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Angela Colajanni, Angela Ballatore, Santina Sferruggia, Martina Margiotta, Gaetano Vivona

Dalla rielaborazione del trauma alla regolazione neurofisiologica: EMDR e Teoria Polivagale nella dipendenza da cocaina

MISSION

Fascicolo: 72 / 2025

This paper examines the integration of EMDR (Eye Movement Desensitization and Reprocessing) therapy and the Polyvagal Theory in the treatment of cocaine addiction, one of the most complex challenges in the fi elds of psychotherapy and public health. After outlining the severity of the phenomenon in Italy – marked by an increasing health and social impact, a rise in drug-related hospitalizations, and significant involvement of both young people and adults – the theoretical foundations of the two approaches are explored.
The article illustrates this perspective through the clinical case of Vito, a patient with cocaine dependence and a history of early relational trauma, treated with an integrated EMDR-Polyvagal approach within a Gestalt-oriented psychotherapy framework.
The case highlights how the combined work on trauma reprocessing and neurophysiological regulation promotes a reduction in substance use, improved body awareness, relational trust, and emotional self-regulation.
The paper emphasizes the importance of the therapeutic relationship as a space of safety and co-regulation, and the need for an integrated treatment approach that unites neuroscientifi c and humanistic perspectives to foster recovery, autonomy, and quality of life in individuals affected by cocaine addiction.

S. Gariboldi, M.I. Pignacca, C. Porta, O. Nonnis, C. Quatraro, D. Aimi, L. Tadonio

Valutazione del gradimento della terapia con metadone compresse rispetto allo sciroppo presso il SerDP di Fidenza

MISSION

Fascicolo: 72 / 2025

The present study compared the acceptability of two methadone formulations (syrup vs tablets) in a sample of 44 patients with Opioid Use Disorder (OUD).
The analyses revealed signifi cant differences in favor of the tablet formulation in six of the seven dimensions investigated.
Notable advantages emerged in terms of taste, ease of transport and storage, maintenance of privacy, reduction of dosing issues, and positive impact on daily life.
Most patients receiving the tablet formulation also reported no difficulties in switching from the liquid formulation, expressing an intention to continue with tablets and to recommend them to other patients.
These results suggest that methadone tablets may improve the patient experience and promote greater treatment adherence, while also reducing the indirect costs for services. Future studies with larger samples and attention to pharmacoeconomics will be needed to confirm these findings and support clinical and organizational choices aimed at personalization and sustainability of treatments.

Background: In prison, there is an increasing tendency toward self-medication and/or misuse and diversion of certain potentially addictive pharmaceuticals, such as benzodiazepines, gabapentinoids, and synthetic opioids, for which effective counter-strategies are required.
The proposed project work was developed and discussed within the managerial course Dirigenti Struttura Complessa and implemented at the Ivrea prison.
Methods: Organizational, training programs, process-related, clinical (VAS and WHOQOL-BREF scale), and economic approaches.
Expected Results: Primarily qualitative, in terms of the implementation of care pathways, monitoring of pharmacological prescriptions at risk of misuse, reduction of related critical events, and enhancement of prisoners’ quality of life.
Conclusions: It is necessary to share technical tools, training programs, and PDTA (Diagnostic and Therapeutic Care Pathways) with all units operating in prison.

Maria Chiara Ciabattoni, Silvia Formentin, Cristina Marogna, Luca Bruno

La rappresentazione delle figure parentali nei soggetti con addiction attraverso il Test di Rorschach

MISSION

Fascicolo: 72 / 2025

Obiettivo La presente ricerca intende indagare la qualità delle relazioni d’oggetto e le rappresentazioni delle figure parentali in soggetti con addiction a seconda del tipo di sostanza e del programma di trattamento, attraverso il test di Rorschach, cercando di rispondere alla seguente domanda: si può ipotizzare che dinamiche relazionali precoci con i caregiver corrispondano ad una maggiore vulnerabilità alla dipendenza da una tipologia di sostanza piuttosto che un’altra? Metodo sono stati considerati i protocolli Rorschach di 196 soggetti dipendenti da eroina, cocaina, alcol suddivisi in due differenti programmi di trattamento residenziale comunitario (alcoldipendenti e tossicodipendenti). Per studiare le relazioni oggettuali sono state analizzate le risposte date alle tavole bilaterali II, III, VII classificando il tipo di relazione individuata dal soggetto, mentre per studiare le rappresentazioni parentali sono state analizzate le risposte date alle tavole IV e VII, considerate rispettivamente la tavola paterna e materna, classificando il contenuto delle risposte a seconda delle proiezioni di aspetti positivi, depressivi, aggressivi, persecutori e di identificazione proiettiva, con l’intento di indagare le differenze tra soggetti alcoldipendenti e tossicodipendenti. Risultati L’analisi delle risposte date alle tavole bilaterali ha rilevato una prevalenza delle risposte basate principalmente sulla forma e, secondariamente, risposte basate sull’azione generica e sull’interazione, mentre la proiezione di figure in relazione fra loro è risultata povera. Riguardo l’analisi delle rappresentazioni parentali, vi è un’associazione significativa tra il programma di trattamento e le risposte fornite alla tavola IV (p=0.001), con maggiore concentrazione di rilievi depressivi nei soggetti tossicodipendenti e maggiore frequenza di proiezioni correlate all’aggressività nei soggetti dipendenti da alcol. Dall’analisi delle risposte alla tavola VII, inoltre, risulta evidente come i soggetti tossicodipendenti proiettino aspetti positivi fino a tre volte di più rispetto ai soggetti alcoldipendenti, mentre entrambi i gruppi di soggetti proiettano massicciamente e in ugual misura aspetti aggressivi a questa tavola.

