RISULTATI RICERCA

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Maria Grazia Ruggerini

Come nasce la violenza

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Partendo dalla constatazione che radici della violenza maschile contro le donne non sono state ancora intaccate nel profondo, nonostante le rilevanti azioni condotte su più fronti soprattutto dagli anni duemila, l’autrice ripercorre il percorso storico che ha consentito l’emersione del fenomeno e le forme di contrasto. In particolare descrive sia la nascita dei centri antiviolenza a partire dagli anni ottanta e la loro attuale diffusione e messa in rete anche con gli altri servizi di contrasto alla violenza, sia il più recente modalità di affrontare il problema della "questione maschile" che mette al centro la violenza degli uomini nelle relazioni con l’altro sesso, prevedendo anche l’apertura di centri di ascolto per uomini maltrattanti e di servizi. Conclude sottolineando la necessità non solo di azioni di sistema da parte delle istituzioni supportate da un investimento di risorse economiche ma soprattutto di operare per il cambiamento culturale nelle relazioni fra donne e uomini.

Maura Misiti

Lo sapevano tutti

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Il 1975, anno nel quale si è consumato il "delitto del Circeo", segna una cesura importante nella lunga evoluzione del riconoscimento della violenza maschile contro le donne, fenomeno molto diffuso ma nascosto e taciuto. L'articolo analizza il processo di "presa in carico" del tema: dalle definizioni, alla misurazione, al discorso pubblico da parte dei soggetti della governance nazionale ed europea, e ne elenca i principali strumenti di prevenzione, contrasto e punizione. La situazione italiana è illustrata sia attraverso i recenti interventi legislativi, sia mediante l'analisi dei dati rilevati dall’indagine ISTAT sulla prevalenza del fenomeno nel 2014 in relazione alla situazione nel 2006. Infine sono considerate le prospettive e le future scadenze.

Blazenka Pane

La storia si ripete nel cambio della scenografia

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

L'autrice riflette sul ruolo dei media, mezzi d’informazione e di divulgazione, relativamente alle questioni di genere. Ai media è attribuita la responsabilità di sviluppare una cultura sessuata e sbilanciata nei confronti delle donne. Tuttavia esiste, anche se in forma limitata, una produzione mediatica che dal dopoguerra ad oggi ha narrato la reale condizione della donna evidenziando le iniquità di genere che dovrebbero essere superate.

Antonietta Bellisari

Le pari opportunità nella normativa italiana. Intervista a Monica Parrella

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

L'intervista si apre con una dettagliata analisi della legislazione italiana in materia di pari opportunità. Normativa in evoluzione ma, ritenuta dall’intervistata, all’avanguardia rispetto ad altri paesi europei. Viene poi esaminata l'applicazione del Codice delle pari opportunità tra uomo e donna del 2006 e messi in evidenza gli aspetti ancora da affrontare e le relative priorità, la situazione a livello regionale e alcune esperienze innovative. L'intervista si conclude con la descrizione delle azioni da attuare al fine di promuovere una cultura paritetica fra uomo e donna.

Giovanna Marano, con una lunga esperienza nel sindacato, racconta, nell’intervista, la sua attività e il suo impegno per le politiche di genere, incentrate sia all’autorealizzazione delle persone che alla dignità del lavoro. Un particolare riconoscimento è attribuito alle responsabili nazionali della CGIL che negli ultimi venti anni hanno apportato un grosso contributo per il cambiamento del ruolo della donna all'interno del sindacato stesso. L'intervista si conclude con la sua attuale esperienza di assessore allo sviluppo economico del Comune di Palermo tesa a ridisegnare i servizi e semplificare le procedure, dando un’impronta femminile alla politica il cui obiettivo primario è quello di ri-attivare i processi di partecipazione.

Gloria Chianese

La sfera pubblica delle donne: il caso del sindacato

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Nella dimensione politica femminile l’organizzazione sindacale ha avuto un ruolo importante. La cultura sindacale è stata a lungo incentrata sulla valorizzazione del lavoro maschile. Malgrado ciò, le donne hanno sviluppato un forte protagonismo che ha attraversato le diverse generazioni acquisendo importanti significati di emancipazione e di libertà. È necessario che tale patrimonio non vada disperso, soprattutto nell’attuale congiuntura storica in cui la comunicazione con le giovani generazioni sembra resa difficile da una condizione lavorativa ed esistenziale molto diversa dal passato.

