RISULTATI RICERCA

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Carlo Rubinacci

Scuola e università per la formazione iniziale e continua dei docenti in Europa

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Il dibattito sui compiti, sulla formazione e sul reclutamento degli insegnanti sta diventando ormai sempre più diffuso e avvincente non soltanto in Italia, ma anche in molti Paesi dell’unione Europea. Sono infatti sostanzialmente condivise le necessità di: -migliorare le forme di reclutamento e facilitare l’accesso all’insegnamento da parte di candidati di diversa provenienza linguistica e culturale; -rafforzare i legami di collaborazione tra le università e gli istituti di formazione degli insegnanti, nell’intento di far sì che la formazione stessa presti attenzione fin dall’inizio ai quattro pilastri dell’educazione: imparare a conoscere, imparare a fare, imparare a vivere con gli altri, imparare ad essere; -favorire lo sviluppo di programmi di formazione continua, anche attraverso l’istruzione a distanza e l’impiego di adeguate tecnologie della comunicazione; -prestare la necessaria attenzione alla selezione dei formatori degli insegnanti per una significativa innovazione delle pratiche educative; -garantire efficaci sistemi di controllo del rendimento degli insegnanti attraverso un continuo dialogo e una valutazione regolare e coerente, in grado di accertare in modo affidabile i risultati dell’apprendimento e il ruolo svolto dagli insegnanti; migliorare le condizioni di lavoro, la motivazione e la retribuzione degli insegnanti, anche al fine di assicurare docenti qualificati nelle aree geografiche e sociali svantaggiate.

Mainardo Benardelli

La storia del paradiso: le Dahlak

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

L‘arcipelago delle isole Dahlak, situato davanti al porto eritreo di Massaua, costituisce un inesauribile tesoro di ricchezze naturali, specialmente per quanto riguarda il fondale sottomarino. fortunatamente tali isole non sono ancora frequentate dal grande turismo, ma oltre alla bellezza naturale, l’arcipelago possiede una storia particolare, fatta da incontri, transiti e frequentazioni fra Oriente islamico ed Africa

Giuseppe Romeo

Un grande gioco a più concorrenti

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

L’ Asia Centrale sembra molto distante dal Medio Oriente e sembra altrettanto un’ area non dotata di una contiguità geopolitica con l’ Oriente a noi prossimo pensando, noi occidentali, che sia il prodotto politico di una dimensione subregionale delle relazioni internazionali post-coloniali in un’ottica vetero-imperiale fra subcontinente indiano, Pakistan islamico e l’ ex-Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. In realtà, in questa area, il gioco strategico riprende la sua corsa favorito non solo dall’implosione dell’impero sovietico, ma dalla forte spinta economica per gestire le risorse di gas naturale e di petrolio presenti nell’ area centro-asiatica quale alternativa strategica rispetto all’offerta araba.

Mario Arpea

Stati Uniti ed Europa in corsa per Marte

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Un passo importante, forse decisivo per la conquista del piante rosso, è stato compiuto il 4 gennaio scorso con la discesa della sonda americana Spirit su Marte, dopo un viaggio di sette mesi e circa 500 milioni di Km. percorsi nello spazio, viaggio coronato da un impatto perfetto, sotto gli occhini miliardi di spettatori incollati ai teleschermi in ogni angolo del mondo. Subito dopo, la sonda ha cominciato a trasmettere spettacolari immagini del paesaggio marziano. A distanza di una ventina di giorni, anche la sonda gemella Opportunity, ha toccato felicemente il suolo nei pressi dell’equatore di Marte, rilevando la presenza di ossido di ferro, un minerale che si forma solitamente nell’acqua, nella vicinanza di sorgenti calde o nel fondo dei laghi e dei mari. Con ciò confermando che Marte era un tempo più umido e più ospitale verso le forme di vita. Allo stesso risultato è giunta pure la sonda europea Mars Express, che ha individuato tracce di ghiaccio al suolo e che resterà due anni in orbita per accertare se sul pianeta rosso vi siano segni d’acqua anche nel sottosuolo.