Conclusioni Questo studio evidenzia la difficoltà dei soggetti con addiction di investire nelle relazioni oggettuali che, quando presenti, si rifanno a modalità arcaiche relative alle primissime fasi di costruzione della relazione d’oggetto. Se da una parte questa ricerca conferma l’inconsistenza della rappresentazione della figura paterna nelle addiction come da letteratura, con vissuti di vuoto, deterioramento di tipo depressivo-anaclitico e attacchi distruttivi verso l’oggetto, dall’altra apre a nuove riflessioni sull’ambivalenza della relazione positivo-distruttiva riguardo la rappresentazione della figura materna. I risultati sembrano confermare la direzione teorica secondo cui la tipologia di sostanza primaria potrebbe essere una scelta d’oggetto coerente con le rappresentazioni parentali introiettate.

 

Marco Riglietta, Linda Daffini, Paola Banalotti, Sara Caminada, Fabrizio Cheli, Francesca Chiara, Grazia Carbone, Paolo Donadoni, Paolo Fumagalli, Roberta Marenzi, Liliana Praticò, Margherita Rossi

La citisina nel trattamento del disturbo da uso di tabacco: un trattamento efficace e sicuro per il controllo del craving

MISSION

Fascicolo: 72 / 2025

Il fumo di tabacco è una delle principali cause di morbilità e mortalità a livello mondiale, e il suo uso cronico è riconosciuto come una vera e propria patologia: il disturbo da uso di tabacco.

L'approccio più efficace per smettere di fumare combina il supporto comportamentale con la terapia farmacologica. I farmaci hanno l'obiettivo di agire controllando i sintomi di astinenza ma soprattutto riducendo il craving che rimane il sintomo patognomonico della dipendenza.

Lo sviluppo della dipendenza si realizza nel corso di anni in cui i meccanismi neurobiologici cerebrali si modificano cambiando la risposta agli stimoli e modificando i percorsi di memorizzazione.

Al pari di altre dipendenze (oppiacei o alcol) il trattamento farmacologico deve permettere un riequilibrio del funzionamento cerebrale per un tempo sufficientemente lungo da permettere il riequilibrio dei circuiti alterati.

La citisina rappresenta un'opzione terapeutica di grande interesse e con una storia consolidata nei paesi dell'Est Europa. L’effetto della citisina è quello di un agonista parziale dei recettori nicotinici dell'acetilcolina a4ß2. Ciò significa che si lega a questi recettori nel cervello con un'affinità molto alta, li stimola in modo debole, producendo una quantità sufficiente di dopamina per alleviare i sintomi dell'astinenza e il craving, al contempo, blocca il legame della nicotina derivata dal fumo, riducendo o eliminando la sensazione di piacere e gratificazione che il fumatore ottiene dalla sigaretta. 

A tutt’oggi il comportamento prescrittivo segue schematismi che non possono essere condivisi stante la cronicità della patologia: è indispensabile modificare la visione del trattamento e valutarne l’efficacia su parametri più consoni quali la riduzione del craving e la scomparsa/riduzione dei sintomi di astinenza.

