riforme hanno valorizzato gli spazi di libertà contrattuale delle parti. In secondo luogo, vengono sottolineate le novità in tema di amministrazione del rapporto di lavoro, che inducono a valutazioni divergenti a seconda che si osservi il contratto a tempo pieno e indeterminato, per il quale le novità sono significative soltanto per taluni profili dell’orario di lavoro, o i contratti di lavoro flessibili, che presentano al contrario numerosi e rilevanti profili di specialità. Da ultimo, viene posto in luce come l’ampliamento degli spazi dell’autonomia individuale ed il rafforzamento dei poteri del datore di lavoro si accentuino con riguardo alle scelte d’impresa, ed in particolare al decentramento di fasi dell’attività produttiva, nelle forme della somministrazione di lavoro, dell’appalto di opere o servizi e del trasferimento di ramo d’azienda. Il saggio si conclude con alcune valutazioni di sintesi dirette a porre in luce come le recenti riforme, benché dotate di rilevanti tratti innovativi, non sembrino in grado di stravolgere il quadro pre-vigente. Del resto, nell’ordinamento operano vincoli di sistema, quali il principio di eguaglianza e l’inderogabilità del contratto collettivo, in grado di impedire che ulteriori ipotizzate novità possano incidere sulle componenti basiche del diritto del lavoro, ed in particolare sulle tecniche regolative e sui rapporti tra le fonti.

The author traces the story of Italian regulations previous to European Union Directive 2004/23/EC, offering a definition of the donation of organs or tissues. The Directive generates problems with regard to the right of privacy. The legal status of the collected material, if treated and transformed from waste to laboratory specimen, is that it is the property of the institution that collected it with the legitimate consent of the patient. This treatment may also result in inventions, liable to patent rights vested in the inventor or the scientist (or the research institution). The European Union Directive 2004/23/EC regulates these topics, but also leaves a rôle for Member States, establishing which treatments involve a transformation sufficient to issue property rights to the institution, providing the precise judicial status of tissue banks as the patrimony of the research institute, or giving it a legal status, as a simple agency of the institution.

Jan F. Glastra Van Loon

Europa: quale futuro per l'umanità

SOCIOLOGIA DEL DIRITTO

Fascicolo: 3 / 2004

In this unpublished essay, that was submitted as a contribution to a conference on European Legal Cultures, held in 1990 in the Netherlands, professor Jan F. Glastra Van Loon (1920-2001), who was one of the pioneers of contemporary legal sociology and president of the Research Committee on Sociology of Law between 1974 and 1980, stressed that the Europeans should tackle the problem of their own image and reflect seriously upon themselves and their historical tradition, which combined good and evil quite oddly. Van Loon criticised toughly, on the one side, those philosophical conceptions which claim to be absolutely true, such as monotheism and Cartesian rationalism, while also refusing, on the other side, radical relativism, that sees all views about humanity as equally acceptable. He then advocated humility, communication, dialogue and the capacity to learn from the others, as preliminary conditions for the civil life of the future generations of Europeans. At the light of today’s discussions especially harsh and trivial in Italy on Europe’s cultural roots, these words of a European liberal intellectual look as if they were forewarning.