Leonardo Samà

Immigrazione e nuovi scenari per l'urbanistica italiana

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

La città come rappresentazione spaziale delle differenze sociali L’aumento degli immigrati nelle nostre città e la crescente volontà di stabilizzazione rendono sempre più visibile la loro presenza sulla scena urbana. Mentre l’incidenza percentuale degli immigrati sulla popolazione residente in alcune città italiane raggiunge valori simili a quelli dei paesi d’Oltralpe ad immigrazione consolidata, il forte sviluppo dell’imprenditoria immigrata e della cosiddetta economia etnica e l’affermarsi di pratiche d’uso degli spazi pubblici da parte degli stranieri consolidano quei processi di territorializzazione che radicano sempre di più la loro presenza nei nostri contesti urbani.

Antonio Ricci

Iraq 1974-2003: un trentennio di migrazioni forzate

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Iraq 1974-2003: un trentennio di migrazioni forzate (di Antonio Ricci) - ABSTRACT - Si stima che in Iraq gli sfollati raggiungessero nel 2002 un numero compreso tra i settecentomila e un milione. Invero, questa stima non comprende solo il numero delle vittime determinate da una voluta politica discriminatoria delle minoranze, ma in parte anche quelle persone costrette alla fuga dalle guerre passate e dalla conseguente emergenza umanitaria provocata dai bombardamenti (precarietà nei rifornimenti di cibo, acqua, combustibili, distruzione abitazioni, servizi, ecc). Per farsi un’idea del fenomeno delle migrazioni forzate in Iraq al quasi milione di sfollati vanno aggiunti i rifugiati e i richiedenti asilo, cioè quelle persone che per motivi di sicurezza personale hanno dovuto cercare rifugio in un altro paese, che nel 2002 erano circa quattrocentomila nei soli paesi industrializzati.

Catherine Flumiani

Il dibattito sull'immigrazione in Germania: quali sfide per la società tedesca?

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Nonostante il continuo ingresso, dal 1955 ad oggi, di milioni di stranieri, buona parte della società e della classe politica tedesca ha continuato a negare, per oltre un trentennio, che la Germania fosse un paese di immigrazione, come ad esempio gli Stati Uniti o il Canada. Chiamati a sostenere lo sforzo di ricostruzione dell’economia tedesca a partire dalla metà degli anni ’50, i lavoratori stranieri, prevalentemente italiani, spagnoli, greci, turchi, marocchini, portoghesi, jugoslavi e tunisini, vennero denominati, non a caso, Gastarbeiter ovvero lavoratori ospiti dai quali ci si attendeva il ritorno in patria non appena le condizioni del mercato del lavoro non avessero più richiesto la loro presenza.

Gaetano Ferrieri

L'aiuto pubblico allo sviluppo da parte dei paesi Dac

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

L’aiuto pubblico allo sviluppo rappresenta una delle risorse più importanti per i Paesi meno avanzati. Questo lavoro analizza alcuni aspetti quantitativi del fenomeno con riferimento ai Paesi del Comitato d’aiuto allo sviluppo (DAC), le cui erogazioni rappresentano la quasi totalità del flusso netto d’aiuti allo sviluppo nel mondo. L’analisi offre un particolare approccio quantitativo alla valutazione degli sforzi dei Paesi donatori.

Ezio Ferrante

L'influenza dei classici sul dibattito storico-politico contemporaneo

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

L’autore, muovendosi con competenza e disinvoltura tra i testi degli antichi scrittori del mondo greco-romano e le più recenti interpretazioni della critica contemporanea, ricostruisce un momento del plurisecolare rapporto tra antichi e moderni, che appare sempre validissimo sotto il profilo formativo e culturale, opinabile invece quando si vuole procedere, per analogia, a comparare, in maniera strumentale, situazioni e personaggi del mondo classico con quello contemporaneo

Amara Lakhous

I musulmani e la conservazione della natura: un approccio antropologico

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

L’antropologia studia l’insieme dei rapporti tra l’uomo e il mondo che lo circonda, vale a dire fra uomo e divinità’, uomo e suoi simili, uomo e animale, uomo e natura, ecc. L’approccio che deriva dall’antropologia e’ estremamente fruttuoso in quanto offre la possibilità’ di comprendere le visioni del mondo, gli stili di vita, le credenze e le pratiche di varie popolazioni e di procedere in seguito, alla comparazione fra queste.

