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Polina Baum-Talmor, Cagatay Edgücan Sahin

Navigating Uncertainty: Exploring Future Perspectives on Precarious Employment in the Shipping Industry

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 169 / 2024

Questo articolo si concentra sulle dinamiche dell’occupazione precaria all’interno dell’industria marittima globale, esaminando i fattori storici e contemporanei che hanno portato allo stato attuale di vulnerabilità della forza lavoro. Analizzando le esperienze dei marinai provenienti da ruoli e contesti diversi, l’articolo esplora lo spostamento dell’industria verso pratiche di impiego flessibili, accentuato dalla strategia del “flagging out” e dall’aumento dei contratti temporanei. Viene discusso l’impatto della globalizzazione, della containerizzazione e del cambiamento dell’offerta di lavoro dei marinai, sottolineando la natura precaria della loro occupazione. Inoltre, l’articolo esamina l’evoluzione del pensiero all’interno dell’industria che per lungo tempo ha fatto affidamento su una “fornitura infinita” di marinai. Viene introdotto il concetto di potere strutturale come strumento per comprendere la posizione contrattuale dei marinai all’interno del sistema economico dell’industria marittima. Alla fine dell’articolo vengono avanzate diverse raccomandazioni per affrontare le pratiche attuali nell’industria marittima globale.

Ismail Doga Karatepe, Christoph Scherrer

The Selective Return of Labor Casualization in Western European Ports

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 169 / 2024

This study examines the impact of demands for labor flexibility on the peculiar post-World War II labor regimes in the ports of Antwerp and Hamburg. These labor regimes included the formation of monopolistic pools of unionized dockworkers, which guaranteed companies a steady supply of experienced personnel and an elementary form of job security for registered workers. The study argues that dockworkers were able to more or less defend the pool system. However, a “market” labor control regime developed for logistical workers outside the confines of these ports, in the immediate vicinity of these ports as well as in Vlissingen, a new port near Antwerp. Vlissingen has become particularly important for the handling of perishable fruit, such as bananas, whose handling requires a high degree of flexibility. The research is guided by the power resources approach and the concept of labor control regimes. It includes field visits and expert interviews.

Martin Arboleda

Estrazione in movimento: la svolta logistica dell’industria mineraria cilena

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 169 / 2024

Basandosi sul caso delle città portuali del Cile settentrionale, questo articolo analizza le implicazioni territoriali e sociopolitiche dello spostamento logistico nelle industrie estrattive. L'adozione di imperativi di flusso, velocità e connettività da parte dell'industria mineraria su larga scala ha dato origine a una modalità di organizzazione urbano-territoriale in cui la governance del movimento dei minerali assume un ruolo sempre più rilevante rispetto agli spazi di estrazione considerati singolarmente. Questo processo di urbanizzazione logistica ha reso possibile lo sviluppo di un corridoio infrastrutturale trans-pacifico che collega i molteplici giacimenti minerari degli altopiani cileni con le città manifatturiere e portuali dell'Asia orientale. Attraverso una lettura materialista dello Stato, si sostiene che i flussi metabolici di questo complesso sistema socio-ecologico sono mediati dalle tendenze simultanee e contrastanti all'internazionalizzazione e alla concentrazione dell'autorità politica dello Stato tardo liberale.

Andrea Bottalico, Jörg Nowak

Employment conditions, conflicts, and new challenges along the transport-logistics chain

SOCIOLOGIA DEL LAVORO

Fascicolo: 169 / 2024

Logistics, understood as a management tool for the flow of goods and transport, has emerged as a strategic aspect of the economy. The complexity of a logistics transport chain is correlated with the increasing structuring of firms into networks and the fragmentation of global value chains. While the modern economy demands greater synchronization, the Covid-19 pandemic highlighted that a disruption to any link in the chain can have systemic impacts. The pandemic has placed significant pressure on global supply chains, affecting employment conditions, particularly on ships, in warehouses, and in last-mile logistics. Labor market distortions are offset by intense competition along the logistics chain, encompassing maritime activities, cargo handling in ports, and transport services in the hinterland, where distribution centers are located. In this introduction, we define logistics as a complex and diverse field, elucidating key aspects not yet fully addressed in the scientific literature. This Special Issue aims to enrich the scientific debate on logistics by exploring the evolving dynamics along the logistics chain with a focus on labor issues. We examine logistics and transport infrastructures by posing questions aimed at facilitating comprehensive empirical descriptions and broad theoretical reflections on contemporary forms of labor.

