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Il saggio analizza la giurisprudenza costituzionale sul maso chiuso, istituto tradizionale del Tirolo volto a preservare l’indivisibilità delle unità agricole nel territorio montano. La Corte costituzionale ha da ultimo scrutinato la legittimità della disciplina legislativa provinciale che prevedeva una preferenza per i maschi nella successione mortis causa. La disposizione, già abrogata dalla riforma adottata nel 2001, era applicabile al caso in giudizio. Secondo l’Autrice, la sentenza conferma il favore ordinamentale per un istituto speciale geograficamente circoscritto, corrispondente ai perduranti bisogni della minoranza territoriale, tutelati dalle ingerenze della maggioranza, esprimendo la tutela del pluralismo che connota lo Stato democratico. Essa costituisce anche un esempio della complessità del rapporto tra "fatto" e "diritto" nei processi interpre tativi: il sentire sociale, che in questo caso avrebbe preminenza sul diritto positivo, corrisponde al principio di parità di genere fatto proprio dal diritto positivo, sia a livello costituzionale, sia dal legislatore provinciale, interprete della comunità locale
Nell’ultimo decennio il tema del benessere degli animali da reddito è stato oggetto di crescente attenzione da parte di consumatori, legislatori e società in generale. Ciò è legato non solo agli aspetti etici (rapporto uomo-animale) e sanitari (sicurezza alimentare) ma anche a quelli economici (ripercussioni sugli scambi commerciali). Per la prima volta nel Trattato di Lisbona del 13 dicembre 2007 (art. 13) viene riconosciuto agli animali lo status di "esseri senzienti" capaci di provare dolore e sofferenza e di avere vita emozionale. Viene così attribuito al benessere animale un valore comunitario fondamentale la cui tutela attiene ai doveri morali e civili di tutti i cittadini. La prima legislazione europea sul benessere animale risale al 1974, da allora si sono susseguiti trattati, accordi, direttive, regolamenti e leggi nazionali che hanno definito gli obblighi di tutti i soggetti che, a vario titolo, hanno una responsabilità nei confronti degli animali. Al mattatoio i due regolamenti capisaldi del benessere animale sono il reg. (CE) n. 1/2005 del Consiglio del 22 dicembre 2004 sulla protezione degli animali durante il trasporto e le operazioni correlate e il reg. (CE) n. 1099/2009 del Consiglio del 24 settembre 2009 relativo alla protezione degli animali durante l’abbattimento. Le figure interessate al controllo e alla gestione del benessere animale durante le operazioni di macellazione sono: Osa (operatori del settore alimentare) e veterinari ufficiali.
Religious slaughter is performed by Muslims and Jewish in order to obtain halal and kosher foods, respectively. This procedure is performed without pre slaughter stunning and it follows precise rules prescribed by the religious rite, which characterize its sacredness. The aim of the study was to determine and compare plasma cortisol values, an animal based stress indicator, in animals slaughtered using traditional procedures, which include stunning, with those in animals slaughtered using Halal and Kosher methods, which does not involve stunning. The study showed that during two steps of animal’s productive life (growth and bleeding) the greatest variation of plasma cortisol levels between slaughters with and without stunning was observed in the exsanguination phase. Indeed, during bleeding, plasma cortisol levels were higher in Halal-slaughtered animals than in those slaughtered with Jewish rite and in those slaughtered after stunning. These findings revealed that the increased levels of cortisol may alter the organoleptic characteristics of the meat. Finally, the study also revealed a legal gap in the field of labelling rules, as far as the meat unsuitable for the Halal/kosher market are however sold to consumers without further information.
Il benessere animale ha assunto il ruolo di principio nella predisposizione delle regole europee e nazionali sul governo dell’attività di allevamento, con la conseguente predisposizione di un apparato normativo sul controllo del rispetto degli obblighi indicati. L’Autrice inquadra le regole sul benessere animale nelle politiche agricole europee evidenziandone criticità e limiti, anche in considerazione dei riflessi della tutela del benessere degli animali sul funzionamento del mercato interno.
L’affermazione sul mercato agroalimentare delle alternative alla carne (noncarne) e delle carni alternative (neo-carne) richiede una risposta normativa che tuteli il consumatore e non ignori gli impatti sull’agricoltura. Mentre in altri ordinamenti extraeuropei inizia ad essere definita una linea disciplinare, e in alcuni paesi europei sono in atto normative volte a limitare l’uso delle denominazioni di carne, l’Unione Europea fa affidamento sulle normative generali.
Le ragioni etiche e scientifiche per il rispetto degli animali e la loro condivisione sociale rivestono un particolare significato nell’Unione Europea (UE), suggellato nel 2009 dal riconoscimento normativo degli animali come "esseri senzienti". L’Europa comunitaria, che da tempo si definisce "società della conoscenza", si trova però di fronte a un’importante scelta di riforma. Le visioni del benessere incorporate dalla normativa esistente non solo sono largamente e originariamente incomplete, ma sono diventate anche in gran parte obsolete nei contenuti scientifici. Mentre il settore privato tende ormai a scavalcare il legislatore con l’adozione volontaria di comportamenti e standard proattivi avanzati, per soddisfare le esigenze della "reputation economy", una "buona reputazione normativa" può diventare strategica per l’UE, consentendo sia di garantire un più elevato benessere agli animali sia di produrre benefici politici ed economici per l’Europa.