Giovanni Davoli

200 anni di monarchia zulu: da Shaka a Zwelithini

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Shaka: il padre della Patria Quella degli zulu è una pagina di vita del continente nero nella quale si mescolano la storia, la leggenda e l’epica militare e culturale e che ha inizio agli albori del diciannovesimo secolo con il Regno di Shaka Zulu (1785-1828), il Monarca che trasformò quella che era allora solo una piccola tribù della parte sudorientale dell’Africa australe, nella guida di un Impero all’interno del quale furono, nel giro di dodici anni, soggiogate e assimilate, tutte le popolazioni che vivevano in un’area che coincide oggi, grossomodo, con la Provincia sudafricana del KwaZulu-Natal . Questa impresa è anche alla base dell’immenso orgoglio nazionale di questo popolo (il più numeroso gruppo del Sudafrica multietnico) che anche oggi, dopo più di cent’anni da una terribile sconfitta militare subita per mano degli inglesi e il successivo assoggettamento e depauperamento della popolazione, mantiene un forte senso d’auto-stima verso l’esterno.

Rodolfo Fiorilla

Prigionieri di guerra: una tragedia ignorata e una realtà storica trascurata

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Prigionieri di guerra: soldati spesso dimenticati e sulla cui esperienza è calato il silenzio. Solo attraverso le memorie e i diari di prigionia, ignorati dal grande pubblico, è possibile ricostruire le condizioni, a volte drammatiche, in cui sono vissuti molti militari durante e dopo i grandi conflitti mondiali. Nel corso del 900 sono state firmate numerose convenzioni internazionali per definire ed aggiornare lo status dei prigionieri di guerra (Convenzioni di Ginevra del 1929, del ’49 e del ’74). In ogni convenzione si è tenuto conto, e non poteva essere altrimenti, delle realtà passate e non di quelle che avrebbero potuto determinarsi nel futuro.

Leonardo Cuzzocrea

Estensione dei Regolamenti comunitari di sicurezza sociale ai nuovi 10 paesi membri

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

L’articolo, dopo aver descritto i principi basilari che caratterizzano i regolamenti comunitari di sicurezza sociale, sintetizza le principali e più immediate conseguenze derivanti, in materia di copertura assicurativa dei lavoratori, dall’estensione dei citati regolamenti ai nuovi dieci Paesi.

Mario Trampetti

Gli accordi d'integrazione economica regionale: tendenze e prospettive

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

Storicamente il fenomeno dell’integrazione economica mediante strumenti pattizi risale molto indietro nel tempo. Uno Studioso del fenomeno cita come esempi l’Act of Union del 1703 tra Inghilterra e Scozia, lo Zollverein tedesco del 1833 e la stessa Costituzione statunitense del 1789 che proibiva l’adozione di dazi ed altri oneri nel commercio interno (1).

Alberto Ramasso Valacca

Globalizzazione e Dragone cinese

AFFARI SOCIALI INTERNAZIONALI

Fascicolo: 2 / 2004

E’ incerto quali mutamenti economici e sociali provocherà a lungo termine la globalizzazione. Alcuni di essi sono già apparenti. Ad esempio, i minori livelli di prezzo dei prodotti manufatturati in paesi a mano d’opera particolarmente poco cara. E venduti un po’ ovunque nel mondo. Indubbiamente, si tratta di una realtà benefica per tutti i consumatori. Peccato che essa ne ha prodotto una seconda, questa volta negativa: la parallela perdita di posti di lavoro industriale in Occidente. Da tali contrastanti effetti sono derivati, da noi, dubbi di fondo e confusionali dibattiti tra fautori e detrattori della globalizzazione (o mondializzazione). Accentuati dalla nascita della delocalizzazione, cioè del trasferimento nel Terzo Mondo avanzato di industrie occidentali o di frazioni di esse.