Gloria Fioravanti, Luca Canestri, Mario A. Reda

Suggerimenti di buona pratica clinica per i Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 54 / 2024

Questo studio esamina le attuali evidenze e approcci terapeutici per il trattamento dei Disturbi dell’Alimentazione e della Nutrizione (DAN), focalizzandosi su Anoressia Nervosa (AN), Bulimia Nervosa (BN) e Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED). I principali obiettivi della terapia psicologica includono l’aumento della consapevolezza delle difficoltà emotive e relazionali, il miglioramento dei sintomi psicopatologici, la normalizzazione del comportamento alimentare e del peso, e il sostegno delle famiglie. La Terapia Cognitivo-Comportamentale Migliorata (CBT-E) emerge come il trattamento più studiato e raccomandato per AN e BN, con un’efficacia dimostrata anche nel BED. Tuttavia, la CBT-E ha mostrato risultati variabili in termini di remissione completa, con tassi che vanno dal 37% al 55%. Altri approcci, come la Terapia Dialettico Comportamentale (DBT) e la Terapia Metacognitiva Interpersonale (TMI-DCA), mostrano risultati promettenti, soprattutto per pazienti con disregolazione emotiva e schemi interpersonali disadattivi. Il trattamento farmacologico, sebbene utile, ha una limitata efficacia e necessita di ulteriori ricerche. In sintesi, è fondamentale un approccio integrato che consideri la comorbilità e i fattori psicopatologici sottostanti per migliorare l’aderenza e i risultati del trattamento.

Giovanni Fassone, Barbara Magnani

Ruolo della TCC e linee guida NICE e CANMAT per il trattamento della depressione negli adulti

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 54 / 2024

Il presente lavoro delinea le indicazioni di buona pratica clinica per il trattamento della depressione sulla base dell’ultimo aggiornamento delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE) e del Canadian Network for Mood and Anxiety Treatments (CANMAT), documenti considerati un punto di riferimento in tutto il mondo. Pertanto, verranno utilizzati per tracciare indicazioni per il contesto Italiano. In particolare, ci si concentrerà sul ruolo che ha la terapia cognitivo-comportamentale (TCC), nelle sue varie forme, nel trattamento della depressione a diversi livelli di severità, rispetto ad altri tipi di trattamento e in diverse fasi del trattamento. Innanzitutto, si definirà il quadro depressivo, i diversi livelli di severità, e le varie forme di TCC considerate. Seguiranno i metodi attraverso i quali si suggerisce di scegliere un determinato intervento, non necessariamente psicologico, a seconda della severità della depressione o di altri fattori come il rapporto costi-benefici per il sistema sanitario o le preferenze del paziente. Di seguito, si illustreranno i dati scientifici sull’efficacia degli interventi cognitivo-comportamentali, rispetto agli altri interventi, e le raccomandazioni per ogni grado di severità o fase di trattamento. Si concluderà osservando che l’efficacia della TCC è altamente dimostrata per la depressione e risulta spesso tra i primi interventi suggeriti per questo quadro. Più il quadro è lieve più la TCC è consigliata; più il quadro si aggrava, o è in fase acuta, più si suggerisce di abbinarla ad altri trattamenti. Infine, si rifletterà su spunti per adattare metodologie e procedure al contesto Italiano.

Riccardo Bertaccini, Nicolaja Girone, Valentina Nicolosi, Ilaria Baiardini

Le linee guida internazionali per il trattamento dei disturbi psicologici in età evolutiva

