RISULTATI RICERCA

La ricerca ha estratto dal catalogo 106420 titoli

L’articolo analizza la trasformazione dei servizi pubblici locali nel contesto post-pandemico, segnato dal superamento del dogma neoliberale della sola regolazione del mercato. L’autrice evidenzia come le recenti crisi abbiano rinnovato la necessità di discutere della responsabilità strategica dello Stato e degli enti territoriali. Essi non possono avere più il ruolo di meri correttori dei fallimenti di mercato, ma debbono essere visti come garanti della coesione sociale e della redistribuzione. Il paper si propone quindi, attraverso l’analisi del d.lgs. 201/2022, di porre in luce la “dimensione soggettiva” del servizio pubblico: un’attività definita tale dall’assunzione di responsabilità politica del soggetto pubblico verso fini costituzionali di eguaglianza e tutela ambientale. Lo studio esamina, inoltre, il bilanciamento tra efficienza economica ed efficacia sociale, valutando criticamente modelli come la gestione per ambiti ottimali, il procurement strategico e gli obblighi di servizio pubblico. L’articolo formula e supporta la tesi secondo la quale il mercato deve tornare a essere uno strumento subordinato al fine supremo della creazione di valore pubblico e della dignità umana.

Il contributo prende le mosse da due recenti sentenze amministrative – TAR Lazio-Roma n. 4546/2025 e Consiglio di Stato n. 8092/2025 – che affrontano, per la prima volta esplicitamente, il tema dell’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale da parte di un operatore economico nell’esecuzione di un appalto pubblico. L’analisi mira a rispondere a tre quesiti: se e a quali condizioni un’offerta che includa soluzioni basate sull’IA sia ammissibile in una procedura ad evidenza pubblica; quali regole di compliance incombano sulla stazione appaltante in fase di valutazione dell’offerta e di esecuzione del contratto; se l’attuale quadro normativo sia sufficiente o se occorra un intervento legislativo ad hoc. Le due pronunce affermano la piena compatibilità dell’IA con i principi del D.Lgs. 36/2023, purché il suo impiego sia coerente con le finalità della procedura e valutato positivamente dalla commissione nell’esercizio della propria discrezionalità tecnica. Le norme del Codice dei contratti, dell’AI Act e del GDPR, insieme agli strumenti di soft law esistenti, forniscono, a parere degli autori, una cornice regolatoria adeguata, rendendo non necessario uno specifico intervento del legislatore.

José Torres Remírez, María Concepción Parra Meroño

Rental subsidies: Bunching in Spanish personal income tax

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2026

This paper examines whether there is a loss of tax efficiency from a bunching standpoint as a result of the deduction given for renting a primary residence. It follows the methodology put forth by Saez (2010), using the Panel of Personal Income Tax Filers (2008-2016) provided by Spain’s Institute for Fiscal Studies as a database. The results show no change in behaviour in most cases, with the exception of women in 2015 and 2016. Therefore, as far as grouping is concerned, the tax benefit was well designed in terms of avoiding tax efficiency loss

Barbara Ermini, Fabio Fiorillo, Silvia Mattiozzi, Francesca Mariani, Luca Salvati

On the use of a Pre-Analysis Plan: An application in the social sciences

ECONOMIA PUBBLICA

Fascicolo: 1 / 2026

The Pre-Analysis Plan (PAP) is a protocol intended to specify, in advance, the technical details of a research project. This paper has a twofold aim. First, it offers an overview of the use, applications, and implications of the increasingly common practice of adopting PAPs in economics and the social sciences. Second, it presents a case study: the PAP developed for the research project entitled A Survey-Based Impact Evaluation of the NRRP on Italian Municipalities. It outlines the project’s rationale, primary outcome variables, testable hypotheses, sample design, and the structure of the survey in which Italian municipalities participated and through which data were collected. The paper concludes with a discussion of the strengths and limitations of employing a PAP in the context of the research project previously presented.

Gaia Cuccì, Camilla Chiara Colombo, Martina Erba, Emanuela Confalonieri

Gender matters: Italian adolescents’ perceptions of Cyber Dating Violence

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 2 / 2026

Cyber Dating Violence (CDV) refers to online violence within adolescents’ romantic relationships. The study explored CDV perception of male and female adolescents. 326 Italian adolescents completed a survey investigating CDV perpetration and victimization. Vignettes describing a CDV scenario (switching genders of perpetrator/victim) were also employed. No gender differences emerged for CDV behaviors. Moreover, males tended to downplay its severity, attribute responsibility to the victim and engage in victim blaming more than females. In case of CDV disclosure, the strategies mainly chosen concerned providing emotional support, especially in females, whereas the least reported were being passive and informing adults at school. Generally, males showed greater difficulties in attributing responsibility and appeared to be more susceptible to gender-related biases compared to females.

