RISULTATI RICERCA

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Francesca Latino, Francesco Tafuri

Learning Environments and New Technologies: Pedagogical Perspectives for the development of Inclusive Educational Scenarios

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

The ongoing technological revolution in the present era brings forth new demands within the realm of education, necessitating the creation of innovative pedagogical and educational encounters. Learning through technologies serves as a framework to facilitate teaching, enabling the introduction of new experiences and social practices aimed at generating new knowledge and competencies. Within this framework, the realm of physical education demonstrates substantial interconnectedness with the application of technological tools that can serve as assets for its advancement. Hence, the objective of this manuscript is to provide insights and novel viewpoints regarding the influence of emerging information and communication technologies on the processes of teaching and learning. Indeed, these new technologies enable the diversification of teaching approaches, allowing all students to engage in knowledge acquisition through practical involvement and personal experimentation, thereby expanding the realms of perceptual-motor activities. By leveraging these new technologies, educators can create inclusive learning environments that cater to the diverse needs of all students, regardless of their abilities or backgrounds. However, it’s essential to ensure that technology integration is done thoughtfully and with consideration for accessibility, equity, and inclusivity. Ongoing professional development and support for educators are also crucial to maximize the potential of these technologies in promoting inclusive didactics.

Martina Monteverde, Daniele Bullegas, Antonello Mura

Early intervention e apprendimento della letto-scrittura: un’indagine sulle percezioni dei docenti

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

Le indagini sull’alfabetizzazione emergente offrono una prospettiva teorico-concettuale utile per ripensare l’apprendimento della letto-scrittura come processo che può essere stimolato ed orientato mediante percorsi di intervento didattico precoce (early intervention). Anche le indicazioni normative e le politiche educative sottolineano l’importanza di un agire didattico preventivo, assegnando ai docenti la responsabilità di predisporre ambienti di apprendimento capaci di sostenere lo sviluppo dei prerequisiti e di prevenire le eventuali fragilità nei profili di funzionamento degli alunni. Alla luce di tali considerazioni diviene necessario comprendere le condizioni e le modalità per la realizzazione di interventi precoci che tengano in considerazione, oltre alle specificità del singolo studente, la molteplicità di variabili che agiscono e intervengono nei contesti scolastici. Il presente studio è parte di un più ampio progetto di ricerca-azione finalizzato allo sviluppo professionale di un gruppo docenti della scuola dell’infanzia e primaria, attraverso la co-progettazione di un programma di early interventon. Mediante l’utilizzo di focus group per l’esplorazione e l’analisi delle percezioni dei partecipanti, sono stati rilevati e analizzati i fattori contestuali e personali, che possono agevolare, oppure ostacolare, l’implementazione di tale programma. Il quadro di sintesi dei risultati, inerenti alle principali dimensioni identificate, lascia intravedere i bisogni formativi dei docenti per rispondere alle esigenze e alle difficoltà individuate.

Paolo Bertuletti, Giulia Ghitti, Andrea Potestio

Il ruolo dei tutor nell’istruzione tecnica superiore. A partire dall’osservazione di una realtà concreta

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

Sulla base di una ricerca empirica svolta presso un importante ITS lombardo gli autori riflettono sul ruolo educativo e formativo dei tutor che accompagnano gli studenti dell’istruzione tecnologica superiore nei percorsi di tirocinio e apprendistato. Tali figure facilitano senza dubbio gli apprendimenti, che nel caso dei corsi di studio considerati avvengono in alternanza fra lezioni d’aula ed esperienza on the job, ma la loro funzione pare avvicinarsi soprattutto a quella del coaching, a cui si sommano compiti di mediazione e facilitazione che vanno a beneficio tanto dei singoli studenti, quanto dell’intera organizzazione e comunità di apprendimento. Più precisamente essi supportano i loro tutee in un processo non sempre facile di orientamento e di acquisizione di habitus professionali indispensabili per inserirsi efficacemente nel mondo del lavoro. Rimane aperta la sfida pedagogica di investire sulle figure tutoriali non solo per garantire l’accompagnamento educativo di cui hanno bisogno giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro, ma anche per favorire direttamente e intenzionalmente i processi di apprendimento in alternanza. La piena valorizzazione formativa e culturale – e non solo occupazionale – dell’istruzione tecnica superiore passa anche da questo.