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 54 / 2024

Questa rassegna include le linee guida internazionali disponibili per il trattamento dei disturbi psicologici in età evolutiva, tutte redatte dal National Institute for Health and Care Excellence (NICE) britannico. Gli autori hanno scelto di analizzare alcuni fra i disturbi psicologici attualmente più significativi sia in termini di frequenza, intensità e impatto sul funzionamento e sullo sviluppo dei bambini e degli adolescenti, come è noto, il post pandemia da Covid-19 ha comportato un progressivo e costante aumento della richiesta di intervento clinico rivolto ai soggetti in età evolutiva specialmente per casi di: disturbi dell’umore/depressione, ansia sociale, disturbi ossessivi compulsivi; problematiche esternalizzanti (ADHD e disturbi del comportamento anche con condotte antisociali) e disturbi più gravi afferenti all’area degli esordi psicotici. Gli autori di questo articolo hanno deciso, di riportare, per ciascuna di queste aree psicopatologiche, le indicazioni circa la diagnosi e il trattamento presenti nelle linee guida. Inoltre, per ciascun disturbo, stati presi in considerazioni i lavori di metanalisi pubblicati successivamente alle linee guida stesse, in modo da fornire una panoramica aggiornata delle evidenze disponibili.

La formulazione di precise linee guida per il trattamento dei disturbi dissociativi è ostacolata dalla mancanza di una definizione condivisa di dissociazione. Esiste invece un accordo unanime tra gli esperti sul fatto che con il termine dissociazione vengono impropriamente raggruppate un vasto ed eterogeneo gruppo di manifestazioni psicopatologiche sostenute da processi patogenetici differenti che diffondono in tutti i quadri clinici psichiatrici complicandone il trattamento. Considerato questo limite la rassegna riporta le indicazioni per il trattamento di alcune manifestazioni dissociative della Blue Knot Foundation (2020) del Dipartimento della Salute del governo australiano e le indicazioni per il trattamento del Disturbo Dissociativo dell’Identità (DDI), ovvero il più grave disturbo dissociativo, redatte dall’International Society for the Study of Trauma and Dissociation – ISSTD.

Benedetto Farina, Chiara Massullo, Giancarlo Dimaggio

Ruolo della TCC e sintesi linee guida per il trattamento psicologico del disturbo da stress post traumatico (PTSD), PTSD Complesso e PTSD Acuto

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 54 / 2024

Le esperienze traumatica, sia quelle episodiche che quelle continuate nel tempo, specie durante lo sviluppo, possono generare quadri clinici specifici come il Disturbo da Stress Post-Traumatico (PTSD), il Disturbo Acuto da Stress (ASD) e il Disturbo da Stress Post-Traumatico complesso (CPTSD), ma anche costituire una dimensione psicopatologica che diffonde in tutti i quadri clinici peggiorandone la prognosi e gli esiti del trattamento. Le linee guida presentate in questa rassegna sono state sviluppate per il trattamento delle specifiche categorie diagnostiche. In particolare per il PTSD dall’American Psychiatric Association (APA; 2017), dal National Institute for Health and Care Excellence britannico (NICE; 2018), dal Department of Veterans Affairs (VA) and Department of Defense (DoD) of United States of America (VA/DoD; 2017). Per quanto riguarda invece l’ASD, indicazioni per la gestione dei pazienti con tale disturbo sono riportate nelle linee guida APA del 2004. La UK Psychological Trauma Society (2017), l’International Society for Traumatic Stress Studies (ISTSS; 2019), e il NICE (2018) forniscono linee guida per il cPTSD.

Il presente elaborato è stato scritto sulla base della “National Institute of Health and Clinical Excellence (NICE) Guideline on Treatment and Management of Psychosis and Schizophrenia in Adults” (edizione del 2014, aggiornata fino al 2020 nel formato online), della quale rappresenta una fedele sintesi delle parti dedicate al ruolo della psicoterapia nel trattamento delle psicosi e della schizofrenia, con particolare riferimento alla psicoterapia cognitivo-comportamentale.

Giovanni Fassone, Giuseppe Nicolò

Ruolo della TCC e linee guida per il trattamento del Disturbo Bipolare

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 54 / 2024

Il presente lavoro delinea le indicazioni di buona pratica clinica per il trattamento del disturbo bipolare sulla base dell’ultimo aggiornamento delle linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE). Alla luce degli interventi presi in considerazione, gli studi suggeriscono che gli interventi psicologici strutturati producono promettenti dati di efficacia, non solo negli episodi acuti, ma possono avere un beneficio a medio e lungo termine per pazienti con disturbi bipolari, con una riduzione dei tassi di ospedalizzazione e dei relativi costi di gestione. Le evidenze sono più solide in relazione agli interventi psicologici individuali e di assistenza collaborativa mentre gli interventi di gruppo, la terapia cognitiva integrata e interpersonale e la psicoeducazione per le famiglie hanno mostrato dei risultati promettenti.