Ivan Danyliuk, Tetiana Traverse, Yuliia Krasilova, Julia Udovenko, Nataliia Burkalo

Psychotypological determinants of the resocialization potential of juvenile offenders under non-custodial sentences

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 2 / 2026

Community sanctions are increasingly preferred over detention for juveniles, yet outcomes remain inconsistent. This study proposes that psychotypology, defined by reflection, forecasting/goal-setting, value orientation, subjectivity (agency), motivational set, and coping style, determines resocialization potential under non-custodial sentences. A sample of N = 600 juveniles in Ukrainian probation (suspended sentences) was assessed using projective future tasks (“My Day in Five Years”; “25 Desires”), Heckhausen’s Achievement Motivation Test, an assertiveness-under-frustration measure, and structured value/agency indices. A four-type classification was derived and distributions compared using Kolmogorov-Smirnov tests. Four psychotypes were identified: situational (n = 160), context-dependent (n = 220), personally conditioned (n = 150), and impulsive (n = 70). Situational youths combined subjectivity and achievement motivation with moderate reflective/forecasting deficits and expressed remorse; they scored higher in reflection and forecasting than all other groups (p = 01). Context-dependent youths showed absent subjectivity, avoidance motivation, low reflection/forecasting, and group-led offending, indicating the lowest resocialization potential. Personally conditioned youths demonstrated strong subjectivity and achievement orientation but egoistic values, low reflection, and frequent aggression, suggesting ambivalent outcomes. Impulsive youths displayed weak forecasting, low subjectivity, avoidance motivation, and frustration-driven aggression. Across profiles, reflection and prospective control emerged as primary indicators of readiness for change.

Petra Filistrucchi, Giuseppe Aversa, Michele Aversa, Marianna Giordano

Maltrattamento istituzionale dei minorenni accolti fuori famiglia: strumenti di concettualizzazione e responsabilità

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 2 / 2026

Il contributo analizza il maltrattamento istituzionale nei sistemi di accoglienza residenziale per minorenni, evidenziando la tensione tra funzione protettiva e possibile produzione di danno. Attraverso un inquadramento teorico che integra sapere esperienziale e professionale, il saggio propone una concettualizzazione multilivello (micro, meso e macro-sistemica) ed un modello dinamico delle fasi attraverso cui il danno si produce, si normalizza e viene (non) riconosciuto. Il lavoro sottolinea il ruolo delle responsabilità istituzionali ed individua nel coraggio istituzionale una direzione trasformativa per i sistemi di tutela.

Patrizia Moretti

Un futuro diverso è possibile? Fattori facilitanti nelle storie di vita dei care leaver

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 2 / 2026

La letteratura internazionale rileva come i care leaver presentino un grave rischio di emarginazione sociale e disagio psicologico, ma siano anche capaci di recupero e buon adattamento nell’età adulta. Poiché la letteratura italiana è ancora limitata su questo argomento, si è deciso di raccogliere le storie di vita di alcuni care leaver italiani per comprendere quali risorse personali e/o ambientali possono aver favorito il loro adattamento sin dall’infanzia. L’analisi tematica conferma l’importanza di alcuni fattori come avere obiettivi per il futuro, cogliere le opportunità offerte dai servizi, aver compreso i motivi dell’allontanamento e volersi differenziare dai genitori biologici, essere attivi nel proprio percorso di vita, avere relazioni stabili con adulti di riferimento, avere accesso a reti sociali e servizi specialistici.

Sarah Miragoli, Vittoria Badino, Luca Villa, Laura De Rui, Luca Milani

I collocamenti dei minori in strutture residenziali in Regione Lombardia

MALTRATTAMENTO E ABUSO ALL’INFANZIA

Fascicolo: 2 / 2026

I minori collocati in strutture residenziali di assistenza extrafamiliare presentano frequentemente difficoltà emotive, comportamentali e relazionali, che possono manifestarsi attraverso problematiche sia internalizzanti sia esternalizzanti. Tali fragilità si collocano all’interno di traiettorie evolutive complesse, influenzate dall’interazione tra fattori di rischio individuali, familiari e contestuali. Il presente studio si propone di analizzare l’incidenza e le principali caratteristiche dei collocamenti residenziali di minori (0-18 anni) e ai giovani adulti (18-21 anni) in Regione Lombardia nell’anno 2024, offrendo una lettura interpretativa dei dati alla luce dei principali fattori di rischio e di resilienza individuati dalla letteratura internazionale. Nel complesso, i risultati evidenziano la natura multifattoriale e complessa dei percorsi di collocamento residenziale, sottolineando l’importanza di un approccio integrato e multilivello nella presa in carico dei minori vulnerabili. Questo approccio dovrebbe considerare le interazioni tra fattori individuali, familiari e contestuali per orientare interventi di tutela e progetti educativi in grado di promuovere il benessere e le traiettorie di sviluppo dei minori accolti.

