RISULTATI RICERCA

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Maurizio Esposito, Alessandra Sannella

Introduzione

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 2 / 2019

Walter Ricciardi

Editoriale

SALUTE E SOCIETÀ

Fascicolo: 2 / 2019

Ambra Galeazzo

Soddisfazione lavorativa nelle fabbriche del Veneto: come incentivarla?

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

Questo studio analizza le determinanti della soddisfazione lavorativa degli operai. La letteratura è concorde sull’importanza della soddisfazione lavorativa per migliorare la vita privata e la salute dei lavoratori e aumentare la produttività, ridurre l’assenteismo e il turnover dell’azienda con effetti positivi sulla performance. Seppure molti studi evidenziano che il welfare aziendale accresce la soddisfazione, questa non è sufficiente. Per garantire un ambiente lavorativo soddisfacente, è fondamentale analizzare le caratteristiche del lavoro e le relazioni che il lavoratore instaura con il supervisore. Utilizzando un campione di 131 lavoratori di 12 fabbriche del Veneto, la presente ricerca conduce un’analisi empirica per studiare (1) la relazione tra complessità del lavoro e soddisfazione lavorativa e (2) la relazione tra stile di leadership adottato dal supervisore e soddisfazione lavorativa. I risultati mostrano che un lavoro complesso che permette al lavoratore di applicare le proprie conoscenze per svolgere un ampio numero di mansioni e un supervisore che adotta uno stile di leadership trasformazionale influenzano positivamente la soddisfazione del lavoratore.

Federico Benassi, Marianna Mantuano, Alessandro Martini, Federica Pintaldi

Le dinamiche occupazionali in italia alla luce di classificazioni non standard di geografie funzionali

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

Il contributo analizza le recenti dinamiche occupazionali italiane utilizzando classificazioni territoriali non standard ottenute come aggregazione di geografie funzionali: i Sistemi locali del lavoro (Sll). Le classificazioni non standard utilizzate, proposte dall’Istat, sono quella socio-demografica, per vocazione culturale e secondo la specializzazione produttiva prevalente. L’intento è appurare se queste prospettive territoriali lascino emergere continuità e discontinuità spaziali nelle dinamiche del mercato del lavoro altrimenti "imbrigliate" nelle divisioni amministrative classiche. Il periodo temporale di osservazione è il 2008-2017, trattato in due sotto periodi: 2008-2013 e 2014-2017 (pre e post crisi). I risultati ottenuti mostrano l’importanza di approcciare nuove classificazioni territoriali per lo studio dei fenomeni socio-economici che consentano di andare oltre i risultati che normalmente emergono utilizzando geografie amministrative "classiche".

Giorgio Gosetti

La digitalizzazione del lavoro. Questioni aperte e domande di ricerca sulla transizione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

I cambiamenti nel lavoro sono sempre più spesso caratterizzati dalla presenza delle tecnologie digitali. Vecchio e nuovo sono compresenti e il testo intende proprio esplorare alcune delle dinamiche che caratterizzano la fase di transizione. In particolare, le argomentazioni sono articolate in tre parti. Inizialmente si individuano i caratteri rilevanti dello scenario di fondo della digitalizzazione e una possibile definizione delle tecnologie digitali. Successivamente vengono presentate le componenti tecnologiche principali del mondo del lavoro digitale e alcune parole chiave. La terza parte del testo passa in rassegna una serie di dimensioni analitiche e domande di ricerca, che possono indirizzare l’analisi e interpretazione della transizione al lavoro digitale. Adottando una chiave interpretativa non deterministica, e pensando anche al ruolo dell’azione sindacale, il testo pone attenzione alla progettazione organizzativa orientata a produrre qualità della vita lavorativa, ritenendo le tecnologie digitali una variabile organizzativa.

Giorgio Saccoia

Il sindacato nell’era digitale, una comunità nel cyberspazio

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

La prossimità fisica, tangibile, visiva, è e sarà sempre il campo di gioco preminente nell’azione sindacale. Mettere insieme e organizzare è il fondamento della forza di un sindacato confederale. Nei tempi e nel tempo. Ma va delineandosi, ogni giorno sempre più velocemente, il bisogno di creare e occupare in rete - cioè ad un livello altro, quello "digitale", sovrapponibile con il livello "reale" - uno spazio, un nuovo spazio sociale, che è il prodotto dello sviluppo di internet e dei suoi riflessi sulle reti sociali che nascono nello spazio digitale. Il cyberspazio. Eppure, il rapporto tra la Cgil, e per traslazione tra le grandi organizzazioni sociali di rappresentanza, e i social media è sempre stato conflittuale. L’individuazione, l’occupazione e la gestione del cyberspazio non è stata, in questi ultimi dieci anni di esplosione del web 2.0, materia di riflessione preminente. Le organizzazioni di rappresentanza, il vasto mondo dei corpi intermedi, ha subito i processi di disintermediazione tecnologica, travolto senza porre adeguati argini. Con grave ritardo arriviamo adesso ad affrontare questi nodi, questo vero e proprio conflitto da dirimere tra la dimensione reale e quella digitale.

Questo articolo investiga il potere ed il ruolo degli algoritmi nell’organizzazione del lavoro digitale, focalizzandosi in particolare sull’impatto che la loro introduzione ha avuto sulle condizioni professionali e sulle forme di resistenze dei lavoratori. Attraverso l’illustrazione di due casi di studio - quello dei ciclo-fattorini della consegna di cibo e quello dei conducenti di Amazon - cercheremo di capire: 1) in che modo gli algoritmi guidino e controllino l’organizzazione del lavoro e la prestazione dei lavoratori; 2) come questi lavoratori si siano mobilitati e lo abbiano fatto con (relativo) successo in contesti e all’interno di processi lavorativi considerati sfavorevoli all’azione collettiva.

