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Clara Tornar

Maria Montessori durante il fascismo

CADMO

Fascicolo: 2 / 2005

The late 1920s and early 1930s in Italy saw the peak of a process establishing Montessori pedagogy which would come to an end within a decade with the drastic closure of all Montessori schools in the country. This epilogue, which would also be seen in those years in other countries with a similar political regime, calls for an analysis of the relations between the creator of the most famous and widespread pedagogical method in the world and the political regime that favoured the application and dissemination of the method in Italy - a country in which it had still not encountered those conditions of realisation that would instead come about in the crucial years of the rise of Fascism and the completion of the totalitarian state. The essay examines the main events marking the history of Montessori’s conflictual relationship with Fascism in the years 1924-1934, from the initial contacts characterising it and leading up to the final break, after which Montessori finally left Italy until the end of World War II.

Daniela D'Uva, Claudia Bruno

Il ruolo della televisione e dell'informazione nella campagna elettorale per le elezioni amministrative 2005

COMUNICAZIONE POLITICA

Fascicolo: 2 / 2005

Per analizzare il peso, ma anche l’impatto della comunicazione politica sui telespettatori nel periodo che precede le elezioni regionali del 3-4 aprile 2005, Geca Italia ha condotto una dettagliata indagine sulle edizioni meridiane e serali dei 7 telegiornali nazionali di maggiore ascolto e sui più rilevanti programmi televisivi di approfondimento giornalistico. Dall’analisi è emerso con chiarezza in che modo le scelte redazionali delle varie testate sono state influenzate dalla campagna elettorale per le elezioni amministrative e in che misura il contributo informativo è cambiato con l’avvicinarsi delle elezioni, tenendo conto degli altri maggiori avvenimenti extra-politici che nello stesso periodo (15 febbraio-1° aprile) hanno calamitato l’attenzione dei media.

Gianni Sibilla

Rock the vote? Le forme del rapporto tra comunicazione musicale e comunicazione politica

COMUNICAZIONE POLITICA

Fascicolo: 2 / 2005

L’articolo consiste in una analisi del tour Vote For Change, che ha portato nel mese di ottobre 2004 allo svolgimento di una serie di concerti nei cosiddetti Swing states, gli stati ritenuti chiave per l’elezione del nuovo presidente. Sostanzialmente, un gruppo di artisti capeggiati da R.E.M., Springsteen e Pearl Jam, ha tenuto concerti in luoghi come Cleveland, Philadelphia, Detroit, Ann Arbor, Minneapolis, ovvero città forse meno importanti nel circuito della comunicazione musicale ma centrali per creare comunicazione politica che potesse avere un reale effetto sulle elezioni. Se c’è un dato evidente nel ruolo scelto dai musicisti per le elezioni americane è che mai un evento politico aveva spinto ad esporsi in questo modo il pop. Un’esposizione che non è soltanto una partecipazione indiretta o diretta, un sostegno dato a questo o quel candidato, a questo o quello schieramento. Le elezioni americane hanno spinto gli artisti a re-intrepretare il loro repertorio, come se fosse stato scritto apposta per l’occasione, come se una parte consistente della musica degli ultimi cinquant’anni fosse stato inconsciamente pensato per un momento del genere.

Mara Morini

Il sistema dei mass media nella Federazione russa

COMUNICAZIONE POLITICA

Fascicolo: 2 / 2005

I mass media sono chiamati a svolgere funzioni fondamentali per lo svolgimento delle campagne elettorali e ad assicurare la trasparenza e l’accesso alle attività elettorali. In questa prospettiva, il caso russo dimostra che esiste un’intensa attività dei media durante le campagne elettorali anche se alcuni problemi tuttora persistono. Da un lato, le restrizioni e gli ostacoli posti dall’amministrazione presidenziale sono stati utilizzati per chiudere un numero di organi di informazione che hanno cercato di offrire una linea editoriale indipendente da o critica nei confronti della presidenza e del governo. Dall’altro lato, vi sono un’inadeguata preparazione ed una mancanza di professionalità dei giornalisti che hanno aperto la strada ad alti livelli di corruzione e censura nei media privati e pubblici.

Paolo Mancini, Alessio Cornia, Marco Mazzoni

Sondaggi e subculture politiche nella selezione della leadership: una ricerca in Umbria

COMUNICAZIONE POLITICA

Fascicolo: 2 / 2005

L’articolo analizza le modalità di selezione della leadership politica nelle aree a forte componente subculturale. La cornice dello studio è l’Umbria, regione storicamente caratterizzata da un voto di appartenenza a sinistra. Nello specifico sono state prese in considerazione le elezioni amministrative 2004 a Foligno, dove particolarmente acceso è stato il dibattito per la selezione del candidato a sindaco. Nel tentativo di comprendere le modalità attraverso le quali matura la scelta delle candidature, si è indagato il ruolo delle logiche partitiche (status, fedeltà e anzianità all’interno delle organizzazioni) e di quelle mediali (potenziale gradimento espresso dai mezzi di comunicazione). A questo proposito è stata analizzata l’incidenza di un sondaggio ideato dal giornale umbro più diffuso, iniziativa che richiama la pratica degli straw polls. Dalla ricerca emerge come, in una regione dove l'esito del voto è pressoché scontato, la scelta dei candidati a sindaco si fondi più sulla ricerca di un consenso interno alle coalizioni piuttosto che su considerazioni legate alla popolarità dei vari competitors tra gli elettori. Un altro aspetto strettamente legato a tale contesto è lo spostamento di centralità dalla fase di campagna a quella della nomination: lo scontro politico avviene soprattutto quando bisogna scegliere i candidati e, di conseguenza, l’attenzione dei media slitta dall’horse race, la fase di campagna ufficiale tradizionalmente privilegiata dai media per la sua spettacolarità, alla precedente fase di discussione sulle candidature.

Rolando Marini, Sara Minchielli

Pseudo-evento ma non troppo. Movimento dei movimenti, Social Forum Europeo e stampa italiana

COMUNICAZIONE POLITICA

Fascicolo: 2 / 2005

Partendo da alcune ipotesi relative all’agenda building e in particolare al problema dello pseudo-evento all’interno del processo di costruzione dell’agenda, lo studio presentato in questo articolo si occupa del Social Forum Europeo di Firenze, svoltosi a Firenze nell’autunno del 2002. Più esattamente l’indagine è finalizzata ad analizzare le interazioni fra i tre principali attori che hanno gestito l’evento nell’arena nazionale: il movimento new global, i giornali d’élite e i partiti italiani. L’indagine si basa sull’analisi del contenuto della copertura giornalistica dell’evento (nelle tre fasi precedente, contemporanea e seguente lo svolgimento del Forum), finalizzata alla ricostruzione del modo in cui le notizie evidenzino gli esiti dell’interazione-negoziazione tra gli attori in termini di temi collegati all’evento e, soprattutto, di frames dell’evento. Per completare il quadro di riferimento, una sezione della studio è dedicata alle strategie comunicative del movimento new global, specialmente riguardo al rapporto con i media. I risultati confermano che vi sia stato un tentativo di negazione dell’accesso (agenda denial) del movimento all’agenda pubblica da parte di una coalizione media-partiti, compiuto tramite una strategia di delegittimazione preventiva del movimento; ma evidenziano anche che l’evento ha fatto registrare un successo significativo a favore del movimento, che ha così ricostruito in positivo la sua immagine; e, infine, che le profonde radici storiche dell’integrazione tra mezzi d’informazione e partiti sono state ancora in grado di garantire a questi due attori un primato nell’arena mediale, anche se un nuovo attore vi è entrato e ha acquisito posizioni meno marginali.