A cura della Redazione

Autori

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 2 / 2024

Sara Ricciardi

Recensioni libri

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

Laurandrea Giorgia Capecci

Come l’incanto diventa incastro. La storia di G.: dalla collusione allo stalking. Una storia di violenza psicologica

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

Viene narrata la storia di G., una donna di 50 anni, attualmente in cura psichiatrica a seguito di un gesto autolesivo. In terapia, G. esprime il desiderio di rielaborare la sua storia con il suo ex marito A., caratterizzata da cicli di violenza psicologica e vicende giudiziarie. Durante le sedute terapeutiche, G. cerca di rielaborare la complessità della sua relazione con A., focalizzando l’attenzione sulle modalità affettive e relazionali che l’hanno condotta verso di lui. L’articolo approfondisce i bisogni inespressi e insoddisfatti di G., risalendo all’infanzia, segnata da eventi impattanti che hanno compromesso la sua regolazione affettiva ed emotiva ed esplorando come questi abbiano contribuito alla creazione di un legame collusivo. La narrazione, letta attraverso la teoria delle polarità semantiche, rivela un intricato intreccio di esigenze emotive, vulnerabilità e una costante ricerca di appartenenza, sottolineando la complessità dell’esperienza di G. e la necessità di affrontare tali aspetti in terapia.

Ilaria Genovesi, Francesca Lemmi

Approccio sistemicorelazionale alla coppia che affronta l’infertilità

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

L’infertilità e la sterilità di coppia rappresentano una variabile imprevista (Vignati, 2002) nel ciclo di vita della famiglia e in particolare nella transizione di una coppia verso la genitorialità. Secondo il paradigma sistemico, la vita di una famiglia è scandita dalle transizioni, legate a eventi previsti e/o imprevisti nella vita familiare (Cigoli, Scabini, 2000): l’infertilità o la sterilità di coppia rappresenta un’esperienza che può mettere a dura prova il legame e, talvolta, può portare al fallimento della sua dimensione progettuale. In questa ottica, è necessario supportare la coppia, affinché possa affrontare il proprio disagio e riuscire a mantenere una solidità e un’intimità tale da consentire il superamento dell’evento imprevisto, dando valore alla dimensione relazionale della cura. Il nostro contributo si focalizza sull’approccio sistemico-relazionale all’infertilità che, attraverso la collaborazione tra le figure professionali che operano nel campo della riproduzione umana, propone un intervento clinico con la coppia, supportandola emotivamente in tutte le fasi del percorso, dalla valutazione ed elaborazione della diagnosi all’esito del trattamento.

Claudia Agostino, Enrico Visani

Il terapeuta sistemico alle prese con il fenomeno dei NEET (Not in Education, Employment or Training) tra sfide e possibilità

RIVISTA DI PSICOTERAPIA RELAZIONALE

Fascicolo: 60 / 2024

Questo contributo ha lo scopo di approfondire a livello psicologico, familiare e sociale il fenomeno delle persone che si trovano in una condizione di blocco e di ritiro sociale definita come NEET (Not in Education, Employment or Training). Nell’epoca delle incertezze e della fragilità del passaggio tra la fase della formazione e l’ingresso nel mondo del lavoro, queste persone sembrano manifestare un importante disagio che il terapeuta sistemico deve poter accogliere, tenendo conto degli “smarrimenti” personali e familiari, dei possibili traumi e degli orizzonti futuri da costruire in un mondo percepito poco ospitale.

L’autrice illustra alcune possibilità di applicazione dell’epistemologia sistemica in un settore applicativo della psicologia, non prettamente clinico: la psicologia dello sport. Le richieste che giungono in questo ambito celano spesso tematiche profonde e relazionali che inibiscono la piena soddisfazione nella performance e l’efficacia di un programma di preparazione mentale. Talvolta emergono disagi non inquadrabili nosograficamente: un intervento di tipo meramente tecnico centrato sul miglioramento delle abilità mentali può non funzionare se non tiene conto del contesto in cui la richiesta viene effettuata e del malessere. Il lavoro illustra teoricamente e a livello pratico con esempi le possibilità applicative del pensiero sistemico nel lavoro con giovani atleti in fase di svincolo, dando strumenti per un lavoro possibile.

A cura della Redazione

Book reviews

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

Alessandro Morselli

The Conventionalist Approach in the Analysis of Unemployment

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

The purpose of this paper is to show the contribution of the conventionalist approach to the analysis of unemployment. The role of labor evaluations is highlighted. This approach leads to very different economic policy positions than those developed by neoclassical theory. Emphasis will be placed on microeconomic aspects, but in order to act in a macroeconomic context, i.e. that of conventions. In contrast to a Keynesian analysis oriented more on the quantitative problems of labor market disequilibrium, the effort here will be to show the importance of qualitative issues.