A cura della Redazione

Norme redazionali

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Rosa Romano Toscani, Rosa Franzese, Marta Vigorelli

Recensioni

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Sarah Lo Cigno, Silvia Michelon, Laura Miele, Margherita Pinelli, Marilena Porcu, Eleonora Ricci, Silvia Spaggiari, Sara Trigiani, Costanza Virginio

Apprendere nell’esperienza della formazione psicoanalitica. Metamorfosi dal figurante al figurato

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il testo riprende fedelmente il lavoro presentato dalle allieve del quarto anno in occasione delle Giornate di Chiusura del 2025 della sede di Milano della SIPP. Il titolo scelto per le Giornate di Chiusura Apprendere nell’esperienza della formazione psicoanalitica, ha richiamato nel gruppo una nuova modalità di apprendimento proposta nel corso dell’anno formativo e che si è sedimentata in un modo del tutto particolare. L’obiettivo di tale modalità tendeva ad identificare ciò che, a livello sensoriale (uditivo, eideitico, olfattivo, tattile), evocasse in ciascun membro del gruppo la percezione e la consapevolezza del processo trasformativo, come terapeuti e, prima di tutto, persone. Al termine del percorso formativo, è stato prezioso entrare in contatto con quella Metamorfosi dal figurante al figurato che ha permesso di guardare indietro e in profondità. È stato prezioso sentire, con tutti i sensi le trame creative e le infinite potenzialità dell’apprendimento in psicoterapia psicoanalitica.

Azzurra Aloisi, Simone Pilia, Giuditta Sestu

Quando le voci incontrano la parola. Associazionismo e interdiscorsività

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Gli autori propongono una riflessione sul rapporto tra voce e narrazione nel lavoro psicoanalitico contemporaneo, interrogando le trasformazioni del discorso nella clinica e nei contesti istituzionali. A partire dalla moltiplicazione delle voci del contemporaneo viene messa in evidenza la necessità di uno spazio analitico capace di tollerare anche ciò che non è immediatamente dicibile, sostenendo un’esperienza condivisa dell’esitare. La creazione di un dispositivo gruppale, in cui la narrazione si configura come processo interdiscorsivo, garantisce la possibilità di accogliere e trasformare il materiale clinico, favorendo la costruzione di una soggettività che emerge nel legame e rende pensabili configurazioni affettive e fantasmatiche altrimenti non simbolizzabili. Il lavoro psicoanalitico è inteso come pratica che costruisce configurazioni di senso sempre in divenire, in cui ciò che resta incompiuto diviene una riserva generativa che tiene aperta la possibilità di nuove forme di soggettivazione.

Costanza Buttinelli

Ti leggo, ti leggi

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’autrice, nel suo lavoro, presenta forme narrative della letteratura per l’infanzia e modi per mediarle in contesti istituzionali, con gruppi di bambini in età scolare. Accenna al progetto: “Libri senza parole destinazione Lampedusa”, curato da IBBY, International Board on Book for Young People, dallo Scaffale d’Arte del Palazzo delle Esposizioni di Roma e da Debora Soria che si avvale di silent book selezionati per accogliere migranti di ogni età. L’autrice cita Maurice Sendak, artista che ha fatto la storia della letteratura per l’infanzia e il suo capolavoro: Nel paese dei mostri selvaggi. L’autrice sottolinea l’importanza della qualità editoriale, che si esprime in linguaggio accurato, letterario, ricco di senso, nel caso di testi linguistici e iconografici. Si citano autori contemporanei e illustratori per l’infanzia, la cui cifra stilistica e i contenuti sono universalmente riconosciuti, rappresentativi per ricerca formale. Si accenna all’importanza della bellezza, come educazione alla sensibilità, citando l’opinione di Calvino, Campo, Brodskij e sviluppando una riflessione sulla lettura come prezioso e fondamentale arricchimento educativo.