Salvo Leonardi

Digitalizzazione, lavoro e contrattazione collettiva

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

La crescente digitalizzazione del lavoro pone sfide senza precedenti al diritto del lavoro, ai sistemi di welfare e alla rappresentanza dei lavoratori. In uno scenario di prospettive occupazionali incerte, i vecchi confini tra industria e servizi svaniscono, così come quelli tra subordinazione e autonomia nel rapporto di lavoro. All'arricchimento cognitivo e all'empowerment di certe occupazioni corrisponde la de-qualificazione di varie altre, in termini di ruoli, diritti e potere sociale. La contrattazione collettiva e il coinvolgimento dei lavoratori, insieme a nuove leggi sullo statuto giuridico dei platform workers, rappresentano le leve principali attraverso cui i sindacati possono esercitare un maggiore controllo sulle condizioni di lavoro e, possibilmente, anticipare il cambiamento. In questo articolo viene presentata una panoramica sulla più recente evoluzione della contrattazione collettiva in Italia, con particolare riguardo a quella aziendale e nel settore metalmeccanico, sull'organizzazione del lavoro e sulla partecipazione dei lavoratori, sia indiretta che diretta. Uno scenario che conferma i vari dualismi che affliggono l'economia e la società italiana, fra alcune pratiche di valore internazionale e una maggioranza di casi ancora appena sfiorati dall'innovazione sociotecnica e delle relazioni industriali.

Michele Forlivesi

Sindacato e lavoratori digitali: organizzazione, rappresentanza, contrattazione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

Il saggio analizza le diverse modalità di organizzazione sindacale dei lavoratori digitali. La via da seguire è secondo l’Autore quella del social movement unionism: ossia fare rete con associazioni, società civile e cittadinanza per rompere l’isolamento del rapporto lavoratorepiattaforma, ricomporre gli interessi collettivi a livello territoriale e stimolare l’attenzione dell’opinione pubblica e l’attivazione delle istituzioni. Il modello proposto presuppone un nesso indissolubile tra diritti sociali, diritti del lavoro e cittadinanza e richiede un’attivazione diretta di tutti gli attori sociali nei confronti delle piattaforme committenti: lavoratori, istituzioni locali e cittadini-consumatori. Il soggetto pubblico, in particolare, può giocare un duplice ruolo: promuovere pratiche neo-concertative, divenendo parte attiva del processo negoziale e stimolare il c.d. "consumo critico" della cittadinanza. Il livello territoriale di contrattazione è secondo l’Autore l’ambito contrattuale collettivo più adatto a recepire le istanze rivendicative dei lavoratori della gig economy in quanto a livello locale è più facile creare virtuosi meccanismi di coalizione sociale tra istituzioni, organizzazioni spontanee dei lavoratori, sindacati confederali e cittadinanza in grado di incidere sul potere di mercato delle piattaforme nel contesto urbano mediante la leva reputazionale.

Chiara Mancini

Il progetto cgil lavoro 4.0: diario di una sperimentazione

ECONOMIA E SOCIETÀ REGIONALE

Fascicolo: 1 / 2019

Questo articolo ripercorre il percorso che ha portato dalla ideazione del progetto Lavoro 4.0 Cgil alla sua realizzazione ed evoluzione con la piattaforma collaborativa online Idea Diffusa. Si tratta di una sperimentazione, sempre aperta a promuovere l’apprendimento collaborativo e l’intelligenza collettiva dell’organizzazione per renderla in grado di governare i processi di digitalizzazione. Proprio per questo, una lettura critica degli strumenti e dei processi attivati può essere utile per individuare i percorsi futuri.

Francesco Bottaccioli, Anna Giulia Bottaccioli

L’immunologia: una scienza con vocazione sistemica stretta nel paradigma riduzionista

PNEI REVIEW

Fascicolo: 1 / 2019

Nei due ultimi decenni, la ricerca in campo immunologico ha invaso tutti gli altri campi del sapere biologico e della clinica medica. Tuttavia, non è solo quest’ultima ad essere rivoluzionata, anche la psicologia e le neuroscienze stanno subendo un forte impatto sia di tipo teorico che pratico. È ormai chiaro infatti che l’infiammazione, sostenuta dal sistema immunitario, è parte integrante dei disturbi della mente, di tipo cognitivo-affettivo, umorale, del neurosviluppo e neurodegenerativo. Questa complessità, alla cui descrizione scientifica ha dato un contributo decisivo la ricerca Pnei, ha messo in crisi il paradigma che, partendo da Macfarlane Burnet, ha dominato l’immunologia degli ultimi sessant’anni. Il complesso scientifico-industriale riduzionista reagisce alla crisi proponendo l’estensione di farmaci antinfiammatori e immunosoppressori alle diverse patologie umane, sia di tipo fisico che di tipo psichico, nel tentativo di rinnovare la gabbia in cui stringere una scienza a vocazione sistemica.

David Lazzari

La professione psicologica compie 30 anni: criticità e prospettive

PNEI REVIEW

Fascicolo: 1 / 2019

L’articolo esamina la realtà della professione psicologica, nel trentennale della sua regolamentazione, alla luce della normativa ma soprattutto delle evidenze relative al ruolo della psiche nella vita umana e alla efficacia degli interventi psicologici. Si mettono in evidenza i progressi fatti ma anche le difficoltà ad utilizzare in modo adeguato e coerente le competenze psicologiche. Vengono analizzate le principali criticità e prospettive, ed in particolare il ruolo che la professione dovrebbe assumere (ed esserle assegnato) per rispondere al suo mandato sociale. Vengono presentati i dati relativi ad indagini su come gli italiani utilizzano e vedono la professione.