Fabio Masini, Albertina Nania, Veronica Sacco

The Italian Transition 1989-1994: A View from Abroad

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

How did the international economic circles look at the multiple crises that Italy faced between 1989 and 1994? This paper provides a tentative answer to this question by reconstructing the comments published in The Economist during that period concerning the most relevant Italian events: the mafia and Camorra massacres, the referendum and electoral changes, the crisis of the development model based on corporate and familistic capitalism, privatizations (promised and never fully implemented, at least not as the international markets would have hoped). Through the analysis of those years, we shall highlight the critical issues of a country that, seen from the outside, missed the opportunity for its modernization.

Morris Karp

Hayek’s Monetary Reform Proposals: From Abstract to Concrete

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

Friedrich Hayek’s views on monetary reform remarkably changed during his lifetime. From an initial stance of defending the gold standard and identifying credit stabilization as the primary goal of monetary policy, Hayek eventually shifted to supporting price stabilization and even proposed ending the central bank’s monopoly on money. This article sheds light on these discrepancies by integrating Hayek’s work as an economist with his research outside the field of pure economics. Hayek’s enquiries concerning monetary influences on real economy, as explored in The Pure Theory of Capital, as well as his development of the category of the abstract in his epistemological research, can help clarifying his transition from credit-stabilization to price-stabilization and his abandonment of a fixed mechanism in favor of a competitive process for the establishment of the optimal currency.

Ali Birvural

The Economic Historical Significance of the Ionian Occupation State

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

The Greek troops announced the establishment of the Ionian State in Western Anatolia in July 1922, with its capital in Izmir. This state lasted five weeks until the Turkish army came to Izmir on September 9, 1922. The economic uncertainties during the Greek Occupation and the Turkish War of Independence led to the bankruptcy of the Greek economy. The article also examined the economic reasons behind the conflicts of interest and conflicts between the Allied Powers and the Greek powers. It also looked at the economic structures of the Ionian State, which were not internationally recognized. The measures taken by the Ionian State did not have the possibility of monetary expansion, together with extraordinary budgets and obligatory borrowings. The article also looked into the Turkish-Greek Population Exchange, which occurred later and caused the problems today. Jel Classification: B1, B10, N1, N15

Fabrizio Bientinesi

The Strange Case of Mr. Manoilescu in Italy

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

This contribution focuses on the reception in Italy, with respect to the international debate, of Mihail Manoilescu’s work, particularly his The Theory of Protection and International Trade. Despite some appreciation, his work was sharply criticized by both mainstream-trained economists and those closer to the regime. The episode offers an interesting example of the biases present in the debate on economic issues in the fascist era.

Veronica Sacco

Latvia: The Privatization Process and National Identity

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

This paper explores Latvia’s privatization methods initiated in 1993, and the most influential entities involved: Germany and the Scandinavian countries. Germany’s interests in willing to pursue a policy of influence in the Baltic area, the desire of the Scandinavian countries to reposition themselves in the post-Cold War scenario in the Baltic zone and the willingness of the Baltic republics to be welcomed into Western institutions will be analyzed. During the first period of privatization, Latvia introduced a voucher privatization model allowing its citizens to bid for shares in state-owned firms. For the second period, it was chosen a model similar to Germany – with the establishment of the Privatization Agency. By the early 2000s, a large fraction of the State assets was privatized, incentivizing a surge of foreign direct investment and reshaping the economy. This research suggests that privatization wasn’t merely an economic venture but interwoven with Latvia’s endeavor to reposition its national identity after the Cold War. The research also provides a broader perspective on Latvia’s economic journey from its Soviet associations, particularly with Russia, to its strategic gate to Western economic models. The study highlights Latvia’s delicate equilibrium between European assimilation and its historical Russian connections, underlining the societal and cultural ramifications of these economic evolutions.

Fernando García-Quero

Raúl Prebisch’s Influence on Contemporary Development Studies: A Review of Recent Literature (2010-2021)

HISTORY OF ECONOMIC THOUGHT AND POLICY

Fascicolo: 2 / 2024

This research examines the influence of Prebisch’s work on contemporary academic debates in development studies. To this end, a systematic literature review of studies published in the main development studies journals over the period 20102021 was conducted. A total of 139 articles were located and analyzed thematically. The articles were categorized according to their analytical approach, bibliographic citations, themes, treatment (anecdotal or deep), and misunderstandings and omissions of Prebisch’s thought. With some exceptions, most of the articles allude to Prebisch in an anecdotal way, without delving into his thought and his extensive work. The results reveal a notable lack of knowledge about a pioneering author in development studies, especially regarding the final stage of his thought in which he tried to formulate a global theory of development. Despite this, Prebisch’s thought connects with lines of research at the frontier of knowledge on the entrepreneurial state, ecologically unequal exchange, or post-extractivisms. A research and political agenda focused on his legacy requires placing at the center of the development debate issues such as the social use of surplus, the concentration of means of production, technological progress, industrialization, environmental challenges and, above all, the ethics of development.