La ricerca ha estratto dal catalogo 104760 titoli
Questo articolo presenta i risultati di uno studio epidemiologico retrospettivo realizzato durante l’anno scolastico 2001-2002 con un campione di 3000 studenti frequentanti le classi quinte delle scuole superiori presenti nella città di Milano. Lo studio era mirato e rilevare il tasso di prevalenza di abuso sessuale subìto durante l’infanzia e l’adolescenza. La ricerca ha mostrato un tasso complessivo pari al 14,6% del campione totale, suddiviso in 97 maschi (7,9%) e 318 femmine (19,9%). Tra le ragazze del campione, coloro che hanno subìto un abuso lieve sono il 16,5% e coloro che hanno subìto un abuso grave sono il 3,4%, mentre tra i ragazzi le percentuali sono rispettivamente del 7% e dello 0,8%. L’età media in cui è stato subìto il primo episodio di abuso cresce con la gravità dell’abuso. Tipologia dell’abusante e fattori associati all’esperienza di vittimizzazione sono pure analizzati dalla ricerca. Quattro raccomandazioni per fronteggiare questa epidemia silenziosa vengono proposte in discussione. Parole chiave: abuso sessuale; prevalenza; infanzia; epidemiologia.
In questo lavoro saranno presentate ricerche scientifiche internazionali su alcuni dei fattori che possono portare allo sviluppo di falsi ricordi o falsi reports nei bambini. I fattori più importanti presi in considerazione sono il ruolo dell’intervistatore, delle domande e del setting dell’intervista, la vulnerabilità del minore, vittima di abuso e maltrattamento, gli effetti dovuti allo stress psicologico vissuto dal bambino testimone in un contesto giudiziario. Vengono infine discusse le conseguenze di procedure investigative sbagliate sulla resa testimoniale e come queste possano mettere a rischio il benessere dei bambini coinvolti.
Questa ricerca ha come scopo principale dimostrare come sia facile, per un adulto che fa domande, indurre in confabulazione un campione di 63 bambini di 7-10 anni, rispetto ad una serie di eventi visti in un breve filmato. I bambini rispondevano a due diverse interviste suggestive: la prima subito dopo la visione del film, conteneva informazioni false e fuorvianti rispetto agli eventi realmente accaduti nel film (misinformation effect), la seconda, dopo 7 giorni, conteneva domande Si/No per il richiamo degli eventi; infine, dopo 3-4 settimane veniva chiesto ai bambini il ricordo libero degli eventi. I risultati indicano, con un’alta significatività, che i bambini, anche su eventi palesemente falsi, cadono facilmente in confabulazione e questo ha ripercussioni gravissime sul ricordo che strutturano degli eventi (falsi ricordi) e quindi sull’attendibilità della loro testimonianza.