Saveria Toscano

Il racconto psicoanalitico fra trauma e soggettivazione

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’autrice in questo articolo esplora il rapporto tra trauma e soggettivazione a partire dall’ipotesi che l’esperienza traumatica, in quanto eccedente la capacità di simbolizzazione, si configuri come un’interruzione della narrazione di sé. In questa prospettiva, ciò che non può essere rappresentato tende a permanere sotto forma di tracce non simbolizzate esprimendosi attraverso il corpo, l’agito o configurazioni relazionali ripetitive. Attraverso il materiale clinico presentato, viene messo in luce il passaggio da modalità espressive centrate sull’azione a una progressiva possibilità di rappresentazione e di racconto. Il processo analitico è inteso come uno spazio in cui tale trasformazione può avvenire grazie alla funzione di contenimento e alla costruzione condivisa di senso. Il racconto psicoanalitico viene così considerato non solo come strumento di comprensione, ma come dispositivo trasformativo, capace di favorire l’integrazione dell’esperienza traumatica e l’avvio del processo di soggettivazione.

Giulia Russo

Quando la storia non è narrata: un caso clinico

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il presente contributo nasce dall’esigenza di interrogarsi su ciò che accade quando la storia del paziente non si presenta in forma chiara, lineare e narrabile. Nel setting privato così come in quello istituzionale, infatti, il paziente può tacere, cambiare discorso o fornire versioni parziali e contraddittorie, rendendo difficile accedere alla sua sofferenza. Viene presentato il caso di una paziente ricoverata in un reparto di riabilitazione psichiatrica, la cui storia emerge non come racconto continuo, ma come insieme di frammenti, omissioni e versioni discordanti. L’articolo non intende proporre una lettura diagnostica, bensì esplorare cosa accade quando l’impossibilità del soggetto di raccontarsi coesiste con una richiesta di aiuto. Nei contesti istituzionali, attraversati da terzi, interruzioni e discontinuità, anche il lavoro d’équipe diventa luogo di raccolta e trasformazione dei frammenti clinici. Attraverso i contributi di Bion, Ferenczi, Botella e Kaës, viene proposta una riflessione sulla funzione dell’analista come contenitore del non-rappresentabile e sul controtransfert come spazio di pensabilità del dolore non simbolizzato.

Alessandra Dore

“C’era una volta”, le fiabe e l’ascolto psicoanalitico

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

Il lavoro indaga il rapporto tra le fiabe e ascolto psicoanalitico; l’interesse per le fiabe in ambito psicoanalitico è stato condiviso da diversi autori, tra cui Freud, che ne hanno riconosciuto il valore simbolico e terapeutico. L’utilizzo delle fiabe può facilitare il rapporto terapeutico favorendo una lettura del mondo interno del paziente. Il riferimento ad alcune fiabe dei fratelli Grimm è stato di aiuto nelle terapie di alcuni pazienti che avevano sofferto per il fallimento nelle relazioni di accudimento. Attraverso brevi flash clinici, si evidenzia come la presenza di traumi familiari possa avere un impatto significativo sulla vita psichica del paziente. Concetti quali i fantasmi nella stanza dei bambini, descritti da Fraiberg, o la cripta psichica teorizzata da Abraham e Torok, aiutano a comprendere come la trasmissione transgenerazionale dei traumi e dei segreti possa determinare vissuti di grande sofferenza. In questo contesto, la fiaba si configura come uno spazio protetto e simbolico in cui il paziente può esplorare le proprie ferite, riconoscere i propri fantasmi interiori e iniziare un percorso di elaborazione del dolore.

Maria Antonietta Fenu

Sogno e anoressia: poetiche di svelamento nel paziente adolescente

PSICOTERAPIA PSICOANALITICA

Fascicolo: 1 / 2026

L’autrice cita la tecnica delle Cancellature dell’artista concettuale Emilio Isgrò, per delineare l’itinerario espressivo dei sogni nel percorso di psicoterapia psicoanalitica, con riferimento al paziente adolescente. In base alle cancellature di Isgrò resta leggibile una sola frase o una sola parola della pagina del testo trattato, sicché la parola salvata accende un senso strutturale nella mente di chi legge. Un percorso analogo segue la narrazione dei sogni nel corso della psicoterapia: alcuni frammenti sono salvati e, a loro volta, sono declinati tra registro dell’immaginario e registro simbolico, veicolando significati che trovano il proprio senso nell’ascolto psicoanalitico. L’esercizio della narrazione del sogno assume dunque una funzione di specchio, favorendo nell’adolescente i processi che Raymond Chan chiama: Soggettualizzazione e Soggettivazione. L’autrice propone infine al lettore il materiale onirico complessivo, dal primo all’ultimo sogno, condiviso nel trattamento di una ragazza anoressica: si apprezza allora come il discorso onirico prenda la forma di un tessuto narrativo unitario riassumendo mirabilmente la storia interiore. Grazie alla rêverie condivisa in seduta, e senza il ricorso alle interpretazioni chiuse, la coppia psicoanalitica arriva a toccare livelli profondi, sino al preverbale, dando libero spazio alla dimensione poetica dello svelamento interiore.