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Marco Simini

La comprensione reciproca

Comunicare bene per vivere meglio con se stessi e con gli altri nel lavoro e negli affetti

Un testo stimolante, ricco di esempi e di suggerimenti pratici. Integrato da numerosi esercizi che rendono naturale l'applicazione dei principi esposti alla vita di tutti i giorni!

cod. 1796.100

A cura della Redazione

Indice dell'annata

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

Alberto Germanò

La prelazione nel diritto brasiliano

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

L’Estatuto da terra brasiliano del 1964 persegue il miglioramento delle strutture produttive dell’agricoltura anche attraverso l’attribuzione agli affittuari del diritto di "prelazione" dei fondi da essi coltivati qualora il proprietario intenda venderli. Questo strumento, che mira alla formazione di fondi rustici in proprietà di coloro che li coltivano, permette non solo realizzare la funzione sociale della proprietà, ma anche il perseguimento di fini di giustizia sociale. Partendo da tale presupposto, l’articolo indaga, anche alla luce della sentenza del Superior Tribunal de Justiça del 2016, diverse questioni che attengono, di fondo, al problema di chi sia l’arrendatario che si vuole preferire, se un contadino (trabalhador do campo) o un "imprenditore agricolo" indipendentemente dalla sua forza economica e, in particolare: il significato da attribuire all’eguaglianza delle condizioni a cui l’esercizio del diritto di prelazione è subordinato; l’obbligo del prelazionante di esercitare il suo diritto su tutta la terra posta in vendita della quale il fondo affittato è solo una parte, nonché quello del proprietario di indicare lo specifico prezzo del fondo affittato che fa parte della maggiore area venduta.

Gioia Maccioni

L’agricoltura sociale: profili giuridici

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

L’agricoltura sociale include un vasto range di attività e così non è facile definirla. Ma nell’ampia serie di questioni che interessano, notiamo sempre due elementi in comune: a) si tratta di attività che si svolgono in un’azienda agricola; e b) sono prospettate per soggetti che - temporaneamente o in modo permanente - presentano delle specifiche necessità, incluse necessità educative. La legge italiana 18 agosto 2015, n. 141 («Disposizioni in materia di agricoltura sociale»), "promuove l’agricoltura sociale quale aspetto della multifunzionalità delle imprese agricole" (art. 1, «Finalità»). Nel corso del tempo, l’agricoltura sociale si è presentata sotto molteplici forme, impiegando risorse agricole e confluendo indistintamente sotto la medesima etichetta "agricoltura sociale", tuttavia essendo caratterizzata da approcci, relazioni intersettoriali, finanziamenti molto diversi tra loro. A questo proposito, si pensi solo alle esperienze di c.d. farming for health (agricoltura per la salute), care farming, green care o green therapies (terapie verdi) riferibili alle cure, al reinserimento, alla riabilitazione o altro. Occorre quindi ricondurre ad una cornice giuridica di riferimento un settore di disciplina che riguarda un ampio spettro di attività, anche al fine di accompagnarne lo sviluppo in un percorso organico e coordinato sul piano istituzionale (a livello europeo e nazionale).

Alessandro Isoni

La dieta mediterranea: una nuova forma di orientalismo?

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

Il saggio prende avvio dal concetto di "tradizioni inventate", coniato da W.J. Hobsbawm e T.O. Ranger nel 1983, con l’obiettivo di valutare quanto ossa essere fuorviante una falsa rappresentazione delle storie nazionali. Il presente contributo tende innanzi tutto a dimostrare come questa categoria storiografica posso essere applicata al concetto di "dieta mediterranea" introdotto nel 1952 dall’americano Ancel Keys. Secondo il celebre scienziato, la dieta mediterranea - fondata su una piramide alimentare composta di frutta, verdura, carboidrati, proteine naturali e olio extra vergine di oliva - sarebbe stata la principale causa della bassa incidenza di malattie cardiovascolari nel mezzogiorno d’Italia rispetto agli indici diffusi nei Paesi dell’opulento Occidente. Tuttavia, sebbene l’intuizione di Ancel Keys fosse corretta sotto il profilo medico-clinico, l’operazione culturale posta in essere, funzionale alla diffusione di questa pratica alimentare attraverso la ricostruzione di un presunto stile di vita me-diterraneo, si fondava su alcune premesse completamente errate. Il risultato di questo vero e proprio patchwork culturale era la descrizione di un mondo che non era mai esistito, giungendo così ad una tipica lettura orientalista di un contesto ritenuto esotico e di cui non si coglieva sino in fondo la profondità storica. L’esame della dichiarazione con cui nel 2010 l’Unesco ha riconosciuto la dieta mediterranea come patrimonio culturale immateriale dell’umanità servirà a dimostrare come questa descrizione della realtà mediterranea piena di clichés e di stereotipi contribuisca in modo decisivo ad impedire un autonomo modello di sviluppo per le popolazioni coinvolte.