Sveva Avveduto

Carriere, empowerment e partecipazione delle donne nella ricerca

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Il saggio prende in esame alcune indicazioni provenienti dalla Commissione Europea e dall’OCSE in merito alla ricerca ed alla partecipazione delle donne alla scienza. Partendo dai dati ci si sofferma sulle analisi della situazione in ambito europeo e sulle misure individuate che sarebbe possibile adottare per favorire in maniera equa sia la partecipazione che la progressione di carriera delle donne.

Ilaria Di Tullio

Donne negli enti pubblici di ricerca

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

L’articolo propone una lettura in chiave sociologica della problematica riguardante la componente femminile negli enti pubblici di ricerca, con particolare riguardo alla questione della sotto-rappresentazione delle donne nel comparto di ricerca delle discipline cosiddette hard: Science, Technology, Engineering, and Mathematics: STEM.

Lucio Pisacane

In tandem: essere coppia nel lavoro scientifico

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Questo contributo si propone di fare il punto sull’approccio europeo alle politiche di sostegno alle dual-careers academic couples, nello specifico sui servizi offerti dai centri di ricerca e dalle università per risolvere ciò che nella letteratura sul tema è anche noto come il two body problem: dare supporto cioè alle coppie in cui entrambi i partner vogliano perseguire la carriera scientifica. L’articolo si sofferma sulla situazione nel sistema di ricerca statunitense, più avanzato su queste politiche, e analizza il panorama europeo, dove enti di ricerca e università tedesche e dei paesi del Nord Europa risultano maggiormente impegnati nei programmi per le dual-careers academic couples.

Carla Moretti

Welfare, professioni sociali e dimensione di genere: l’assistente sociale

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

La ricomposizione di una normativa unitaria delle figure professionali sociali, prevista dalla legge 328/2000, a tutt’oggi non è stata attuata; la modifica del titolo V della Costituzione ne attribuisce la potestà legislativa alle Regioni, salvo la determinazione dei principi fondamentali che resta di competenza legislativa dello Stato. Le professioni sociali che hanno un riconoscimento nazionale sono: l’assistente sociale, l’educatore e l’operatore socio-sanitario; di queste professioni l’unica che ha avviato una riflessione sulla dimensione di genere è l’assistente sociale. Il contributo pone rilevanza agli studi di genere che hanno caratterizzato la professione dell’assistente sociale nei diversi periodi storici; in particolare vengono rilevati gli elementi significativi emersi in alcune ricerche realizzate in Italia e nei Paesi Europei. Inoltre con l’introduzione, a partire dagli anni Ottanta, delle competenze manageriali nell’ambito dei servizi sociali, il dibattito sulla dimensione di genere acquisisce ulteriori elementi di analisi relativi ai modelli di leadership femminili e maschili.

Emanuela Abbatecola

Donna Faber. Lavori maschili, stereotipi e strategie di resistenza

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Il saggio attraverso le tecniche proprie della sociologia visuale presenta uno studio su donne che scelgono (o si trovano) lavori culturalmente non conformi al proprio genere violando un dominio simbolico non scritto. Esso presenta una ricerca qualitativa socio-fotografica, condotta in Italia tra il 2010 e il 2013 intervistando e fotografando donne in lavori da uomini: alcune camioniste, una minatrice, una chef, una guida alpina, un’elicotterista, un’elettricista, una vigile del fuoco, una falegnama, una maestra d’ascia, un’ingegnera meccanica, ecc.

Adele Menniti

Le donne nel mercato del lavoro: i numeri di un percorso di luci e ombre

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Il lavoro documenta la condizione delle donne nel campo del lavoro con riferimento al lavoro di cura e alla conciliazione lavoro-famiglia. Insiste, poi, sull’importanza delle statistiche di genere quale strumento essenziale di pianificazione e programmazione di interventi politici e come strumenti di conoscenza e consapevolezza sui divari di genere esistenti.

Maria Girolama Caruso

L’occupazione e le professioni nel mondo femminile

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Il contributo esamina gli aspetti principali dell’evoluzione delle differenze di genere nel mercato del lavoro, con particolare riferimento al livello di istruzione, alla condizione professionale e alle professioni esercitate dagli individui. A tale proposito saranno utilizzati dati di indagine sulle forze di lavoro condotte dall’ISTAT a partire dal 2004.

