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Salvatore Martini

Editoriale

PSICOBIETTIVO

Fascicolo: 2 / 2019

A cura della Redazione

Norme redazionali

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2019

A cura della Redazione

Recensioni

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2019

Giorgio Mattei, Gian Maria Galeazzi

Editoriale

RIVISTA SPERIMENTALE DI FRENIATRIA

Fascicolo: 2 / 2019

A cura della Redazione

Recensioni

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2019

Questo articolo racconta la vita e il lavoro di Georges Wollants (1941-2018), terapeuta del-la Gestalt belga. Wollants occupa una posizione particolare nella comunità gestaltica interna-zionale, poiché definisce la psicoterapia della Gestalt in modo diverso dal solito: lo sfondo in-tellettuale di Wollants era infatti radicato nella psicologia fenomenologica della Dutch Utrecht School e della Belgian Leeuwen School, strettamente connesse con la teoria della psicologia della Gestalt della Scuola di Berlino. Ciò è particolarmente evidente nella sua opera Gestalt Therapy - Therapy of the Situation, in cui, già nell’introduzione, si domanda come la psicote-rapia della Gestalt si sarebbe evoluta se, fin dall’inizio, le intuizioni, i principi e le applicazioni della Scuola di Berlino fossero stati integrati nella pratica e nella formulazione dei concetti di base presenti in Gestalt Therapy. In questo libro il suo intento era dimostrare che una psicoterapia della Gestalt basata sulla teoria della Scuola di Berlino (costruita sul lavoro di Wertheimer, Köhler, Koffka, Lewin e Metzger) è possibile, e evidenziare cosa questo avrebbe significato nella teoria e nella pratica della psicoterapia della Gestalt.

In un mercato che richiede sempre maggiore velocità, flessibilità e capacità di innovazione, il benessere del gruppo di lavoro può costituire una leva strategica, con importanti e positive influenze sul clima e sulle performance aziendali. I più recenti studi definiscono la salute orga-nizzativa come un processo circolare in cui i piani personale e professionale, soggettivo e og-gettivo, emotivo e organizzativo si intersecano (Avallone, Paplomata, 2005). In questo scena-rio, la psicoterapia può proporre un innovativo metodo di analisi e intervento che trova nel gruppo il suo ambito privilegiato. Nel presente lavoro viene presentato un caso clinico in azienda che sviluppa il modello di consulenza aziendale gestaltica di Margherita Spagnuolo Lobb (Spagnuolo Lobb, 2012c; 2019), basato su una prospettiva estetica, fenomenologica e relazionale. Dall’esperienza con il modello, emerge la sua efficacia nel lavorare con il concetto multidimensionale di benessere organizzativo, muovendosi in maniera circolare tra le realtà fenomenologiche dei singoli dipendenti, del gruppo e dei manager. Inoltre, il linguaggio posi-tivo della psicoterapia della Gestalt, orientato allo "svelamento" e alla "liberazione" della bel-lezza e del potenziale, fanno del modello di consulenza gestaltica aziendale un potenziale meto-do di lavoro da introdurre tra le prassi aziendali, oltre che un modello per singoli progetti di consulenza.

Michele Borghetto, Ilaria Benedetti

Psicoterapia della Gestalt, adolescenza e fragilità intellettiva

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2019

Le persone con un Funzionamento Intellettivo Limite (FIL) hanno meno probabilità di ri-cevere cure per problemi di salute mentale dal sistema sanitario e d’istruzione, rispetto alla po-polazione generale. I problemi dell’apprendimento sono presenti nell’esperienza scolastica, spesso confusi con la pigrizia, l’immaturità o l’indolenza. Le persone con FIL sono spesso socialmente isolate, disoccupate e hanno molte difficoltà a prendersi cura di se stesse. Gli studi riportano spesso difficoltà nell’integrazione sociale e con la giustizia. Il presente articolo vuole proporre una riflessione sul ruolo della psicoterapia nel lavoro con gli adolescenti che manife-stano una fragilità a livello cognitivo. Gli adolescenti con funzionamento intellettivo limite possono sviluppare problematiche psicopatologiche e la psicoterapia può essere di aiuto per affrontare queste difficoltà relazionali ed emotive. Nello specifico, l’approccio esperienziale della psicoterapia della Gestalt è partico-larmente adatto alle peculiari caratteristiche cognitive prese in esame. Infatti, il linguaggio non rappresenta sempre il miglior modo per interagire con questo tipo di adolescenti, poiché spesso mostrano difficoltà rispetto allo sviluppo della consapevolezza di sé, a causa delle carenze in termini di pensiero astratto.

Anna Fabbrini

La formazione dello psicoterapeuta come avventura trasformativa

QUADERNI DI GESTALT

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo riprende e amplifica la relazione presentata dall’autrice al Convegno Internazio-nale "L’estetica della relazione di cura", che si è tenuto a Milano nel novembre 2018, organiz-zato dall’Istituto di Gestalt HCC Italy. La riflessione si concentra su un aspetto particolare del-la formazione del terapeuta e precisamente sull’importanza della psicoterapia personale effet-tuata in concomitanza del percorso formativo. Considerata a tutti gli effetti come parte integran-te della formazione, essa diventa la condizione per fare propri, incorporare i saperi appresi at-traverso lo studio teorico e anche per affinare una propria creatività nell’esercizio della pratica di cura dei pazienti. Il percorso del conoscere se stessi e conoscere il proprio mondo relazionale interno è da considerarsi fondativo per chi cura: i saperi teorici appresi dovranno costantemente fare i conti con la capacità di presenza, col modo di essere forma nella relazione per risuonare alla parola e al corpo dell’altro. Il testo analizza alcuni saperi esperienziali necessari a colui che cura, per potersi sintonizza-re della relazione terapeutica: il sapere del contatto e della differenza, il sapere della propria sto-ria e il sapere del proprio corpo. Vengono portate inoltre alcune riflessioni sulla cura del set-ting come dispositivo di tutela da parte dello psicoterapeuta nei confronti del carico emotivo derivante dal contatto con la sofferenza dei pazienti.

L’articolo tratta la co-creazione di processi corporei di coppia difficili, che si esprimono tramite un disagio specificatamente sessuale. La perdita della spontaneità corporea si traduce in fragilità del contatto intimo, assumendo la forma di una specifica disfunzione sessuale. Per ognuna di queste sofferenze sessuali viene fornito un esempio clinico. Il sostegno terapeutico mira a riattivare spontaneità e pienezza nell’esperienza corporea della coppia. A tale scopo si introduce il tema della Conoscenza Relazionale Estetica (Spagnuolo Lobb, 2017a), che si de-clina anche in termini di una risonanza del terapeuta quale persona sessuata. I momenti guida nel lavoro con le coppie elaborati da Spagnuolo Lobb (2011) sono poi proposti, nello specifico della co-costruzione di un qui e ora corporeo spontaneo delle coppie. Vengono infine descritte le competenze del "danzare" i processi corporei di coppia: i "passi di danza" (Spagnuolo Lobb 2017b).