Elio Carlo

Pratiche di accettazione, mindfulness e terapia espositiva

QUADERNI DI PSICOTERAPIA COGNITIVA

Fascicolo: 54 / 2024

Sebbene l’esposizione per abituazione, basata sul principio di cancellazione della memoria eccitatoria aversiva, sia ancora oggi largamente prevalente in ambito clinico, un modello differente, quello dell’apprendimento inibitorio, si propone di modificare radicalmente il trattamento delle fobie e dell’ansia, enfatizzando il ruolo delle procedure, diverse dall’abituazione, che elicitano, nel paziente, la creazione e il rafforzamento di una memoria rivale, la c.d. memoria inibitoria. L’articolo vuole essere una riflessione sul ruolo dell’esposizione nelle pratiche di accettazione in uso nella c.d. Terza Onda della Psicoterapia Cognitivo Comportamentale, in gran parte basate sull’utilizzo della mindfulness, e intende mostrare, basandosi sulle evidenze scientifiche più recenti, come tali pratiche possano essere inquadrate proprio all’interno del paradigma fissato dalla teoria dell’apprendimento inibitorio e come, per esse, conseguentemente, si apra un potenziale spazio di miglioramento procedurale, diretto all’ottimizzazione della forza, della durata e della recuperabilità della associazione inibitoria, al rafforzamento del processo di estinzione e al contrasto del ritorno della paura e dell’emozione negativa.

Francesco Torchia

Spunti per una rilettura dell’impresa turistica alla luce dei valori della Costituzione

RIVISTA ITALIANA DI DIRITTO DEL TURISMO

Fascicolo: 43 / 2024

Il rapporto tra “profittabilità” e comportamento degli operatori è un rapporto di fondamentale importanza nel sistema dei valori espressi dalla nostra Carta costituzionale e, per tale ragione, è indispensabile fare in modo che l’attività imprenditoriale sia funzionale ad un profitto sostenibile, specialmente in un settore come quello del turismo. Ponendo l’uomo, l’ambiente ed il nostro patrimonio storico, culturale ed artistico al centro del sistema economico, è possibile far sì che produttività e profitto rappresentino il presupposto per un’azione in grado di intuire e soddisfare i bisogni dell’altro. Bisogni di cui si devono fare carico le comunità politiche, i singoli individui e le aggregazioni sociali.

Martina Capaccioli

Traiettorie di apprendimento e pratiche di multi-culturalizzazione in un quartiere multietnico

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2024

Quali sono gli apprendimenti che si verificano in contesti cittadini che stanno transitando verso esperienze di  pluralismo culturale? Quali sono i significati attribuiti alle differenze da parte di individui che condividono spazi e attività? Che ruolo giocano le pratiche commerciali all’interno di queste dinamiche? Come si configurano i rapporti fra commercianti storici e commercianti con background migratorio? Queste alcune domande che fanno da sfondo alla ricerca qualitativa presentata in questo contributo. Si tratta di uno studio di matrice etnografica che, attraverso l'utilizzo di interviste semistrutturate e momenti di osservazione, intende analizzare quali sono gli apprendimenti incentivati dalle pratiche di contatto  che vanno a configurare rapporti, comportamenti e interazioni tra commercianti con diversificati background  etnico-culturali, i loro clienti e gli attori organizzativi delle associazioni di rappresentanza.

Martina Capaccioli

Are we human? Some examples for mapping non-linear educational practices

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2024

The aim of this paper is to explore some open conditions and trajectories for thinking about models of learning facilitation in the light of non-linear understandings, typical of the posthuman thought. The posthuman framework allows for the thematization of a plurality of methods of educational intervention that decentralize that humanist logic that operates through oppositional and hierarchical models, shifting attention toward “practical provocations” that highlight the vitality of the material and the non-human. Grounding this proposal in the expert work of those scholars who are offering systematizations of this field of study, the article brings together examples of some empirical experiences to illustrate certain applications of feminist new material, posthumanist and postqualitative approaches to education.