Antonella Ciocia

Le donne immigrate in Italia. Intervista a Mara Tognetti Bordogna

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Nell’intervista è descritta in modo analitico la situazione delle donne immigrate in Italia, immigrazione presente già a partire dagli anni settanta, dovuta anche all’incremento della domanda di lavoro nel settore dei servizi, e in particolare in quello dei servizi alla persona. Nel quadro complesso, articolato, dinamico delle migrazioni delle donne, che vede molteplici strategie e modelli migratori seguiti dalle donne nel tempo, nell’intervista si affrontano i temi dell’immigrazione come emancipazione, della condizione di ragazze adolescenti, delle disuguaglianze tra donne immigrate e donne italiane, diseguaglianze presenti soprattutto nella tutela della salute e nell’accesso ai servizi. Dall’intervista emerge, inoltre, come quella delle donne immigrate sia una realtà di forte protagonismo e di centralità nei flussi migratori, che stenta ancora ad essere riconosciuta. L’intervista si conclude con la riflessione che vi sono ancora molti ambiti da indagare sulla dimensione femminile della migrazione, tra i quali la condizione delle donne rifugiate o richiedenti asilo, ambiti che necessitano e richiedono un più ampio e adeguato supporto teorico.

Antonella Ciocia

Il genere insegnato. Intervista a Maria Laura Corradi

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Nell’intervista Maria Lauri Corradi racconta la sua esperienza personale come titolare dell’attuale cattedra di Studi di genere, dell’Università della Calabria a Cosenza: l’evoluzione della cattedra, il metodo dell’intersezionalità, di studio e analisi utilizzato, le tematiche affrontate o che dovrebbero essere affrontate, il profilo dello/a studente/essa tipo che frequenta la cattedra e la cattedra rispetto all’Italia e all’Europa. L’intervista si conclude con un accenno agli studi di genere non in lingua europea e al femminismo di colore, che, secondo l’Autrice, rappresentano una maggioranza emergente e una modalità di leadership da cui si potrebbe imparare molto.

Roberta Messina

Pari opportunità e genere nella programmazione europea

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Il saggio mette a fuoco l’attenzione della programmazione europea sulle tematiche di gender. Dopo un breve excursus storico a partire dagli anni ottanta, con i piani triennali, che introducono le pari opportunità tra i generi mediante la politica di mainstreaming, si passa alla analisi delle iniziative specifiche. L’autrice, mentre sottolinea l’importanza di rafforzare il ruolo e il valore delle donne europee, in quanto potenziale traino per tutte le donne nel mondo, avverte con preoccupazione un progressivo indebolimento dei programmi europei. Tant’è che il saggio si conclude con la riflessione critica delle politiche europee che, pur avendo contribuito ad accrescere la sensibilità attraverso le azioni positive nei confronti delle donne, richiedono un maggiore investimento per abbattere le "barriere" delle differenze.

Silvana Salerno

Il genere in ergonomia e l’ergonomia di genere

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

L’articolo, ricostruisce alcune importanti “lezioni” che storicamente hanno fatto emergere della differenza di genere nella progettazione ergonomica e/o nel miglioramento dell’ambiente di lavoro: l’ergonomia di Maria Montessori che, nell’educazione dei minori, supera la differenza di genere; lo sciopero delle piscinine (ragazzine che lavoravano presso le sartorie), per la riduzione del peso degli scatoloni contenenti vestiti confezionati, la ricercatrice Karen Messing che ha contribuito con i suoi studi a denunciare l’invisibilità del lavoro delle donne e a sfatarne i luoghi comuni, Madeleine Estryn-Behar che ha indagato le iniquità relative al diritto alla salute confermate anche dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (World Health Organization, 2008). L’ergonomia applicata al lavoro ha fatto emergere le differenze di genere e ha focalizzato le ineguaglianze; tuttavia sono molti i temi da affrontare per rispondere adeguatamente alle esigenze di salute.

Antonella Ciocia

Essere donna nel III millennio: un’introduzione

WELFARE E ERGONOMIA

Fascicolo: 2 / 2015

Il lavoro presenta una riflessione sui "determinanti" dell’uguaglianza di genere tra stereotipi e aspetti culturali e sulle influenze sui comportamenti femminili da parte delle agenzie di socializzazione (famiglia e scuola).