Pamela Lattanzi

Botanicals and the Regulatory Framework on Food Supplements in the European Union: a Tricky Relationship

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

In the EU and many other countries (China, Japan, Usa, Canada, etc.), there is a growing interest in producing and consuming health food products. Botanicals (e.g. plants and preparations made from plants, algae, fungi or lichens) represent a large segment of the health food category and their regulation presents several critical issues due to their complex nature and multifaceted usage. This article therefore gives an overview of the most important issues related to the regulation of botanicals in the food supplements sector. After a brief description of the regulatory status of botanical based foodstuffs, it outlines the legal framework of botanical food supplements, taking into consideration the interferences between the medicinal domain and the food sector in the classification of borderline botanical products and the issue of the safety assessment of botanicals. In the final part, it deals with the thorny question of the health claims made on such products.

Luigi Costato

Il libero mercato e lo Stato

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

L’autore, attraverso un rapido excursus delle vicende storico-politiche successive alla seconda guerra mondiale, mette in evidenza il peso della politica sull’economia, e come la stessa intervenga sul mercato creando ciclicamente convenienze e svantaggi per gli operatori. Il mercato è costituito da un insieme di operazioni caratterizzate da un’esistenza molto delicata, per il cui equilibrio sono necessarie regole. Tali regole possono anche prevedere l’intervento nell’economia dei poteri pubblici, quali espressione, non di pieno statalismo, ma delle necessità di soluzioni equilibrate. Pertanto, quando si parla di "libero mercato", non ci si riferisce - se si crede nella bontà dello stesso come misuratore dell’efficienza dei produttori e come strumento capace di fornire beni e servizi migliori ai prezzi più bassi - a un mercato senza regole, ma, al contrario, a un mercato nel quale le regole siano ferree e applicate senza tergiversazioni per garantire il funzionamento corretto della legge della domanda e dell’offerta.

Nicoletta Ferrucci

Il diritto e il rovescio: riflessioni del giurista sull’ambiente alla luce dell’enciclica Laudato si'

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

Quale ruolo gioca il diritto a fronte dell’escalation di emergenze ambientali del-le quali l’enciclica Laudato si’ evidenzia dimensioni e implicazioni sempre più esasperate e tangibili? La giurista riflette sul composito e contraddittorio scenario legislativo sul quale si disegnano le misure ambientali di matrice internazionale, nazionale e dell’Unione Europea sondando le relative linee di tendenza e i profili di criticità, polarizzando l’attenzione su alcuni settori - lotta ai cambiamenti clima-tici, protezione della biodiversità, tutela delle acque - ai quali l’enciclica ha riservato ampio spazio di riflessione.

Luciano Boi

Pensare la relazione complessa dell’uomo con la natura

AGRICOLTURA ISTITUZIONI MERCATI

Fascicolo: 2-3 / 2015

Nella sua recente enciclica Laudato si’ (2015), Papa Francesco conferisce alla comunità degli esseri umani un nuovo compito, quello di salvare la terra da una sua distruzione per mano stessa dell’uomo. Il modello di sviluppo economico e sociale dominante appare sbagliato nei suoi stessi fondamenti. In particolare è sbagliato pensare che il nostro pianeta, l’unico abitabile, possa essere sfruttato in modo illimitato e che le sue risorse siano inesauribili. La finitezza materiale del pianeta è legata alle nozioni/proprietà fondamentali di entropia e irreversibilità, che suggeriscono la necessità e l’obiettivo di una nuova visione della cultura e della società. Sulla finitezza fisica si innesta tuttavia il carattere infinito della creatività della natura e dell’inventività dell’uomo. In questo saggio mostriamo l’importanza scientifico-filosofica decisiva del pensiero complesso come chiave di lettura dei fenomeni naturali e sociali come chiave di lettura per capire e cambiare il mondo, e il nesso essenziale che esiste tra il pensiero complesso e la necessità di proporre un nuovo umanesimo fondato su una ricomposizione profonda della cultura umanistica e della cultura scientifica, della natura e dell’uomo.

A cura della Redazione

Indici

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2015

A cura della Redazione

Riviste

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2015

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Recensioni

PSICOTERAPIA E SCIENZE UMANE

Fascicolo: 4 / 2015