RISULTATI RICERCA

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Giovanni Villani, Teodora Lorusso

Osservazione di tratti disturbi di personalità in soggetti dediti ad abuso di sostanze stupefacenti

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 38 / 2004

Nell’ambito del dibattito sulla doppia diagnosi, con questo lavoro si è inteso ricercare l’eventuale presenza, la tipologia e la frequenza di comparsa di disturbi psicopatologici nella popolazione dei tossicodipendenti avuti in trattamento presso il nostro Ser.T., rilevando l’assenza di soggetti con patologia da Asse I e riscontrando la presenza di pazienti con disturbi di Asse II nella misura illustrata.

Pietro Madera, Luigi Solari, Cristian Garbin

Il gioco d'azzardo patologico in un gruppo di pazienti in trattamento presso il Ser.T.

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 38 / 2004

Gli autori hanno indagato la prevalenza del comportamento di gioco d’azzardo attraverso la somministrazione del SOGS ad un campione di 34 pazienti in trattamento presso il SerT 3 di Soave (VR), Dipartimento delle Dipendenze ULSS 20. Dall’analisi dei risultati si è ricavato che il 6% dei pazienti è un giocatore eccessivo e che il 14% è probabilmente un giocatore patologico. Il gioco d’azzardo patologico è risultato più frequente tra chi abusa di alcol ed eroina e tra chi da più anni fa uso di sostanze psicoattive. Hanno maggiori problemi con il gioco d’azzardo coloro che hanno una bassa scolarità (nessun giocatore patologico ha una qualifica professionale, un diploma di scuola media superiore o una laurea). Inoltre, vi è una maggior prevalenza del gioco patologico e di quello problematico tra coloro che non svolgono alcuna attività lavorativa. Una prevalenza così alta del disturbo di gioco d’azzardo patologico tra alcolisti e tossicodipendenti sembra confermare l’ipotesi secondo la quale l’uso di sostanze psicoattive e il gioco d’azzardo patologico abbiano delle forti connessioni tra loro, in presenza di bassa scolarità e in situazione lavorativa precaria.

Anna Avitabile, Maria Angela Barra

Alcol, dipendenza e terapia

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 38 / 2004

In questo articolo si è cercato di definire cosa è l’alcool ,che cosa è l’alcolismo, e chi è l’alcolista, secondo le definizioni oggi più aggiornate e condivise. Si sono inoltre riportati in breve i risultati di una ricerca effettuata presso un servizio per le tossicodipendenze e l’alcolismo, della periferia di Napoli, per circa due anni, da cui scaturisce un un’immagine realistica dell’alcolista che chiede aiuto presso un Sert. Tale immagine si concretizza ulteriormente nei brani scritti, durante un trattamento psicoterapeutico, dagli stessi alcolisti e dai loro familiari .

La ricerca effettuata si propone di indagare sul significato dell’uso di droghe ed alcol nel corso della prima adolescenza. A questo scopo abbiamo sottoposto agli studenti delle prime classi dell’Istituto G.Dalmasso di Pianezza ( comune della cintura metropolitana di Torino), nel corso dell’anno scolastico 2002/2003, un questionario al fine di fare emergere le opinioni, gli atteggiamenti e i comportamenti degli adolescenti circa l’uso di droghe ed alcol. Dai risultati emerge che le droghe occupano un ruolo importante per gli adolescenti in quanto rispondono ai bisogni di emulare gli amici, di ricercare nuove sensazioni, di trasgredire, di divertirsi di più e, talvolta, come risposta alla presenza di problemi familiari. Le principali cause di disagio in questa fascia di età sono riconducibili al fatto di non sentirsi capiti, alla solitudine e a problematiche inerenti le relazioni sentimentali e di amicizia. Dall'indagine è, inoltre, emersa, una forte tendenza, a sperimentare ed utilizzare bevande alcoliche o derivati della cannabis ed alcuni dubbi, circa la pericolosità delle cosiddette nuove droghe. Nelle convinzioni degli intervistati si rileva una difficoltà ad esprimere una richiesta d'aiuto per problemi inerenti alle sostanze, in particolare nei confronti dell'adulto. Le droghe e l’alcol sembrano dunque assolvere al ruolo di facilitatori relativamente ad alcune problematiche di questa fase di sviluppo, in particolare quelle relative alla sfera relazionale ed all bisogno di individuazione e di differenziazione dell'adolescente. L'indagine fornisce, infine, indicazioni operative per la progettazione di interventi in campo preventivo, quali ad esempio una maggiore attenzione da porre sulle dinamiche del gruppo dei pari e le caratteristiche del setting in cui si affronta una richiesta di aiuto.

Cristina Bubici

La prevenzione della tossicodipendenza negli adolescenti (II parte). Progetti a confronto

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 38 / 2004

Nel presente lavoro sono stati esposti alcuni progetti preventivi messi in atto dai Servizi pubblici e privati della città di Foggia, come esempi di integrazione delle diverse strategie di prevenzione che abbracciano i diversi ambiti della vita relazionale dell’adolescente. Nell’ultima parte del presente studio è stato esposto un contributo empirico, una ricerca sul campo per analizzare come alcuni adolescenti percepiscano colui che assume sostanze stupefacenti, e se questa immagine sia influenzata dal rapporto con i genitori o dai propri vissuti personali.

Monica Arcellaschi, Federico Lorenzotti

Navigare a vista: il paradosso del Ser. T.

S & P SALUTE E PREVENZIONE

Fascicolo: 38 / 2004

Attraverso l’analisi di due casi clinici abbiamo considerato le modalità lavorative degli operatori dei Sert che spesso si trovano a lavorare in situazioni complesse e caratterizzate dalla confusione. La frequenza con cui si verificano tali condizioni ci conduce a riflettere su perchè esse possano verificarsi e se e come sia possibile evitarle.