Over the last decades, age at onset of substance use has progressively decreased, with earlier initiation being associated with worse prognosis and greater clinical severity.
This descriptive study examined patterns of use, clinical severity and psychopathological dimensions in 111 patients under 26 years old treated at Onda1 - SSD Nuove Dipendenze Asl Città di Torino in 2024.
Assessments were based on clinical records, the Adolescent Behavior Questionnaire (ABQ) and the Seven Domains Addiction Scale (7DAS).
Cannabis was the most frequent primary substance (˜70%), but with increasing age a shift emerged towards crack, inhaled cocaine and polysubstance use, which reached 20% in the 23-25 age group. More than half of the sample (52.3%) presented severe Substance Use Disorder, with severity signifi cantly associated with age and substance pattern.
Although fewer in number, female patien ts showed more severe clinical impairment and higher levels of psychopathology across all 7DAS domains.
Overall, findings indicate an age-related trajectory of clinical worsening from adolescence to young adulthood and underline the need for specialized public services able to provide early, multidisciplinary and gender-sensitive interventions to intercept developmental vulnerability and prevent progression towards more complex and severe patterns of use.

This study provides the fi rst mapping of nursing diagnoses among young people with substance use disorders accessing the Androna Giovani service in Trieste.
Using a cross-sectional design, 90 participants aged 15-25 were assessed through standardized nursing interviews based on NANDA-I criteria.
Nineteen diagnoses showed a prevalence = 30%, with Risk for suicidal behavior emerging as the most frequent.
Signifi cant associations were observed between psychosocial vulnerabilities – such as unemployment, low educational attainment, lack of family support, involvement with social services, and previous stays in therapeutic communities – and multiple nursing diagnoses reflecting both clinical and psychosocial fragilities.
These findings align with existing evidence highlighting the impact of social determinants of health on substance use trajectories and treatment engagement.
The use of nursing diagnoses allowed for a detailed characterization of care complexity, underscoring the need for integrated, individualized, and psychosocially informed nursing interventions.
Despite limitations, including the absence of benchmarks and missing data, this study supports the essential role of nursing in recognizing early vulnerabilities and promoting comprehensive, person-centered care in youth addiction settings.

Giovanna Crespi, Flavio Vischia, Felice Nava, Elisabetta Bussi Roncalini, Maria Grazia Di Bello, Jatin Ial, Davide Broglia, Concettina Varango

Dall’inquadramento normativo fino al nuovo DDL: importanza e finalità delle “misure alternative”

MISSION

Fascicolo: 72 / 2025

Pathological addictions represent a crucial challenge for the social, health and penitentiary systems.
Numerous prisoners in Italy suffer from such addictions, with a signifi cant impact on prison numbers and on recidivism of related crimes.
According to data from the XXI Antigone Report, approximately 34% of the prison population is in prison for violating drug legislation, and as many as 40% of those entering prison use drugs [1].
This indicates that a signifi cant portion of prisoners have addiction problems, with important implications both on the health level (spread of infectious diseases, need for specifi c treatments) and on the level of prison security and overcrowding.
People with addictions, often involved in minor crimes related to the consumption or procurement of substances, risk being trapped in a vicious cycle in which traditional detention can aggravate the condition of addiction without offering real opportunities for recovery.
Consequently, for decades the Italian legislator has recognized the need for alternative measures to detention
specifi cally designed for drug and alcohol addicts (2-4), with a view to combining security needs with the protection of the health and social rehabilitation of the convicted person.
Such measures aim to shift the focus from mere custodial punishment to therapeutic and reintegration paths, considered more effective in reducing recidivism and the social impact of addictions.
In this general introduction, the relevance of the topic is therefore evident: offering treatment opportunities instead of prison to addicts brings multiple benefi ts, including a decrease in new drug-related crimes, a reduction in the pressure on prisons and an improvement in public health outcomes (reduction in overdoses, spread of HIV/HCV, etc.) (5-6).
In the remainder of this paper, we will analyse the current Italian regulatory framework on the matter, the different types of alternative measures provided, the criteria for accessing them, the differences in their application across the country and the data on their effectiveness, to then discuss the remaining critical issues.

AUSGI Androna Giovani Trieste

La finestra dei Consumatori/Cara Cristoforetti

MISSION

Fascicolo: 72 / 2025

Questa rubrica è uno spazio riservato ai contributi, alle osservazioni, alle storie narrate in prima persona da chi si è trovato a frequentare i servizi per le dipendenze a causa dei propri problemi di salute, o ai loro familiari.
Molti sono coloro che amano scrivere e che attraverso il linguaggio della prosa e delle poesia riescono ad esprimere compiutamente ciò che a voce può essere fonte di disagio o fatica.
Mission pensa che questo spazio possa essere prezioso sia per gli autori che per i professionisti che leggono la rivista e quindi lo propone con l’intento di sperimentare nuove forme di approfondimento e di confronto.

A cura della Redazione

Libri ricevuti

RIVISTA DI STORIA DELLA FILOSOFIA

Fascicolo: 3 / 2025

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Recensioni

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Fascicolo: 3 / 2025