Marco Rondonotti, Federica Pelizzari, Giorgia Mauri, Simona Ferrari

Narrative Transformation for Empowering Women in the Face of Illness. Insights from the “Sorrisi in Rosa” Project

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2024

The need of society to activate medical prevention has led the scientific community to value narrative skills to increase the understanding and acceptance of disease. With the diagnosis of cancer, everything changes: from the perception of one’s body to the relationship with family members, and it is only through the narration of one's experience of treatment that the person shares their feelings, emotions, fears and concerns with other individuals, retracing the imaginary experience and sharing a personal phase of their life. This approach meets Humanitas’ need to evaluate the “Sorrisi in Rosa” (SiR) project dedicated to accompanying women undergoing screening for or diagnosed with breast cancer to highlight the elements of impact and spaces for development in accompanying patients. Through emotional support and sharing their stories, patients involved in the program can develop a sense of community and mutual understanding. This not only provides an environment conducive to coping with the challenges of the disease but can also help reduce the sense of isolation that often accompanies breast cancer. The monitoring by CREMIT (Center for Research on Media Education, Innovation and Technology), in collaboration with IRCCS Humanitas is part of the desire to investigate and understand how storytelling can make illness and treatment a transformative process, capable of rereading and coping better with one’s personal experience as a woman. The research presented here, divided into three phases, focuses on analysing the narratives produced within the project and the questionnaire administered, to improve care and support for women involved in breast cancer screening and treatment programs.

Alessandra Romano, Arianna Taddei

Donne, disabilità e violenza. Sfide educative per la formazione e la ricerca nella prospettiva intersezionale

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2024

L’articolo approfondisce le condizioni multidiscriminatorie a cui sono esposte le donne con disabilità, a partire dall’adozione di una prospettiva critica intersezionale (Crenshaw, 1989; 2017). I primi paragrafi esaminano lo scenario internazionale relativo alle ricerche sui fenomeni di violenza contro le donne con disabilità. Gli ultimi paragrafi esplorano traiettorie di ricerca e formazione per lo sviluppo di pratiche educative verso percorsi di emancipazione.

Lavinia Bianchi, Alessandro D'Antone

Intersezionalità o transindividualità? Potere, tokenismo e conflitto in una prospettiva di pedagogia critica

EDUCATIONAL REFLECTIVE PRACTICES

Fascicolo: 1 / 2024

Il contributo affronta la problematica dell’intersezionalità secondo direttrici di pedagogia critica, mettendo in evidenza la dimensione conflittuale che sottende la prospettiva intersezionale medesima e operando, tramite la disamina del concetto di ‘token’, un rilievo critico sull’omologia tra sessismo/razzismo e relazioni interpersonali. A tale scopo, il concetto di transindividualità, con i propri corollari teorici rinvenibili nei concetti di congiuntura e temporalità differenziale, permette di evidenziare nel discorso pedagogico e nelle pratiche educative la dimensione istituzionale e rituale che percorre e sottende tali relazioni, permettendo altresì di rinvenire nel rapporto tra lavoro educativo sul campo e traduzione di esso in ambito accademico una discrasia temporale che può avere forme di incontro e congiuntura assai diverse. Sotto il profilo metodologico e procedurale, le pratiche, qui presentate nella loro articolazione, della supervisione pedagogica e dell’autoetnografia permettono di recuperare sul piano critico e clinico gli effetti dei rapporti di potere e della dimensione regolativa entro diverse istituzioni educative, come pure nell’intersezione tra esse e la dimensione informale dell’accadere educativo, evidenziandone gli effetti sulle dimensioni corporee e simboliche che attraversano e parimenti modificano gli spazi educativi e i diversi tempi di cui essi sono composti. La tesi del contributo, pertanto, attiene alla non contemporaneità tra lavoro educativo e pedagogia accademica, come pure alla mancata omologia tra rapporti di potere e relazioni interpersonali, per esplorare la possibilità di incontri educativi autentici anche nella propria costitutiva conflittualità e oltre i rischi di tokenismo ed esclusione che, sotto il profilo del genere e delle relazioni interculturali, ne rappresentano una fra le possibili aree di latenza.