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Laura Penco

Evoluzione del rapporto industria-distribuzione nella new economy

ECONOMIA E DIRITTO DEL TERZIARIO

Fascicolo: 2 / 2004

Il rapporto industria-distribuzione risulta essere condizionato oggi da fattori nuovi, conseguenti ai cambiamenti tecnologici, organizzativi, economici e sociali apportati dalla new economy che trova nella diffusione delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) un aspetto centrale. Il commercio elettronico Business to Business, il commercio elettronico Business to Consumer, gli strumenti di comunicazione offerti da Internet, il Customer Relationship Management (CRM) e la Supply Chain Management (SCM) rappresentano i fenomeni legati alla new economy che sono in grado di influire maggiormente sul rapporto verticale, con conseguenti riflessi sulla ripartizione del potere di mercato, sulla creazione di nuove aree di conflitto o di collaborazione verticale. Considerato che i rapporti industria-distribuzione sono contemporaneamente contraddistinti da aspetti negoziali, competitivi e strategici collaborativi, l’obiettivo del lavoro sarà fornire una schema interpretativo delle possibili fonti di concorrenzialità e conflittualità infracanale e delle opportunità di collaborazioni verticali perseguibili in un contesto di new economy. I quesiti a cui il lavoro tenterà di dare una risposta sono numerosi. Dal punto di vista della concorrenza verticale, il produttore può appropriarsi di una possibilità, che è fino ad oggi stata una prerogativa esclusiva della distribuzione al dettaglio, di contatto diretto ed interattivo con il cliente finale? L’appropriazione da parte del produttore di una funzione tipica della distribuzione commerciale e l’implementazione del commercio elettronico acuiscono i momenti di tensione del rapporto verticale? Si verificheranno modifiche del rapporto tra store loyalty e brand loyalty,? Quali saranno i riflessi in termini di concorrenza orizzontale e verticale? Le ICT e Internet possono rappresentare una piattaforma tecnologica attraverso cui industria e distribuzione possono fare veicolare azioni di co-marketing e di marketing integrato?

Massimo Basile

Rapporti fra soggetti pubblici e privati a fini di valorizzazione dei beni culturali

ECONOMIA E DIRITTO DEL TERZIARIO

Fascicolo: 2 / 2004

Tanto più i beni culturali pubblici possono essere una risorsa economica quanto più ne venga favorita, oltre che la tutela, la valorizzazione. A questo fine possono contribuire in vari modi anche i privati entrando in rapporto con gli enti pubblici cui i beni appartengono: ai privati può essere rimessa la gestione di servizi relativi a beni di cultura (c.d. esternalizzazione); soggetti privati possono partecipare con i soggetti pubblici proprietari ad enti misti (anzitutto a fondazioni di partecipazione) cui sia conferito l'uso di beni per migliorarne la valorizzazione; privati possono sponsorizzare con beni o servizi la progettazione o l'attuazione di iniziative culturali. A valorizzare beni di cultura possono servire anche la concessione del loro uso individuale a privati, e apposite convenzioni con organismi di volontariato.

Guido Alpa

Ancora sulla riforma del diritto societario

ECONOMIA E DIRITTO DEL TERZIARIO

Fascicolo: 2 / 2004

Attesa la sua straordinaria rilevanza la riforma del diritto societario ha ricevuto un'attenzione vivissima da parte degli studiosi così come da parte delle organizzazioni professionali. Il mercato editoriale e le occasioni di dibattito hanno supplito alle lacune informative che si erano inizialmente lamentate, e che la laconica relazione allegata dalla Commissione non aveva potuto colmare. Le iniziative promosse dagli organismi rappresentativi delle categorie professionali interessate hanno supplito all'altra menda che molti commentatori avevano inizialmente sottolineato, cioè l'assenza di una consultazione previa dei destinatari della riforma, attesa la sua portata di grande momento. Giuristi ed operatori si attendono - dopo la disamina approfondita e colta da parte della dottrina - suggerimenti di natura pratica. Le dieci libertà, tra le altre, che la riforma introduce o consolida, richiedono la individuazione di orientamenti per gli operatori, una sorta di guida ad effettuare le scelte, tenendo conto delle circostanze di specie, delle disponibilità finanziarie, dei rischi dell'attività esercitata, della composizione della compagine societaria e così via.